Pubblicato il 24/03/21 da Andrea Borzì

Harvest Moon: One World

Una Bucolica Esperienza...
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In un periodo di pandemia in cui l’Italia ha deciso nuovamente di  giocare a Risiko e tramutare regione dopo regione in zona rossa, Natsume ci permette di vivere la verdeggiante esperienza di Harvest Moon: One World, ultimo capitolo della serie di Harvest Moon iniziata su SNES dedicato alla creazione della propria fattoria.

Prima di cominciare faccio un’importante premessa: il titolo non presenta lingua italiana, fattore non di poco conto in quanto i dialoghi “giocano” un ruolo primario in questo titolo (avete capito? “giocano” perché è un videogioco, hahahahaha… ha…, vabbè lasciate stare)

Una bucolica “Post-apocalisse”?

La storia di Harvest Moon: One World si sviluppa intorno ad un incipit peculiare, sicuramente non il più innovativo mai visto, ma nondimeno interessante. In un mondo in cui l’umanità ha dimenticato  l’esistenza dei vegetali, o almeno di quasi la totalità di essi, il nostro protagonista (che per misteriosi motivi si trova in possesso di un libro riguardante le conoscenze di tutti i vegetali) verrà chiamato, mediante l’aiuto dei 5 spiriti degli elementi, a ripristinare le verdure scomparse in giro per il mondo riportandone la conoscenza all’umanità, scettica in un primo momento, ma che saremo in grado di convincere, con l’avanzare delle quest, fino al giungere al momento in cui gli abitanti del mondo di Harvest Moon ci verranno a commissionare specifiche verdure.

Faccio qui una piccola nota: gli sviluppatori hanno deciso di legare l’incipit della nostra storia al tutorial del gioco, facendolo diventare particolarmente lungo e tedioso (almeno per quanto riguarda le meccaniche del titolo), non skippabile e in cui non ci verrà concesso di salvare fino alla fine. Con sincerità avrei preferito qualcosa di più immediato e saltabile piuttosto che ritrovarmi a dover rivivere 15 minuti interi di statico tutorial ( si, ho spento prima di salvare).

Best Waifu

Si può fare molto col semplice uso di un tasto

Per quanto riguarda il Gameplay, nota che può essere considerata sia positivamente che negativamente è l’aver mantenuto tutte le classiche meccaniche di gioco: il giocatore si troverà a gestire una fattoria tra animali e piantagioni, mentre si adopererà per entrare a far parte della comunità e trovare il proprio amore. Tutto questo questo tramite un sistema di pochi tasti ( infatti gran parte delle azioni saranno compibili col solo uso del tasto “A”). A queste meccaniche si aggiunge una nuova funzione da non sottovalutare, ovvero la possibilità di trasportare con se la propria fattoria in modo da poter trovare nuovi territori da coltivare (che avranno punti di forza e debolezze anche in base al periodo), oltre ad allungare le sessioni di esplorazione che verrebbero eccessivamente limitate sia dalla mancanza di tempo, dovuta ad uno scorrere forse fin troppo rapido di esso, sia dalla presenza di stamina che viene consumata anche solo muovendosi in giro per la mappa (stamina recuperabile semplicemente mangiando o andando a letto).

Schermata della Borsa

Proprio l’esplorazione gioca un ruolo fondamentale, dal momento che ci servirà per trovare nuovi campi ma soprattutto per trovare nuovi animali, per ricevere nuove piante, per assistere a delle mutazioni di esse dovute ai biomi, e per ottenere dagli “Harvest Wisp“, degli spiritelli della natura, i semi che ci occorreranno. Ammetto di non aver particolarmente apprezzato quest’ultima meccanica, in quanto, sebbene una volta interagiti con loro gli stessi spiritelli ci riappariranno sulla mappa, il dover aspettare un determinato spiritello,  spesso legato ad una determinata fascia oraria, e il doversi ricordare quale spirito regale un determinato seme, renderanno alcune meccaniche inutilmente lunghe.

La casa del protagonista con il suo Doggo ( Doggo venduto separatamente)

Punto di forza invece risulta il ritorno delle attività inerenti alla comunità, che porterà il giocatore a vivere gli eventi legati ad essa e ad ampliare il numero di relazioni. Inoltre tra i vari incontri, sarà possibile trovare un propria anima gemella, che in questo titolo si limitano a 5 possibilità per ambedue i sessi.

Semplice non vuol dire meglio

Graficamente parlando, Harvest Moon: One World, appare un mondo colorato e semplice, forse un po’ troppo. Per quanto si riesca a percepire un buon margine di vitalità, soprattutto nei centri abitati, il resto del mondo appare abbastanza spoglio e privo di dettagli, che non risulta eccessivamente di disturbo, ma avrebbe potuto arricchire la verdeggiante esperienza visiva del titolo.

Alcuni Harvest Wisp

 

A livello tecnico, credo che l’unico reale problema sia il caricamento, che lascia l’impressione di console impallata per qualche secondo; anche qui niente di incredibile, ma che può risultare fastidioso viste le innumerevoli volte in cui dovremmo andare a dormire in ogni sessione di gioco.

Conclusione

Che dire, Harvest Moon: One World si presenta su carta come gioco perfetto per il periodo, un qualcosa che non richieda grande concentrazione, anzi che ti permette di assaporare un momento di Relax, soprattutto durante l’attuale monotonia della quarantena. E proprio “momento di relax” è la chiave di lettura di questo titolo, poiché appare chiaro sia un gioco che si presta a brevi sessioni, magari per staccare giusto un momento dalle attività quotidiane, il che lo contrappone ad altri giochi simili, in particolar modo un altro famoso titolo di casa Nintendo che ci tiene compagnia già da alcuni mesi, ovvero Animal Crossing: New Horizon, che al contrario si presta maggiormente sia a brevi che lunghe sessioni.

  • Buono per spezzare il ritmo della quotidianità
  • grafica semplice ma allegra e colorata
  • Interessante meccanica dello spostamento della fattoria

 

  • Meccaniche dei Wisp non particolarmente apprezzabile
  • Non adatto a sessioni prolungate
  • Alla lunga potrebbe annoiare

BoarZo - Biografia

Videogiocatore fin dal 1995. Cresciuto con la tecnologia e i mondi virtuali...