Pubblicato il 13/06/25 da Cathoderay

Rendering Ranger: R² [Rewind] – Il Super Nintendo che sognava di essere una PlayStation

Una cartuccia dimenticata

Ci sono giochi che esistono solo nei sussurri dei forum, nei thread dimenticati di NeoGAF o nei ricordi annebbiati di chi frequentava i mercatini dell’usato giapponesi. Rendering Ranger: R² è uno di quei titoli. Uscito nel 1995 in una tiratura ridicola solo per il mercato giapponese, programmato quasi interamente da Manfred Trenz (sì, quello di Turrican), questo “cartuccione” per Super Famicom sembrava un glitch nella timeline di Nintendo: uno sparatutto tecnicamente impossibile, figlio bastardo di Contra, R-Type e dei sogni bagnati di chi voleva il Mode 7 a colazione.

Oggi, quasi trent’anni dopo, Rendering Ranger: R² [Rewind] arriva su tutte le piattaforme moderne grazie a ININ Games e Ratalaika. Ma non è solo un porting: è una riesumazione digitale degna dei laboratori di Umbrella Corporation, una ricucitura fedele e reverenziale di un titolo che non aveva bisogno di esistere e che ora può finalmente essere giocato da chiunque senza vendere un rene per la cartuccia originale.

Rendering Ranger

Un arsenale visivo fuori tempo massimo

Giocare oggi a Rendering Ranger è come aprire un Commodore 64 e trovarci dentro un RTX 4090. I fondali parallax sono così stratificati che ci si aspetta che cada fuori uno strato di pixel, le esplosioni sembrano partorite da una sala montaggio della Toei Animation sotto acido e le animazioni dei boss… signore e signori, i boss. Golem biomeccanici alti quanto una palazzina, astronavi che si trasformano come se fossero uscite da un delirio cyberpunk, e tutto questo senza che il Super Nintendo perda un colpo. Non è emulazione: è stregoneria a 16 bit.

La nuova edizione aggiunge tre versioni differenti del gioco (comprese build occidentali mai rilasciate), una modalità galleria che farà piangere i pixel artist, e uno dei migliori rewind system visti in circolazione: flessibile, veloce, completamente integrato nella dinamica arcade. È un omaggio al gioco ma anche al tempo che scorre, e al fatto che a volte abbiamo davvero bisogno di tornare indietro.

Mezza corsa, mezza guerra spaziale

Il gameplay alterna sezioni run’n’gun alla Contra con momenti shoot’em up verticali in stile Axelay, senza soluzione di continuità. Ogni livello è un campo di prova per i riflessi e la resistenza mentale, con una difficoltà che non ti tiene per mano ma ti accompagna, gentile ma sadica, verso la frustrazione più bella degli anni ’90. I quattro tipi di armi selezionabili in tempo reale permettono una varietà tattica sorprendente, e la sensazione di impatto nei colpi – soprattutto con il fucile plasma – è ancora oggi da manuale.

La bellezza del mai

C’è qualcosa di incredibilmente affascinante nei giochi che non dovevano essere, nei titoli perduti che sopravvivono solo nella memoria o in qualche torrent dimenticato. Rendering Ranger: R² [Rewind] non è solo un gioco restaurato: è un atto d’amore, un tributo al tempo in cui i limiti hardware erano una tela su cui gli sviluppatori dipingevano capolavori.

Chi ama il retrogaming, la pixel art, la difficoltà vecchia scuola e quella sensazione inspiegabile che si prova davanti a qualcosa di impossibile, troverà in questa riedizione un piccolo miracolo.

E chi non lo ama? Beh, forse è il momento di premere rewind e ricominciare.

  • buon livello di sfida generale
  • graficamente assurdo per l'epoca di uscita
  • gameplay vario

 

  • è una copia di Turrican sotto tanti aspetti
  • frustrante in alcune zone finali

Cathoderay - Biografia

Pare che io sia l'entropia videoludica.

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