Pubblicato il 12/07/19 da Ruka

JUDGMENT

Occhio non vede...
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Introduzione

Al reveal di quello che all’epoca si chiamava ancora Project Judge, non tutti gli aficionados di Yakuza la presero particolarmente bene: stando alle dichiarazioni dei ragazzi di Ryu Ga Gotoku Studio, ciò che era in sviluppo doveva rappresentare un’esperienza tutta nuova, qualcosa di totalmente inaspettato per i veterani del brand, ma ad una prima occhiata così non sembrò.
Una volta appreso che il tutto si sarebbe svolto nuovamente tra i vicoli di Kamurocho, parve lecito storcere il naso di fronte all’ennesimo riciclo di ambientazione, a quello che a tutti gli effetti sembrava soltanto “un altro Yakuza“. Oggi Judge Eyes è tra le nostre mani, occasionalmente rinominato JUDGMENT per noi occidentali: siamo quindi pronti a passarlo al setaccio per capire se la sua natura di spin-off sia davvero servita a donare respiro a un brand quasi lasciato a soffocare tra le pareti del suo stesso quartiere.

yagami corre per le strade di kamurocho
E si ritorna a scarpinare per Kamurocho…

Trama

Takayuki Yagami è un investigatore privato che vive alla giornata, accettando incarichi di ogni tipo per riuscire a sopravvivere in quella giungla chiamata Kamurocho, un posto tremendo in cui vivere se non si ha la “fortuna” di trovarsi tra le fila di una qualsiasi famiglia mafiosa locale, vestendo quindi i panni di un comune civile intento a procacciarsi il lavoro in maniera più o meno onesta.
Come se non bastasse, il suo passato non ha mai smesso di tormentarlo per un errore commesso tre anni prima, quando esercitava la professione di avvocato: battutosi allo stremo per scagionare un suo cliente dalle accuse di omicidio ed essendoci riuscito, scopre pochi mesi dopo che questi ha accoltellato la propria fidanzata e dato alle fiamme al suo appartamento.
Costretto così ad abbandonare la carriera, al buon Yagami ormai non resta altro che giocare a fare il detective assieme all’amico Kaito, un ex-yakuza con cui collabora. Tra un’indagine e l’altra però spunta fuori un caso molto particolare: un misterioso serial killer conosciuto come “la Talpa” si sta facendo conoscere per una serie di efferati e macabri omicidi che lasciano le povere vittime prive dei bulbi oculari.
Toccherà quindi al dinamico duo trovare il proverbiale bandolo della matassa, imbattendosi nella solita miriade di pittoreschi personaggi a cui Toshihiro Nagoshi ci ha abituato e che per l’occasione ha voluto affidare tutto a un cast completamente nuovo, formato parzialmente da attori veri e abbastanza famosi in terra natia, a partire da Takuya Kimura che presta faccia e voce al protagonista.
Tirando le somme, il comparto narrativo di JUDGMENT è di ottimo livello, presentando una storia credibile e articolata che ben si amalgama con i background dei singoli personaggi dalla cura certosina; non tutti i momenti dell’avventura però riescono a catturare, complice l’inserimento forzato di alcune attività secondarie nella main quest che in alcune occasioni spezzano un ritmo altrimenti incalzante per tutta la sua durata.

Obiezione!
Inutile che vi spieghi la citazione, vero?

Gameplay

Chi in passato ha già avuto modo di malmenare sgherri nei panni di Kiryu, con JUDGMENT si troverà immediatamente a casa: la produzione infatti non tradisce la sua natura di spin-off, permettendoci nuovamente di esplorare Kamurocho e partecipare alla consueta miriade di attività secondarie che spaziano dalle sempreverdi subquest, passando per i minigiochi disponibili in ogni dove e finendo con gli amatissimi SEGA Club per gli amanti dei grandi classici arcade.
Inutile dire che il peregrinare di Yagami sarà scandito dalle occasionali risse a cui la serie ci ha abituato: da semplici teppisti fino ad agguerriti yakuza, il nostro protagonista dovrà farsi strada picchiando come un fabbro qualsiasi cosa si frapponga tra lui e l’obiettivo. Per fare ciò, si hanno a disposizione due stili da intercambiare a seconda della situazione: lo stile della Gru è quello più adatto per cavarsela in situazioni di svantaggio numerico, risultando ideale per sfoltire nutriti gruppi di nemici; scegliendo invece lo stile della Tigre si avranno a disposizione gli strumenti adatti per sopravvivere in situazioni di uno contro uno come le battaglie contro i boss.
Tornano poi le Heat Action, qui rinominate in Azioni EX: per chi non fosse avvezzo alla serie, trattasi di finisher in grado di infliggere gravi danni al malcapitato di turno, attivabili con la pressione di un tasto previo riempimento di una barra suddivisa in segmenti. L’accumulare segmenti ci consentirà anche di entrare in una modalità potenziata denominata Potenziamento EX, uno stato che consente di infliggere danni maggiori ed eseguire combo uniche, oltre che reindirizzare i danni ricevuti alla barra piuttosto che alla salute, coprendo il protagonista anche nel caso questi riceva delle ferite mortali.
Ad alzare l’asticella della difficoltà ci pensa infatti una nuova meccanica introdotta proprio con JUDGMENT: le ferite mortali altro non sono che danni ricevuti da particolari tecniche nemiche o armi i quali andranno a ridurre la quantità di energia massima disponibile, costringendoci ad usare modi specifici per curarci come l’impiego di medikit o un (costoso!) trattamento da parte del medico locale.
Man mano che si pestano avversari, si completano missioni e si partecipa ad attività secondarie si accumulano PT, una valuta spendibile in nuove tecniche e potenziamenti da aggiungere al repertorio di mosse a disposizione di Yagami per renderlo una vera e propria macchina da guerra.

