Pubblicato il 27/06/22 da Barbarossa

Dune: Spice Wars

Il gioco di potere tra le sabbie di Arrakis
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Dune: Spice Wars – Un RTS con forte componente 4X

Chi di voi mi legge ormai sa la mia grande passione per i giochi 4X… tant’è che uno dei miei primissimi articoli per questa testata fu la recensione di Civilization: Beyond Earth. Potrete anche capire quanto fossi affascinato quando c’è stata la possibilità di provare con mano Dune: Spice Wars, ultima creazione del team di Shiro Games (quelli di Northgard, per intenderci). Appena iniziata la prima partita, che nonostante il fatto il gioco sia in Early Access è comunque tutorializzata, ho immediatamente capito come Dune: Spice Wars non è solo un RTS, ma c’è una forte componente 4X nel titolo che lo rende un interessantissimo ibrido con caratteristiche prese dalla parte migliori dei due mondi.

È riuscito, quindi, Dune: Spice Wars ad emozionarmi? Scopriamolo insieme!

Ebbene sì, ci saranno anche i Sietch con cui entrare in contatto

Gameplay e comparto tecnico – Profondità strategica ed accessibilità al primo posto

Così come è profondo e complesso il pianeta di Arrakis e di tutte le fazioni che vi girano attorno, altrettanto stratificato e mai banale Dune: Spice Wars. Ognuna delle quattro fazioni disponibili (Atreides, Harkonnen, Smugglers e Fremen) ha delle proprie caratteristiche intrinseche che andranno a darvi un piccolo vantaggio in alcune aree cuore del gioco, ma sempre ricordandovi che è Arrakis, a comandare. Un esempio lampante di questo sistema ben congeniato può essere quando si utilizzano i Fremen e si deve raccogliere la spezia, risorsa fondamentale: i Fremen, infatti, possono raccogliere la spezia senza particolari attrezzature ma dovranno comunque rimanere all’erta per l’arrivo dei vermi delle sabbie che potrebbero interrompere, anche per loro, l’estrazione della spezia. Questo evento, unito alle tempeste di sabbia, ci farà sempre giocare in punta di piedi, attenti a dover gestire non solo gli scontri militari con le altre fazioni, ma anche la forza del pianeta di cui stiamo cercando di ottenere il controllo.

Gli scontri, di cui vi parlavo poco sopra, saranno assolutamente gestibili anche grazie al fatto che non avremo a disposizione un grandissimo numero di unità da gestire, al netto dei vari potenziamenti nel ramo militare che potremo sviluppare. Anche questo elemento mi ha fatto subito capire quanto Dune: Spice Wars è un titolo dalla grande profondità strategica, ma che ha messo l’accessibilità al primo posto. Le informazioni sono presentate sempre in maniera lineare e comprensibile, così evitando che il giocatore si senta sopraffatto dal numero di risorse, unità e tecnologie da gestire. Su Arrakis, infatti, la grande parte degli eventi avvengono in maniera calcolata e prevedibile, come ad esempio il momento della tassazione della spezia, dove saremo chiamati ad inviare il melange all’Imperatore, pena invece di pesanti sanzioni se mai dovessero non riuscirci perchè, come ben saprete, la spezia deve continuare a scorrere, ad ogni costo.

Ricordatevi: siete solo ospiti di Arrakis, non chi lo controlla

Se una parte del conflitto avviene direttamente tra le sabbie di Arrakis, l’altro si consuma tra gli angoli oscuri del Landsraad, il senato spaziale, per così dire. Anche questa volta, con tempistiche ben chiare e definite, saremo chiamati ad investire il nostro potere decisionale per avvantaggiarci in alcuni aspetti dello scontro o, al contrario, punire le altre fazioni con editti tassanti (sperate sempre di non incorrere nell’aumento dei prezzi dell’acqua… vi attenderebbero dei brutti quarti d’ora). Anche in questo caso dovrete fare scelte molto attente, capendo quando è il momento di spendere dei voti e, quando, astenervi, per poter puntare su altre votazioni nell’immediato futuro. Ser questo aspetto diplomatico, per così dire, non vi bastasse, c’è una fittissima rete di spie che potrete inviare (e da cui difendervi) presso le altre fazioni per carpire il loro status o, in alcuni casi, mettere i bastoni tra le ruote alle loro mire espansionistiche e alle loro azioni militari.

Dal punto di vista artistico, Dune: Spice Wars gode di una direzione artistica piuttosto ricercata: la resa grafica ha un tocco particolare, quasi da graphic novel, rifacendosi completamente alla rappresentazione che Villeneuve ha dato nell’ultimo film (e sì, Keynes è una donna – fatevene una ragione). La parte di UI, fondamentale in titoli come questo, è semplice ma leggibile, senza particolari fronzoli. Tecnicamente, Dune: Spice Wars sembra difendersi abbastanza bene, al netto di alcuni bug che, ovviamente, saranno dovuti al fatto che il titolo è in Early Access. Al momento il comparto multiplayer è assente, ma gli sviluppatori hanno reso noto nella loro roadmap che è in lavorazione… personalmente non vedo l’ora.

Dune: Spice Wars – Gloria a Shai-Hulud!

In definitiva, Dune: Spice Wars mi ha dato veramente delle ottime impressioni a tutto tondo, essendo riuscito a trovare il giusto mix tra i punti forti di un RTS e quelli di un 4X. Che siate amanti degli scontri in campo aperto o dell’evoluzione tecnologica e diplomatica, Dune: Spice Wars sarà in grado di regalarvi ore di divertimento. Ma ricordate, Arrakis è un pianeta duro, dove sono i vermi delle sabbie a comandare e quindi… Gloria a Shai-Hulud!

See you, Game Cowboys!

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.