Pubblicato il 15/02/20 da Barbarossa

World of Horror

L'orrore ai tempi dei 2-bit
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Introduzione – Un lavoro ispirato

Ebbene sì! Non si può parlare di World of Horror senza, prima, fare un passo indietro e cercare di capire le sue fonti d’ispirazione. Il gioco di panstasz, pubblicato da Ysbryd Games, attinge infatti a piene mani da svariate opere, sia per quanto riguarda lo stile grafico che per quanto concerne il tema e le meccaniche di gioco. D’altronde, si sa, attingere da una sola fonte è plagio, rifarsi a più fonti, invece, è ispirazione.

Pronti ad affrontare la prossima sfig… sfida!

Gameplay e comparto tecnico – Il calderone oscuro dagli ingredienti di prima scelta

World of Horror è un’avventura horror di buona qualità, i cui singoli elementi sono sicuramente di prim’ordine. Da una parte abbiamo un gameplay che rimanda al più classico dei punta e clicca, con fortissimi elementi presi dai giochi di ruolo. Dall’altra, un’ambientazione forte, di tutto rispetto.
Il nostro personaggio, infatti, avrà parecchie caratteristiche che dovremo saper gestire e sfruttare per affrontare le situazioni più disparate che gli si pareranno innnanzi. D’altro canto, però, il fatto che queste caratteristiche vengano utilizzate senza che all’utente sia data la possibilità di fare una scelta sulla tipologia di incontro che accadrà nella prossima stanza, ad esempio, ha un po’ smorzato l’entusiasmo del giocatore di ruolo che c’è in me.
La grande influenza di H.P. Lovecraft su questa avventura è indubbia. Il mondo è alle prese con una minaccia più antica del mondo e saremo noi a doverla scongiurare. Questo è uno dei punti più forti dell’intero gioco, che ho apprezzato in maniera spassionata. L’ambientazione è sicuramente ben fatta e studiata, con tantissimi elementi che, più che farvi spaventare, vi trasmetteranno un sentimento di disagio sempre più forte, esattamente come nelle opere dello scrittore di Providence.
Ciò nonostante, com’è giusto che sia, vi saranno dei momenti dove il confronto con gli esseri mostruosi che vogliono il ritorno dei Grandi Antichi sarà inevitabile. Purtroppo, per quello che è il mio gusto, il combat system di World of Horror mostrare un po’ il fianco. Le singole azioni costeranno dei punti, che dovranno riempire una barra: a voi la capacità di riuscire a incastrare le vostre abilità per riuscire a riempire e ottimizzare la barra stessa, facendo poi partire la sfida con il nemico di turno.
Come avviene anche nei giochi da tavolo a tema Cthulhu, come ad esempio Arkham Horror o Eldritch Horror, le statistiche che decreteranno la sopravvivenza saranno la Salute la Sanità Mentale. La vostra avventura, quindi, potrà avere due esiti negativi. La morte, nel caso la vostra Salute arrivi a 0, oppure la pazzia, in caso lo stesso accada alla vostra Sanità Mentale.
Dal punto di vista dell’art direction, invece, World of Horror si rifà moltissimo nello stile al mangaka giapponese Junji Ito, un’autortà quando si parla di opere disturbanti. L’influenza, molto probabilmente, si può vedere nella scelta degli sviluppatori di adottare uno stile 1-2 bit (è possibile scegliere quale utilizzare nelle Opzioni di gioco) in bianco e nero che, come potete immaginare, rimanda immediatamente alle pagine di un manga. I disegni puliti di World of Horror riescono puntualmente, grazie alla loro precisione e al loro mood, a farvi vivere un’avventura sempre molto d’atmosfera e sempre emotivamente sul filo del rasoio.

La ragazza col sorriso di Joker. Parliamo con lei… forse.

UI – Non c’era bisogno di rendere un horror anche questo

Una nota di demerito non posso non scriverla per l’interfaccia utente del gioco (altresì detta UI – User Interface), che mi ha immediatamente restituito un senso di caos fin troppo invadente. Se da un lato posso anche capire una scelta del genere, che contribuisce nel gettare il giocatore in un mondo dove morte e delirio si intersecano in continuazione, non posso non storcere il naso sul fatto che il gioco, appena lanciato, ci metta in guardia sulla UI, che potrebbe risultare molto affollata e, perciò, di non preoccuparci. Al contrario, invece, mi sono risentito nel leggere un messaggio del genere, vedendo poi un miscuglio di icone bianche e nere, ovviamente, tutte vicine e senza spiegazione né overlay che spiegassero nulla riguardo a quello che stavo evidenziando. Lo stile 1-2 bit del gioco, purtroppo, non aiuta a distinguere i vari elementi della UI che quindi, nel complesso, risulta confusionaria e a volte porta alla frustrazione, essendo un elemento fondamentale in un’avventura punta e clicca.

Il bianco e nero non aiuta…

Conclusioni – Una buona zuppa, da gustare con una forchetta

In definitiva, World of Horror è un buon gioco nel complesso, molto ispirato (in tutti i sensi) e tecnicamente all’altezza. Il fatto però che la UI sia così piena di elementi tutti disposti a schermo contemporaneamente rompe po’ la magia del titolo, che rimane sicuramente un must have per tutti gli amanti del genere o per chi, invece, volesse provare un titolo diverso dal solito.

See you, Game Cowboys!

Perché sì:
Perché no:
  • Ambientazione
  • Stile grafico

 

  • Interfaccia utente

Cthulhu

1-2 bit

UI... AHI!

Barbarossa - Biografia

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Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.

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