Pubblicato il 16/06/21 da Ciro Muso Acanfora

Ratchet & Clank: Rift Apart – Quello di cui il brand aveva bisogno?

Una nuova avventura nell'universo del Lombax più amato di Playstation.
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Ratchet & Clank è una serie quasi ventennale, con il primo capitolo che vedeva la sua release su Playstation 2 nell’ormai lontano 2002.
L’IP conta ormai 9 titoli principali e 4 spin-off e, con tutta sincerità, quando ho sentito di un nuovo episodio la mia prima reazione è stata: “Wow… Ancora?”. Il reboot della serie uscito per PS4 nel 2016 era stato tutt’altro che eccezionale, e lasciava ben poco spazio ad entusiasmo per un possibile rinnovamento del brand.
Questo era lo spirito con il quale mi sono approcciato a Ratchet & Clank: Rift Apart, gioco sviluppato da Insomniac Games e pubblicato da Sony Interactive Entertainment uscito l’11 Giugno 2021 in esclusiva Playstation 5, ma già in questo preludio posso ammettere candidamente una cosa: mi sono ricreduto.

Into The Ratchetverse

La trama di Ratchet & Clank è quasi sempre stata piuttosto lineare: i nostri protagonist, Ratchet il Lombax e Clank il suo fidato amico robotico, devono affrontare un nemico che minaccia la salvezza dell’universo facendosi largo a suon di proiettili attraverso numerosi mondi, circondati da spalle comiche ed eventi improbabili.
In Rift Apart, però, qualcosa cambia. Sin dall’inizio del gioco i nostri beniamini vengono separati scaraventati in un universo parallelo, presentando Rivet (ovvero la versione parallela di Ratchet), una Lombax che ha alle spalle una storia intrisa di fallimenti e perdite. L’universo in cui si trovano è stato conquistato in lungo e in largo da una versione molto più cattiva del Dottor Nefarius, chiamato “Imperatore Nefarius”. Rivet non sarà solamente un personaggio secondario dedito a far scorrere la trama, ma sarà a tutti gli effetti una co-protagonista in quella che è a mio parere una fantastica scelta per svecchiare il brand.

Il character design di Rivet è davvero azzeccato, e quel braccio meccanico è la ciliegina sulla torta.

La storia prosegue lineare e senza intoppi, proprio come ci si aspetterebbe da un Ratchet & Clank, con un unico plot twist (forse un po’ prevedibile) e numerose vecchie conoscenze che spunteranno nuovamente in una veste completamente nuova. La durata del gioco seguendo esclusivamente la trama e qualche missione secondaria si aggira intorno alle 10 ore, variando ovviamente in base alla difficoltà scelta dal giocatore. Molto apprezzabile è Rivet, che con il suo carattere ben scritto dimostra quanto Ratchet sia un eroe standard, buono perché vuole e deve essere buono e con davvero poco di nuovo da raccontare.

Di tutto un po’

Per quanto Ratchet & Clank: Rift Apart sia principalmente un action sparatutto dedito al far esplodere enormi robottoni con armi sempre meno convenzionali, è apprezzabile la presenza di sezioni platform e puzzle. Ma andiamo con ordine.
Le armi presenti in questo nuovo capitolo non sono rivoluzionarie, ma nella loro elevata quantità fanno il loro lavoro nel rendere il gameplay variegato e interessante, oltre che divertente. Avremmo forse preferito vedere Ratchet e Rivet con due arsenali separati, anziché uno condiviso ma che crea molti dubbi sul come il personaggio che non viene giocato durante un livello riesca ad ottenere le stesse risorse che ottiene l’altro.
Le parti platform sono ben fatte, e lo stesso si può dire delle sezioni su rotaie, a dir poco fenomenali. Anche qui, niente di particolarmente innovativo, ma faranno comunque fare al giocatore il pieno di adrenalina.
Per quanto riguarda le sezioni puzzle, invece, le ho considerate interessanti all’inizio ma hanno iniziato ad essere un po’ tediose e ripetitive verso il finale (probabilmente perché hanno spezzato molto il ritmo del gioco nell’ultima parte).

Clank avrà nuovamente le sue aree dedicate, con puzzle che ricorderanno un po’ Lemmings

Lato gameplay il gioco si mostra abbastanza ineccepibile, con la sua semplicità fatta per essere a portata anche dei più giovani. Le uniche critiche che possono essere mosse al titolo sono verso il tutorial, un po’ troppo legnoso e invasivo per un gioco del 2021, e l’attacco in mischia che, se ben piazzato, infligge decisamente troppi danni (per di più ad area) rispetto a buona parte delle armi presenti nell’arsenale.

Non è tutto oro quel che luccica

Si sa che, sin da prima dell’uscita, la Playstation 5 contasse molto sul suo SSD per ridurre a zero i caricamenti. Anche questa volta la console di casa Sony dimostra di essere all’altezza. Il lasso temporale fra quando il giocatore selezionerà il salvataggio e quando prenderà i panni di Ratchet o Rivet sarà pressoché inesistente, proprio come i caricamenti durante i passaggi fra un mondo e l’altro.
Sempre rimanendo sui lati unici di Playstation 5, il DualSense viene utilizzato molto bene con le sue vibrazioni esperienziali. Unica pecca sono i trigger adattivi che, ahimè, sono un po’ troppo duri e alla lunga rischiano di far venire dolore alle dita.

La grafica invece rimane una delle migliorie più evidenti rispetto al capitolo del 2016. La qualità del pelo dei protagonisti è resa benissimo e sarà possibile scegliere la modalità 4K 30 FPS con qualità grafica elevata, o la modalità prestazioni 1080P 60 FPS.

Alcune scene, però, sono davvero spacca mascella.

Un’altra piccola pecca del gioco è sul comparto audio, che purtroppo tende ad essere particolarmente metallico (per quanto possa sembrare una battuta, in un gioco caratterizzato da robottoni e armi metalliche, non lo è), oltre che a un doppiaggio di alcuni personaggi un po’ piatto e freddo.
Anche i portali tanto pubblicizzati saranno poco più che rampini con un effetto grafico molto accattivante. Capiterà inoltre solamente in un paio di punti specifici di essere scaraventati da un mondo all’altro come mostrato ripetutamente nei trailer di gioco.

Nuovo universo, nuova speranza?

Per quanto Ratchet & Clank: Rift Apart non sia un titolo privo di difetti, bisogna questa volta ammettere il passo avanti fatto nel tentativo di ravvivare un brand che, si temeva, avesse già detto tutto quello che aveva da dire.
Nuovi personaggi e co-protagonisti suggeriscono qualcosa di nuovo e fresco nei prossimi capitoli, e siamo convinti che i ragazzi di Insomniac Games siano sulla strada giusta per un nuovo corso che promette molto meglio di quanto ci aspettassimo dopo il reboot del 2016.

  • Rivet è una ventata di aria fresca per il brand.
  • Gameplay impeccabile e divertente.
  • Getta le basi per un futuro interessante.

 

  • I portali tanto pubblicizzati sono un po' una truffa.

Muso - Biografia

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