Pubblicato il 14/12/22 da Barbarossa

Need for Speed Unbound – Toon Speed Gang

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Need for Speed Unbound – Il peso degli anni

Torna, finalmente, tra le mani degli sviluppatori di Criterion uno dei franchise più longevi e discussi del genere racing. A distanza di 3 anni dal suo predecessore made in Ghost Games (EA Gothenburg), Need for Speed Heat, Need for Speed Unbound sgomma ai nastri di partenza con un nuovo guizzo vitale. Essendo un grande fan dei giochi racing ho vissuto il rollercoaster di emozioni dei vari titoli della serie, con ottime realizzazioni seguite da pessime uscite. Need for Speed Unbound cerca di liberarsi del peso degli anni, che sono addirittura 28, cercando una direzione artistica estremamente impattante visivamente, vista l’introduzione di un layer toon per i suoi personaggi e per gli effetti dei propri veicoli, che però rimangono con uno stile fotorealistico. Scelta unica, che mi ha suscitato molta curiosità, dopo un primissimo impatto di diffidenza.

Need for Speed Unbound, quindi, sembra avere i numeri per essere all’altezza del franchise che rappresenta. Sarà proprio così?

Qui si nota il contrasto netto tra fotorealismo e grafica toon

Gameplay e comparto tecnico – Guida migliorabile, buona progressione

Need for Speed Unbound ci accoglie con la sua Story Mode che vuole essere un po’ il punto di partenza per i propri giocatori, ossia è dove Criterion ha sicuramente investito tantissimo tempo e cura per far sì che la nostra esperienza di gioco sia il più divertente ed appagante possibile. Dopo averci fatto rivivere un po’ tutti i trope delle storyline dei giochi racing degli ultimi 20 anni, il gioco finalmente ci lascia la possibilità di crescita all’interno del mondo di gioco, ossia la cittadina fittizia di Lakeshore. Tutta la scena di racer del posto sembra però uscita dalle migliori pagine di modelli e modelle di Instagram o wannabe gangster. Apprezzabile come i designer abbiano voluto rappresentare e caratterizzare un quantitativo di personaggi decisamente fuori scala, ma evidentemente non ero il target quando hanno deciso di fare questo ragionamento… beh, tanto meglio, visto che ormai il genere racing sembrava essere diventato solo di vecchi brontoloni come il sottoscritto.

Il roster dei veicoli a disposizione e delle loro customizzazioni è molto esteso. Ci sono veramente macchine e personalizzazioni di tutti i tipi e per tutti i gusti. In questo capitolo, per di più, avremo anche la possibilità di personalizzare a nostro gusto anche gli effetti visivi del layer toon di cui vi parlavo prima: saranno acquistabili o sbloccabili con il completamento di alcuni obbiettivi durante la Carriera. La messa a punto dei veicoli è abbastanza estesa e ci permetterà di cambiare aspetti superficiali ma impattanti sul veicolo in maniera chiara ed immediata, dando testimonianza del buon lavoro di ricerca ed implementazione del reparto di User Interface e User Experience.

Sgommate verdi dollaro, olio su asfalto. 2022.

Il system design della Carriera è interessante e si sposa bene con l’atmosfera della carriera stessa. Ogni giorno è diviso in giorno e notte, esattamente come faceva Heat, e le gare che andremo a disputare faranno aumentare il nostro livello di sospetto. A seconda di questo livello verremo braccati da diverse tipologie di veicoli della polizia, aumentando il rischio di venire presi e, di conseguenza, perdere anche il bottino raccimolato fino a quel momento. Questa meccanica di scommessa, o risk-reward, come si suol dire, ci spinge a fare delle scelte interessanti sul quanto spingerci con le gare nelle due diverse fasi della giornata. Tutto questo, però, con una piccola nota: il livello di sospetto non diminuisce tra il giorno e la notte, ma si resetterà solamente tra una notte e il giorno successivo. Tutto, quindi, si livellerà sulla nostra ingordigia di moneta sonante, che vorremo spendere per acquistare nuovi veicoli per ingrassare il nostro parco macchine o per potenziare i veicoli per poter disputare più gare diverse possibili.

Per quanto riguarda la guidabilità e il gameplay, il gioco richiede un po’ di tempo perchè vi abituiate al sistema di drift: potrete decidere di attivarlo con varie azioni, ma sarà comunque molto diverso da veicolo a veicolo, cosa che a volte sarà molto frustrante, specialmente se siete quel tipo di giocatori a cui piace provare un po’ di tutto e molto in fretta. La guida, quindi, rimane migliorabile mentre la progressione del gioco, invece, è buona. A differenza di molti altri capitoli della serie, in Need for Speed Unbound non sarà importante vincere tutti gli eventi a cui farete parte, ma dovrete scegliere saggiamente ai quali partecipare e, ancor di più, scommettere in maniera saggia su quale posizione andrete ad occupare al termine di essa. Per evitare lo sfruttamento selvaggio di questa meccanica, il gioco vi darà un numero di tentativi limitato per le fasi di giorno e notte, rapportato alla difficoltà che avrete scelto. Non pensate, quindi, di poter riavviare le gare infinite volte fino a quando sarete riusciti ad arrivare primi… non vi sarà possibile!

Need for Speed Unbound – Vernice fresca

In definitiva, Need for Speed Unbound è un titolo secondo me abbastanza sperimentale, almeno dal punto di vista artistico, che non porta incredibili passi avanti nel gameplay ma che ha una solida progressione nella sua Story Mode. È una passata di vernice fresca su una macchina un po’ datata ma ben rodata, che quindi porta una boccata di novità ad un franchise che ha quasi sempre puntato sul fotorealismo, cosa che in realtà fa ancora, ma in maniera meno evidente. Un’unica cosa che vale la pena segnalarvi: se giocate offline e pensate che il vostro parco macchine si trasferisca anche online, pensate di nuovo. Ora scusatemi ma devo andare a modificare la mia Subaru Baracca per la prossima gara!

See you, Game Cowboys!

  • Nuova ventata di stile
  • Buona progressione di gioco
  • Alto numero di veicoli e personalizzazioni

 

  • Guida un po' legnosa

 

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.