Pubblicato il 16/04/20 da Carisma20

Panzer Corps 2

La guerra difficile
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Panzer Corps 2 è un titolo quasi anacronistico. Il mondo videoludico ci ha abituato da anni ad entrare piano piano all’interno delle meccaniche dei giochi, con tutorial che progressivamente inseriscono nuovi elementi e nel giro di qualche ora, a volte meno, ti danno in mano tutto o quasi. Ma è sempre stato così?

Ormai credo, purtroppo, di poter iniziare a parlare come le persone anziane, cominciando le frasi con il fatidico “ai miei tempi…”. Ecco, ai miei tempi il tutorial non era scontato, anzi, con l’acquisto del gioco fisico veniva sempre fornito un manualetto con immagini e funzioni del gioco, che immagino molti di noi rimpiangano per la sua totale assenza nel panorama attuale, salvo qualche sporadica presenza in limited edition ed edizioni commemorative varie.

Panzer Corps 2 è così, ti butta subito tutte le meccaniche addosso, anche in quello che sembra un tutorial ma che, di fatto, è solo un mini scenario dove non ti viene spiegato nulla e devi leggerti tutte le abilità e funzioni, lasciandoti pienamente spaesato. Chiudi il gioco e vatti a leggere il manuale (in PDF ovviamente in questo caso).

Il numero di unità varie è enorme.

 

Un gioco per pochi

Panzer Corps 2 non è un gioco per tutti, ha una barriera d’ingresso enorme, dovuta anche alla presenza di un manuale di 100 pagine da studiare prima di poter iniziare a capire cosa si stava facendo, ed è necessario se vuoi divertirti. Ma, una volta superata questa barriera, le soddisfazioni ottenibili sono enormi, e la complessità del titolo viene a poco a poco appresa e padroneggiata.

Panzer Corps 2 è un wargame che prende a piene mani gli elementi delle battaglie a turni applicati su una mappa esagonale con vari punti di interesse. Grazie alle numerose campagne (una delle quali ambientata in Italia) e al vasto numero di unità, le variabili sono pressoché infinite ed ogni situazione andrà gestita in maniera certosina. Certo, l’abilitazione di alcune opzioni permette che il gioco sia meno punitivo nei confronti di chi non ha una perfezione tattica tale che Kasparov levati.

Il tutto è ambientato durante la seconda guerra mondiale, ed è basato su un perfetto utilizzo delle risorse. Inoltre, il dispiegamento delle proprie unità (terrestri, navali e aeree) farà indubbiamente la differenza nel corso della partita. Lo sfruttamento delle alture per avere una visuale maggiore ed un vantaggio tattico, l’uso di unità scout o di supporto, un possibile taglio delle vie di fuga, la creazione di un ponte o un completo accerchiamento, sono tutte meccaniche che, all’interno del titolo, sono state analizzate e inserite in maniera pressoché perfetta.

Inoltre alcune unità, come quelle di artiglieria, sono ottime per distruggere il morale delle unità nemiche e impedire loro di eseguire gli ordini imposti, magari fuggendo dal campo di battaglia. Insomma, c’è poco da affidarsi al caso, tutto va valutato ai massimi termini, una sola mossa può cambiare il risultato in maniera devastante vista la quantità di variabili messe sul piatto. L’unica eccezione viene rappresentata dai colpi critici o fallimenti critici, che sono rari e possono ad ogni modo essere disattivati, lasciandoci un titolo completamente matematico, dove la fortuna non esiste. Anche nel caso decidiate di lasciare attivi i suddetti colpi, che fungono sempre da fattore imprevedibile e in guerra come in ogni altro caso della vita sono presenti, affidarsi ad essi per la riuscita del proprio piano vi ripagherà con la peggiore moneta.

La dislocazione delle unità è importantissima.

Le campagne

Il numero di campagne presenti vi terrà impegnati per molte ore di gioco e, nonostante gli obiettivi si dipanino sempre tra la classica conquista di punti di interesse e la difesa di essi, il gran numero di unità, territori differenti e strategie utilizzate dall’intelligenza artificiale vi metterà di fronte a situazioni sempre diverse. Spesso dovremo completare l’obiettivo entro un numero predeterminato di turni.

Inoltre le campagne di Panzer Corps 2 ricalcano gli eventi storici realmente accaduti ma, a volte, all’utente viene permesso di operare una scelta, dove viene contrapposta la normale prosecuzione storica della campagna o una riscrittura della stessa, fornendo scenari inventati sulla base di un What if….

I diversi terreni e le strategie poco valide vengono spesso spiegate nel briefing.

Panzer Corps 2: nudo e crudo

Se dovessimo dire quale parte ha ricevuto più cure dagli sviluppatori, quella sarebbe sicuramente il gameplay. A questo si affiancano purtroppo una serie di magagne che non vanno comunque a svalutare il titolo. L’intelligenza artificiale si comporta in maniera “stupida”, mandandoci addosso un’accozzaglia di unità che non vengono utilizzate sinergicamente, ma la sfida rimane alta grazie ad un ottimo dispiegamento iniziale delle forze nemiche. Inoltre, l’utilizzo dell’interfaccia di gioco spesso aprirà una serie di menu che si leggono in modo poco intuitivo e fanno sembrare il titolo vecchio. Graficamente, inoltre, il gioco mostra il fianco a molte produzioni attuali dello stesso genere, ma la resa visiva finale non sfigura, dato che la visuale aerea riesce in qualche modo a nascondere la mancanza di poligoni dei modelli, più evidente nella sezione dedicata alla descrizione delle unità.

 

Panzer Corps 2 non sfigura troppo nemmeno a distanze ravvicinate.

 

Conclusioni

Panzer Corps 2, nonostante qualche piccola magagna, rappresenta uno dei migliori titoli strategici degli ultimi anni, con meccaniche ben studiate e l’implementazione di alcune caratteristiche di XCOM2, come l’aumento di livello delle unità e la possibilità di migliorarne le statistiche. Un titolo che indubbiamente merita una prova, ma solo se avete intenzione di superare il muro iniziale: non si tratta di uno strategico immediato, comprarlo e mettersi a giocare immediatamente è fuori questione.

 

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay
  • Il gameplay
  • L'ho già detto il gameplay?

 

  • Barriera di ingresso
  • Interfaccia

Carisma20 - Biografia

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Amante dei videogame fin dai 4 anni, amante della buona musica e de "Il signore degli anelli", concilia tutto ascoltando black metal tolkieniano mentre gioca.

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