Pubblicato il 25/04/26 da Cathoderay

Vampire Crawlers – Il mazzo non mente, ma ti inganna volentieri

Poncle cambia tutto e non cambia niente. Come si fa?
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Vampire Survivors aveva fatto una cosa semplice: togliere quasi ogni decisione al giocatore e lasciarlo annegare nella dopamina pura di numeri che crescono, nemici che esplodono, gemme che piovono ovunque. Vampire Crawlers fa la cosa opposta: rimette le decisioni al centro, le moltiplica, e poi le inietta della stessa insana energia del predecessore. Risultato: un dungeon crawler a carte roguelite che gira così bene da dare subito dipendenza

Sviluppato da Poncle insieme a Nosebleed Interactive, Vampire Crawlers è tecnicamente uno spin-off; in pratica è qualcosa di più grande e più ambizioso del titolo originale al lancio.

 

Il Turboturn non perdona

La struttura è quella di un blobber in prima persona, genere che rimanda direttamente ai grandi classici come Eye of the Beholder o Wizardry; si esplorano dungeon visti dall’interno, ci si muove su griglia, si combatte con le carte e si accumulano poteri run dopo run. Il Turboturn è la meccanica che separa Vampire Crawlers da qualsiasi altro deckbuilder del mercato. Le carte vanno giocate in ordine crescente di mana: ogni carta potenzia la successiva, costruendo una catena che può arrivare a trenta colpi consecutivi se si usa un Wild nel momento giusto. Quando quella catena prende vita, quando i numeri si moltiplicano e lo schermo esplode di effetti, è esattamente la stessa sensazione di Vampire Survivors; solo che questa volta l’hai costruita tu, carta per carta, scelta per scelta.

Familiare quanto basta, nuovo quanto serve

Poncle ha riciclato l’intero bestiario, gli oggetti, le zone e le icone di Vampire Survivors; tutto è ricontestualizzato però, tutto funziona diversamente, tutto ha un peso nuovo. Chi conosce il titolo originale si sentirà a casa in trenta secondi e spaesato per i successivi trenta minuti; è quel tipo di familiarità intelligente che non si appoggia alla nostalgia ma la usa come trampolino. I dungeon hanno cinque piani per livello, tutti visibili sulla mappa fin dall’inizio: nemici, boss, tesori, passaggi segreti; si decide l’ordine in cui affrontarli, si pianifica, si fallisce il piano, si improvvisa. L’esplorazione premia chi scava letteralmente, visto che la vanga per scendere al piano successivo va trovata ogni volta.

Piccolo di prezzo, grande di sostanza

Vampire Crawlers porta con sé una quantità di contenuto che fa quasi impressione; 161 obiettivi da sbloccare, una profondità di costruzione del personaggio che si stratifica partita dopo partita e quella brutta abitudine tipica di Poncle di farti guardare l’orologio alle due di notte chiedendoti come ci sei arrivato. È un titolo accessibile nel prezzo e generoso nella sostanza; il tipo di gioco che non finisce mai davvero, perché c’è sempre una combinazione nuova da provare, un piano di dungeon ancora inesplorato, una catena di carte che non hai ancora visto andare fino in fondo.

Il mazzo non mente

Vampire Crawlers è la prova che cambiare genere non significa tradire l’identità; Poncle ha preso l’anima caotica di Vampire Survivors, l’ha travestita da deckbuilder e l’ha mandata in dungeon bui a fare danni. Non è un gioco per chi cerca una narrativa profonda o una grafica che faccia girare la testa; è un gioco per chi vuole costruire combo assurde, vedere numeri enormi e capire solo dopo quanto tempo è passato.

Il mazzo non mente; sei tu che ti sei convinto di fare ancora una run.

Ps: Ciao zero.

  • semplice e intuitivo
  • tende ad assuefare in pochi minuti
  • c'è davvero tutto quello che piace a chi ha giocato Vampire surivors
  • cambia senza snaturarsi
  • finalmente i personaggi hanno delle voci

 

  • se ci si distrae si muore molto facilmente
  • neanche questa volta ci sono i vampiri

 

Cathoderay - Biografia

Pare che io sia l'entropia videoludica.

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