Pubblicato il 13/04/22 da Luca Dedei

B.I.O.T.A. – Recensione

Una piccola grande dedica al mondo retro
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In un mondo dove un asteroide ci ha portato un nuovo elemento, il Viridium, l’umanità si è avviata verso l’espansione spaziale. Ma un giorno, un asteroide carico di questa risorsa viene infestato da un organismo chiamato Agente. In B.I.O.T.A. comanderemo la squadra Gemini II, un gruppo di mercenari con l’incarico di investigare e fermare questa minaccia.

B.I.O.T.A. – Seleziona i tuoi colori, scegli il tuo retro.

La premessa è una delle più classiche, spiegata velocemente nell’introduzione all’avvio del gioco, ma fornisce più che abbastanza informazioni per immergersi subito nell’esplorazione del mondo di B.I.O.T.A. il quale si presenta subito come una lettera d’amore verso i giochi di un tempo passato, tramite musiche e grafiche che nella mente funzionerebbero perfettamente dentro una cartuccia del NES.
Soprattutto nel lato grafico, il titolo si fa fiero di una grandissima quantità di opzioni verso la palette cromatica, che non solo è possibile modificare in qualunque momento ma persino sbloccare diverse palette tra le 54 presenti in totale.

Biota 1
In B.I.O.T.A. il giocatore potrà sbizzarrirsi a scegliere la propria combinazione di colore preferita oppure arrovellarsi la testa nel decidere quale sia la più consona per specifiche zone o momenti.

Per quanto riguarda il gameplay, B.I.O.T.A. offre una più che valida struttura da Metroidvania, con diverse mappe strutturate a schermate, che gode anche di moltissima quality of life che impedisce al titolo di “nascere vecchio” data la sua natura. Possiamo quindi sfruttare per esempio i save state (attivabili solo in stanze pulite e/o senza ostacoli) per non perdere anche i progressi più effimeri dopo un Game Over, il quale farà ricaricare il precedente salvataggio senza alcuna pietà, quindi fate attenzione a salvare spesso se non volete tornare indietro di troppe schermare.

Altro importante elemento di comodità sono i segnalini nella mappa che ci ricordano la posizione dei vari elementi chiave, presenti nei vari mercati neri, che potremmo lasciare indietro a causa di una momentanea scarsità di Viridium (la quale funziona da valuta), soprattutto perché dovremo nel corso del gioco aumentare la quantità massima trasportabile di questo materiale per riuscire a permetterci i vari potenziamenti e oggetti venduti.

B.I.O.T.A. – Un gameplay sorprendentemente vario.

Se di primo acchito la grafica vecchio stile possa far portare a pensare a un gameplay limitato, B.I.O.T.A. ci fa ricredere tirandoci costantemente dietro nuove meccaniche e nuovi metodi per proseguire man mano che si esplorano le zone, facendo sì che ogni macrogruppo della mappa abbia una sua identità grafica e di gameplay. Non basterà correre in giro e sparare a caso, ma in certi momenti dovremo star attenti a delle trappole a tempo, altre volte avremo delle piattaforme che ci spingeranno verso l’alto, oppure dovremo completare un’area entro 200 secondi prima che inizi una fuga di radiazioni, e così via in un titolo che offre persino dei ribaltamenti di gameplay con i veicoli, ricordando in alcune sezioni Metal Slug, mentre in altre Galaga.

Ogni mappa di B.I.O.T.A. presenta grafiche, nemici e metodi di risoluzione unici.

Ognuno degli otto personaggi, di cui due sbloccabili dopo aver finito la storia almeno una volta, permetterà al giocatore di scegliere tra diverse possibilità di approccio al pericolo grazie alla diversità di armamentario e di abilità speciali, il cecchino permetterà un’esplorazione più tranquilla grazie alla possibilità di colpire a distanza o addirittura in qualunque punto dello schermo con l’abilità speciale, l’omone grosso e arrabbiato permetterà di liberarci velocemente dei boss, oppure potrete usare un robottino armato di minigun, che essendo tale sarà immune alla radiazione e non verrà mutato nel caso venisse colpito da determinati nemici (dettaglio veramente figo che vale la pena sottolineare)

Conclusioni

Nonostante B.I.O.T.A. presenti alcune piccole note negative come l’assenza dell’impostazione di schermo a finestra (quanto sarebbe bello poterlo giocare su una schermata più piccola), numerosissimi typo se si gioca in lingua italiana e l’impossibilità di riprendere da un punto precedente al finale una volta terminata l’avventura (e di conseguenza essere costretti a ricominciare da capo nel caso si voglia recuperare tutti i collezionabili e/o sbloccare il secondo finale), il titolo si dimostra un validissimo contenitore di riferimenti al passato con un gameplay nostalgico ma allo stesso tempo fresco e con una sua identità originale che sicuramente può fornire diverse ore di divertimento a un prezzo veramente esiguo.

Il titolo è disponibile su PC da oggi 12 aprile e se vi trovate con un po’ di nostalgia per la testa e 9 euro in tasca, un pensiero verso B.I.O.T.A è più che indicato.

  • 54 palette selezionabili, grafica retro molto fedele, supporto a tutti i controller, possibilità di salvare quasi sempre, gameplay che cambia costantemente

 

  • Non puoi tornare indietro dopo il finale, Molti typo

Kimer - Biografia

Un semplice Nessuno, videogiocatore di periferia. Nato durante la Bizarre Summer e cresciuto nella provincia di Milano in una relazione praticamente simbiotica con i videogiochi.