Pubblicato il 18/12/25 da Luca Dedei

Winter Burrow – Recensione

Un survival per passare l'inverno
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Nel momento in cui sto scrivendo questa recensione, si sta avvicinando l’inverno. Con il freddo stagionale però già nelle nostre case, Winter Burrow ci offre un piccolo modo per scaldarci.

Winter Burrow – Un piccolo sopravvissuto

Con uno stile estetico molto carino e che riesce perfettamente a dare l’idea di un clima invernale nei suoi lati sia positivi che negativi, il protagonista di Winter Burrow è un piccolo topino che, dopo essere cresciuto in città con i genitori e dopo la morte di quest’ultimi, decide di mollare tutto e tornare nella foresta con la zia, dove dovrà ricostruire il suo rifugio da zero per superare la stagione.

Lato gameplay stiamo quindi parlando di un survival dalle meccaniche piuttosto semplici, dove dovremo gestire le risorse e la fame, come di consueto, ma anche il freddo, facendoci dunque ragionare su quanto tempo restare fuori di casa e in quali ore della giornata, con le variabili di clima e ore notturne più rigide.

In nostro aiuto accorrono diverse ricette sia per cucinare che per costruire arnesi ed elementi di arredamento, dato che avremo anche una piccola dose di personalizzazione completamente secondaria del proprio rifugio. Tuttavia, non avendo alcuna mappa disponibile, la neve che circonda tutta la zona renderà piuttosto ostico riuscire a orientarsi facilmente nonostante le impronte lasciate, creando un livello di difficoltà alquanto interessante, sebbene non mi sia mai imbattuto nella schermata di game over durante la mia partita.

Winter Burrow – Varie storie di vita

Parlando della mappa, questa è divisa in diverse sezioni, con diversi livelli di materiali che seguono un crescendo insieme alla storia, raccontata in maniera piuttosto lineare, dove incontreremo diversi personaggi dagli aspetti più disparati, come disparate sono le loro storie: ognuno con qualcosa da raccontare riguardo la loro vita, con diversi temi sociali toccati in maniera piuttosto naturale e con molta sensibilità, senza che ti venga buttata in faccia una morale troppo spicciola, ma sempre con l’intento di far capire che aiutare il prossimo è la soluzione per superare il terribile inverno, letterale o figurativo che sia.

Purtroppo però non è tutto rose e fiori perché qualche piccola scivolata viene fatta, con un tutorial che si allunga troppo e ti porta a ripetere alcune azioni, come la cucina, anche dopo che si è riusciti a imparare la meccanica in maniera naturale, senza che il gioco riconosca la cosa e cadendo un poco nella ripetitività, che arriva anche dal fatto che siamo costretti a fare tante volte avanti e indietro in percorsi abbastanza lunghi da risultare fastidiosi col tempo, ma troppo corti per spingerti ad usare i vari oggetti di sopravvivenza temporanei come i piccoli falò, dato che comunque, per quanto questi aiutino per il freddo e per dormire, non sarà possibile costruire attrezzi o eventuali oggetti-obiettivo per proseguire le varie piccole quest fuori dal rifugio, rendendo il ritorno a casa sempre l’opzione migliore anche nelle sezioni di gioco più avanzate.

Conclusioni

Winter Burrow è un titolo piuttosto semplice e diretto, dalla breve durata, giusta per quello che riesce a raccontare, e una difficoltà facilmente gestibile una volta che si riesce a comprendere come sfruttare il cibo. Sicuramente la parte dove brilla di più è il lato estetico, anche se non sono proprio un amante delle sue animazioni, e narrativo, che come detto sopra è in grado di comunicare molto bene alcuni messaggi, rendendo il titolo una piacevole esperienza.

Se volete dunque vedere meglio all’opera il titolo per giudicare con i vostri occhi le sue meccaniche e la sua estetica, potete dare un’occhiata alle prime ore di gioco in live sul mio canale youtube Kimer Oudis, dove prossimamente arriverà anche una versione video di questa recensione.

  • Estetica carina
  • Durata giusta
  • Bei personaggi
  • Difficoltà non pressante
  • Interessante gestione della neve

 

  • Rischio ripetitività nelle sezioni finali
  • Tutorial non necessari

Kimer - Biografia

Un semplice Nessuno, videogiocatore di periferia. Nato durante la Bizarre Summer e cresciuto nella provincia di Milano in una relazione praticamente simbiotica con i videogiochi.

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