Scott Pilgrim non è nuovo ai videogiochi, ma ogni suo ritorno porta con sé una domanda inevitabile: serve davvero, o è solo fanservice? La demo di Scott Pilgrim EX prova a rispondere subito, mettendo sul tavolo un beat ’em up che parte dalla memoria del cult Ubisoft del 2010 ma tenta di costruire qualcosa di più agile, più leggibile e soprattutto più moderno nel ritmo.
Il primo impatto è chiaro: stesso DNA, meno rigidità. E già questo basta a catturare la mia attenzione!
Più controllo, meno button mashing
La demo mostra un sistema di combattimento che resta fedele al genere ma introduce una sensazione di precisione superiore; le combo partono con facilità, gli impatti sono più leggibili e il feedback visivo rende ogni colpo soddisfacente.
La differenza principale sta nel flow:
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animazioni più fluide
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hitbox più coerenti
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gestione dello spazio più pulita
Non si tratta di rivoluzione, ma di una rifinitura intelligente; il risultato è che anche i combattimenti più caotici restano controllabili, evitando quel senso di confusione che spesso affligge i beat’em up di nuova generazione che fanno troppo i nostalgici.
I personaggi sembrano inoltre avere identità più marcate, con mosse speciali che incidono davvero sull’approccio agli scontri; anche nella breve durata della demo, emerge una varietà che lascia intuire un roster pensato per la cooperativa.
E sì: la co-op resta il cuore pulsante! In due, il gioco cambia completamente ritmo e diventa subito quello che dovrebbe essere: una rissa arcade festosa e rumorosa!
Level Design Classico, ma con ritmo
La porzione giocabile non è enorme, ma basta per notare un’attenzione al pacing; il livello alterna scontri serrati a momenti di respiro, evitando la monotonia del corridoio infinito pieno di nemici.
Non inventa nulla di nuovo, ma mostra consapevolezza: un beat ’em up vive o muore sulla varietà del ritmo, e qui sembra esserci una base solida.
Grafica in pixel art che evolve senza tradire
Visivamente, Scott Pilgrim EX fa la scelta giusta: non stravolge, ma aggiorna.
La pixel art mantiene lo stile fumettoso e colorato tipico della serie, ma con:
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animazioni più ricche
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effetti più moderni
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fondali più dettagliati
Il risultato è un look immediatamente riconoscibile, che non scade nel remake patinato né nel revival pigro; è Scott Pilgrim, solo molto più vivo e vibrante.
Anche la colonna sonora, per quanto appena accennata nella demo, continua a puntare su quel mix di chiptune, rock ed elettronica che definisce l’identità del franchise; non è semplice accompagnamento: sostiene il ritmo delle botte e aiuta a dare personalità agli scontri. In un beat ’em up, è esattamente quello che deve fare.
Una Promessa concreta, non solo nostalgia
La demo di Scott Pilgrim EX fa una cosa fondamentale: non cerca di convincere con la nostalgia, ma con la giocabilità.
Mostra:
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un combat system più rifinito
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una direzione artistica solida
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una cooperativa che resta centrale
È troppo presto per giudicare la profondità del gioco completo, ma questa prova centra l’obiettivo: lascia voglia di continuare a giocare.
E per una demo, è il miglior risultato possibile.