Dispatch – Una recensione ad episodi
Era da un bel po’ di tempo che non si sentiva più parlare di Telltale Games… e si continuerà a non sentirne parlare. Ciò nonostante, dalle ceneri di quello studio è nato AdHoc Studio, sviluppatore e publisher di Dispatch, un gioco narrativo in cui saranno le scelte che faremo a fare la differenza. La natura intrinsecamente narrativa del titolo, quindi, mi porterà a scrivere una recensione spoiler free e quindi volutamente generica e fumosa in alcuni suoi punti: il tutto per evitarvi, a parte le premesse basiche, di bruciarvi la storia e di non permettervi di godere ciò che, per quanto mi riguarda, è un grande ritorno di un genere unico e fortemente emozionante. La recensione, perciò, parlerà del gioco generale e verrà aggiornata settimana dopo settimana con delle recensioni dei singoli capitoli, in quanto Dispatch avrà un’uscita episodica settimanale, per arrivare a concludersi con 8 capitoli, il 12 Novembre.
È la prima volta che scrivo una recensione ad episodi… sono curioso anche io di vedere come andrà!

Dispatch – Gameplay e comparto tecnico
Dispatch attinge a piene mani da tutto quello che Telltale Games ha fatto con i suoi giochi in passato. Ai Quick Time Events a cui siamo stati abituati, per Dispatch i designer hanno pensato ad inserire un semplice ed intuitivo gestionale: saremo chiamati infatti a gestire la nostra squadra di supereroi, cercando di sfruttare le loro caratteristiche e super poteri specifici per portare a termine un numero variabile di missioni durante una tipica giornata di lavoro per un’agenzia di supereroi, la SDN. I nostri eroi guadagneranno punti esperienza che potremo usare per migliorare le loro caratteristiche, andando quindi a renderli sempre più efficaci sul campo, permettendoci di portare a termine missioni sempre più complesse.

Ovviamente, sotto questa giacca e cravatta, Dispatch nasconde il suo costume da super-eroe: la parte narrativa, che è quella che splende dai primi secondi dopo l’avvio del gioco. Anche grazie alla collaborazione con il team di Critical Role, Dispatch ha una scrittura incredibilmente fresca, scanzonata, ironica ma anche profonda e in grado di far riflettere. I dialoghi a scelta multipla temporizzati sapranno trasmetterci sempre un po’ di urgenza nel dare le risposte, ma a differenza di altri titoli narrativi a cui mi è capitato di giocare in passato, dove le possibilità di scelta erano molto criptiche e potevano portare, alla fine, a dare risposte complete che poi non erano quello che si volevano effettivamente dare, Dispatch rende piuttosto chiaro quale sarà il tono e il tenore della risposta, lasciandoci prendere decisioni in maniera chiara.
Dal punto di vista della direzione artistica, Dispatch è sicuro di ciò che fa: sembra in tutto e per tutto un fumetto contemporaneo. A me, personalmente, ha ricordato molto Invincible (che vi invito caldamente a leggere, se ne avete la possibilità – ma questa è un’altra storia), probabilmente per lo natura dei super eroi e per i disegni contornati di china. È uno stile facilmente riconoscibile e d’impatto: le animazioni sono ben fatte e si sposano bene con l’azione. Ho notato qualche leggero calo di frame in alcuni frangenti, ma niente di drammatico o che inficiasse l’esperienza generale.
Dispatch – Si parte a gonfie vele!
In defini Fino ad ora, Dispatch si sta rivelando come un gioco molto solido, la cui componente narrativa è incredibilmente forte e credibile, lasciando il porto a gonfie vele. Gli episodi, che fino ad ora sono 2, durano più o meno un’ora ciascuno. Ammetto che avrei desiderato una lunghezza più corposa… ma questo è anche sintomo di quanto Dispatch sia un titolo valido e che vorrei giocare per molte più ore!
Restate in ascolto per le recensioni degli episodi, man mano che vengono pubblicati!