Pubblicato il 24/04/26 da Ninja Warrior

The Last Ninja Collection – Il Dojo non perdona, ma non dimentica

Nel Dojo si onora chi è venuto prima. Anche quando fa male.

C’è una versione di questi giochi che esiste solo nella testa di chi aveva un Commodore 64 e troppo tempo libero; quella versione è perfetta, ovviamente, perché la nostalgia non ammette appelli. System 3 arriva nel 2025 con questa Collection e decide di sfidarla, quella versione perfetta, mettendola su schermo nel 2026. Coraggio o incoscienza, fate voi.

Sette titoli: l’intera trilogia Last Ninja con varianti C64, Amiga e Spectrum, il Ninja Remix, International Karate, IK+ e Bangkok Knights; tutto lì, tutto insieme per la prima volta, in un pacchetto che sa di archivio storico più che di prodotto commerciale. E questo, nel bene e nel male, è esattamente quello che è.

Sette lame, una custodia

La preservazione è seria, e va riconosciuto. Avere le versioni C64, Amiga e Spectrum affiancate non è solo un vezzo collezionistico; è un documento, è capire con gli occhi perché certi titoli abbiano fatto storia e cosa significasse spingere l’hardware al limite quando il limite era quaranta kilobyte. Last Ninja 3, il primo gioco della storia a ricevere un 100% da una rivista, è qui nella sua forma originale; International Karate, primo titolo europeo a scalare le classifiche americane sul C64, pure. Save state e filtri display completano il quadro: il minimo per rendere tutto avvicinabile senza tradire l’anima dei giochi.

Il tempo non aspetta nessuno, nemmeno i ninja

Qui bisogna essere onesti, e nel Dojo l’onestà non è negoziabile. The Last Ninja invecchia male, e non è colpa della Collection: è la natura stessa di quello che era. Il movimento isometrico è tremendo e se lo ricordi divertente, ti stai prendendo in giro da solo, i puzzle non ti dicono mai dove devi guardare, e morire per un pixel fuori posto è ancora l’attività principale nelle prime ore; il combattimento richiede una precisione che il pad moderno non ti regala gratis, e gli avversari hanno la brutta abitudine di apparire esattamente dove stai per mettere piede.

Chi arriva senza un legame personale con questi titoli troverà tutto questo affascinante quanto frustrante, nel giro di venti minuti; chi invece ricorda, chi sa già il ritmo, chi sente ancora quella colonna sonora nelle orecchie come un riflesso condizionato, per loro è un’altra storia. Una di quelle storie difficili da spiegare a chi non c’era.

International Karate salva la serata

Se la trilogia è roba da palati forti e stomaci resistenti, IK+ è ancora oggi clamoroso. Tre combattenti in simultanea, round che durano tre secondi, ritmo da cardiopalma; è uno di quei giochi che non ha bisogno di traduzioni culturali perché il divertimento parla da solo e ad alta voce. Bangkok Knights è il parente meno noto del lotto, si vede, ma aggiunge curiosità storica senza disturbare.

Sentenza

The Last Ninja Collection è un atto d’amore verso una saga che ha definito un’intera era, confezionato con rispetto e piena consapevolezza del proprio peso storico. Non è un prodotto per tutti, ma nel Dojo ci si allena, anche per tramandare l’arte marziale. È un prodotto per chiunque voglia capire da dove arriva questo pezzo di storia, per chi sente ancora il richiamo di quelle colonne sonore come una voce dal passato, per chi è disposto a farsi sfidare da un design che non si vergogna di essere quello che è e non ha nessuna intenzione di farlo.

Nel Dojo si onora il passato, ma bisogna meritarselo. Colpo dopo colpo.

  • tanti giochi di culto
  • l'aspetto divulgativo e di preservazione è genuino
  • International Karate è ancora strepitoso

 

  • quasi tutti i titoli sono invecchiati male
  • il movimento isometrico non è mai stata una buona idea

 

 

 

Ninja Warrior - Biografia

Nel Dojo ci si inchina, si combatte e ci si perfeziona, fino ad essere la lama che fende la notte...

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