Pubblicato il 19/08/21 da Carisma20

The Ascent

Un anno all'insegna del Cyberpunk
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Negli ultimi anni abbiamo visto le produzioni a tema Cyberpunk moltiplicarsi, anche grazie all’hype che Cyberpunk 2077 è stato in grado di generare, portando molti a lanciarsi in videogiochi dall’ambientazione distopica e con una tecnologia estremamente sviluppata. E The Ascent non fa eccezione, con il nostro alter ego incastrato in un mondo in cui le aziende, in particolare quella che dà anche il nome al gioco, possiede tutto, anche la vita degli operai.

L’ambientazione è davvero ben riuscita

 

The Ascent: Gameplay

In un mondo in cui la vita vale davvero poco e i palazzi, il cemento e la tecnologia hanno ricoperto praticamente tutto, lasciando poco o nulla al verde, veniamo immediatamente catapultati nel gameplay frenetico caratteristico del gioco: un twin stick shooter con uno shooting reattivo e ben fatto, supportato dall’utilizzo di alcune abilità in cui potremo investire grazie all’accumulo di punti esperienza che ci forniranno punti abilità. Granate, varie armi, abilità e un sistema di hacking saranno gli strumenti a nostra disposizione per farci largo attraverso i dungeon del gioco.

The Ascent diventa più divertente ogni minuto, grazie ad un tutorial ben fatto che introduce tutte le meccaniche progressivamente nel giro di una dozzina di minuti, dandoci tempo di assimilarle, ma al contempo scopre i suoi punti deboli, rendendolo senz’altro un bel gioco, ma non facendoci gridare al capolavoro: i nemici arrivano infatti spesso a frotte, con punti di spawn ovunque, che portano il nostro avatar ad essere spesso circondato e morire, non dovuto ad un errore di posizionamento del giocatore.

The ascent regala ottimi momenti, soprattutto in coop

The Ascent: Comparto tecnico

Dal punto di vista dell’ambientazione, The Ascent fa senz’altro il suo lavoro, denotando fin da subito una certa differenziazione tra i vari cittadini, caratterizzando bene il futuro distopico in cui ci stiamo immergendo, ma rendendolo poco adatto al gameplay. Se ci sarà subito chiara la suddivisione dei vari distretti all’interno della città, dovremo venire a patto con il fatto che bisognerà percorrere chilometri ogni volta per andare in un determinato punto di interesse, anche solo per acquistare qualcosa.

I menù e il viaggio rapido non aiutano molto purtroppo, essendo davvero poco intuitivi e mal gestiti, che spesso tendono a srotolare una serie di caratteristiche confusionarie che alla fin fine vanno ad impattare ben poco nel sistema di gioco.

In ottica di ottimizzazione invece il gioco si comporta piuttosto bene, mantenendo i 60 fps anche nelle fasi più concitate, a patto che non attiviate le DX12 che risultano estremamente pesanti e instabili.

La preview del nostro alter ego

Conclusioni

In fin dei conti il lavoro dei ragazzi di Neon Giant si è rivelato essere un buon prodotto penalizzato a causa di qualche scelta infelice. Il level design, le collisioni, i menù poco intuitivi, sono solo alcuni dei problemi che affliggono un gioco che nonostante tutto riesce a divertire, grazie ad una varietà nel gameplay notevole. La possibilità di poter giocare la campagna con altri tre amici fornisce quel quid in più che ci fa apprezzare ulteriormente la campagna che non si dilunga oltre le 10 ore; per chi volesse invece immergersi anche nelle missioni secondarie, il tempo di completamento tende quasi a raddoppiare.

 

  • Ambientazione
  • Shooting

 

  • Qualche problema di ottimizzazione
  • Alcune scelte infelici minano l'esperienza
  • Totalmente in lingua inglese

Carisma20 - Biografia

Videogiocatore critico fin dai 4 anni, che non è mai stato abbandonato dal metallo. \m/