Yagami picchia teppisti
Non è un gioco di Nagoshi se non si picchiano persone ogni due passi.

Fin qui le similitudini con i capitoli principali della serie si sprecano, ciò che però riesce a distinguere JUDGEMENT è la componente investigativa che spezza la classica routine del “vai da punto A a punto B e picchia C”: in certi frangenti dell’avventura, saremo chiamati ad analizzare l’ambiente circostante tramite un minigioco che porterà la visuale in prima persona consentendoci di scrutare i dettagli necessari a proseguire (tra cui si mescolano dei gatti ben nascosti nell’area e che dovremo scovare a mo’ di collezionabili); vi è inoltre una variante di questa modalità, in cui dovremo concentrarci sul sospettato principale seguendo il suo identikit o fotografare determinate scene al momento giusto per cogliere in flagranza il colpevole.
Immancabili poi i pedinamenti, che però presentano pattern fin troppo simili tra loro, al punto tale da risultare quasi una seccatura: si tratterà perlopiù di seguire l’indiziato per brevi tratti di strada e nascondersi dietro un riparo ogni qualvolta questi si giri nella nostra direzione, riducendo il tutto a un tran-tran riempitivo tra un obiettivo e l’altro.
Potrà inoltre capitare di dover inseguire i sospettati – o altro che non voglio svelarvi – innescando un altro minigioco, principalmente un lungo QTE che se eseguito correttamente ci permetterà di accorciare le distanze col bersaglio e così acciuffarlo.
Spostando invece l’attenzione sulle sidequest, esse vengono gestite in maniera leggermente diversa rispetto a Yakuza, in quanto prima di arrivare alle vere e proprie missioni secondarie, dovremo migliorare la nostra reputazione a Kamurocho tramite un sistema di amicizie: interagendo con determinati NPC, è possibile conoscerli meglio e aiutarli nella loro vita di tutti i giorni, andando a riempire “l’Amicometro” e di conseguenza salire di rango all’interno dell’affollato quartiere.
Un espediente che incide positivamente sulla longevità e migliora la capacità d’immersione nell’esperienza poiché sprona il giocatore conoscere il mondo che lo circonda, ma che coloro dediti a buttarsi rapidamente nell’azione potrebbero non apprezzare in toto.

I pedinamenti sono all’ordine del giorno in JUDGMENT.

Comparto tecnico

Il motore grafico che muove le imprese di Yagami è il fantastico Dragon Engine che sin da Yakuza 6: The Song of Life ha dimostrato di avere le carte in regola per deliziare anche i giocatori più esigenti: nonostante una mole poligonale eccezionale e un uso sbalorditivo di riflessi e particellari, l’engine riesce a muovere senza troppe incertezze grandi quantità di NPC a schermo e relativi dettagli, immergendo il tutto in un magnifico sistema d’illuminazione; eccellenti ancora una volta le animazioni e ancor di più se restringiamo tale campo ai movimenti facciali dei singoli personaggi, in particolar modo se si pensa all’ottima resa in game degli attori in carne e ossa che hanno prestato le proprie fattezze per l’occasione.
Non è tutto rose e fiori però, poiché qualche magagna come un framerate non proprio granitico (almeno su PS4 Base) e delle texture a bassa risoluzione in bella vista sono elementi che non tardano a manifestarsi ma che, valutando il lavoro nel suo insieme, passano tranquillamente in secondo piano di fronte a un comparto tecnico sontuoso.
Inutile dire che anche il sonoro è stato oggetto di cura maniacale, con ost sempre incalzati e azzeccate (alcune delle quali “purtroppo” riciclate dai titoli principali) e un doppiaggio di altissimo livello, indipendentemente che scegliate inglese o giapponese. Menzione d’onore per la localizzazione in italiano che riappare dopo tanti anni in un titolo di questo genere (solo il primo Yakuza per Playstation 2 fu tradotto nella nostra lingua).

Poteva mancare la possibilità di scattare selfie?

Conclusioni

JUDGMENT è un titolo dalle mille sfaccettature: proprio come i capitoli principali fa di varietà e longevità i suoi punti di forza, elementi a cui va mescolato un lavoro certosino riposto nella caratterizzazione di personaggi che fanno da punta dell’iceberg rappresentante un magnifico comparto narrativo in grado di tenere incollati allo schermo.
Qualche sbavatura in campo tecnico e una lieve ma evidente ripetitività di fondo sono elementi che non bastano a screditare la validità di un’avventura che, a conti fatti, ha molto da regalare ai detective in erba alla ricerca della verità.

Cercate di tenervi gli occhi però…

Perché sì:
Perché no:
  • Comparto narrativo di alto livello
  • Gli elementi investigativi aggiungono varietà
  • Combat system sempre appagante
  • Tante attività secondarie

 

  • Qualche incertezza sul fronte tecnico
  • Lieve ripetitività di fondo per la main quest

VR PARADISE

SANA MIHAMA

Ruka - Biografia

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Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate?