Anche il Dojo può essere un posto pieno di amore, come nel caso di Lovish e della storia di Sir Solomon: un cavaliere insicuro ossessionato dalla principessa Tsuna rapita dal Devil Lord e che per la paura che lei si innamori dei suoi compagni d’avventura, li abbandona (facendoli cadere nel fiume, sto pezzo di quarzo), per poi lanciarsi da solo nel castello del nemico, convinto cosi di ottenere l’amore della sua bella.
Segui il tuo cuore
Lovish è un action-platform con uno stile 8-bit delizioso, che attinge a piene mani da titoli del calibro di Solomon’s Key e Fire ’n Ice: la scuola dei platform a schermate fisse che insegnavano la precisione in sala giochi, in cambio di un High Score e di qualche moneta in meno nel portafoglio.
Qui quello spirito torna intatto, ma con un tocco moderno: ritmo più rapido, humour più esplicito e una struttura che non si limita a imitare il passato, ma lo usa come base per costruire qualcosa di sorprendentemente vivace.
La pixel art è una dichiarazione d’intenti: retrò autentico, colori vivaci, sprite immediatamente leggibili. Lovish non cerca l’effetto nostalgia filtrata in HD: vuole sembrare un classico ritrovato su una cartuccia dimenticata, ma con una pulizia visiva moderna.
Gli ambienti sono costruiti per essere interpretati in un istante — cosa fondamentale quando ogni salto conta. Nemici, piattaforme e oggetti emergono chiaramente sullo schermo, mantenendo il focus sempre sul gameplay.
Il risultato è un’estetica semplice ma curata, che funziona perfettamente nel contesto di un platform rapido e preciso.
Una stanza, un errore, un altro tentativo
Il cuore di Lovish è la sua struttura a schermate singole, ognuna pensata come un piccolo enigma d’azione. Per uscire dalla stanza bisogna evitare nemici, attivare interruttori, raccogliere chiavi o trovare il percorso giusto, sempre con margini di errore minimi.
Sir Solomon parte con un solo punto vita: un colpo sbagliato significa perdere una vita e riprovare. Fortunatamente il respawn è immediato, e questo mantiene il ritmo alto anche nei momenti più impegnativi.
A rendere l’esperienza meno prevedibile ci pensano:
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monete da raccogliere per sbloccare abilità permanenti (come nuovi attacchi o movimenti più versatili)
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scenette casuali tra i livelli, che possono regalare bonus, penalità o piccole deviazioni di gameplay
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incontri bizzarri e momenti quasi parodistici che spezzano la tensione
Queste interruzioni non rallentano il gioco: lo rendono più vivo. Dopo una stanza difficile, non sai mai se ti aspetta un premio, una gag o una punizione.
È un loop semplice, ma estremamente efficace: osservare, tentare, fallire, migliorare, riuscire, e nel Dojo apprezziamo questo stile!
Chiptune che spinge, senza distrarre
La colonna sonora chiptune accompagna perfettamente l’esperienza; i brani sono energici, immediati, costruiti per sostenere il ritmo del gioco senza diventare invadenti.
Non ci sono tracce pensate per dominare la scena: funzionano come motore costante dell’azione, mantenendo alta la concentrazione anche dopo vari tentativi consecutivi; gli effetti sonori seguono la stessa filosofia: feedback chiari, essenziali, sempre leggibili, come da tradizione arcade
Sentenza
Lovish è un platform che sa esattamente cosa vuole essere: compatto, impegnativo e immediato; non punta su una narrativa complessa né su una progressione spettacolare, ma su un design solido e su una struttura che premia precisione e perseveranza; le scenette d’intermezzo e le variazioni casuali aggiungono personalità senza snaturare l’impianto classico, mentre il sistema di abilità sbloccabili introduce quel minimo di crescita che mantiene viva la motivazione.
Non è un titolo pensato per chi cerca un’avventura narrativa o un platform rilassato. È per chi ama imparare un livello al millimetro, trovare il timing giusto e superare una stanza che pochi minuti prima sembrava impossibile; e quando succede — quando tutto finalmente gira come deve — Lovish dimostra perché la vecchia scuola dei platform a schermate fisse continua a funzionare ancora oggi e nel Dojo, noi veneriamo questa legge.
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