Sekiro: Shadows Die Twice – Il nostro hands-on

La nostra anteprima del titolo targato From Software

Pubblicato il 08/03/19 da Luca Mandara
anteprima
Immagine di copertina per l'hands-on di Sekiro.

In quel di Milano…

Qualche giorno fa sono stato invitato a provare un gioco atteso da molti: Sekiro: Shadows Die Twice (intervistammo gli sviluppatori durante la Gamescom 2018), in uscita il 22 marzo su PC, PlayStation 4 e Xbox One.

Mi sono avviato verso questo hands-on senza alcuna aspettativa perché, personalmente, non sono un grande amante dei titoli FromSoftware. O meglio: non sono un grande fan degli ultimi giochi di questa software house che ormai è stata elevata  da molti a “sovrana” dei cosidetti hardcore gamer. Di conseguenza, non sono esperto dell’universo dei famosissimi Souls né di Bloodborne.

Eppure, dentro di me, esiste una serie made in FromSoftware che porto nel cuore, nonostante sia stato ormai abbandonato da anni:  sono parlo ovviamente del mitico Tenchu (forse ve lo aspettavate, da videogiocatore oldschool quale sono), gioco che ho letteralmente adorato. E quando vidi il primissimo trailer di Sekiro, in occasione della scorsa E3, non sono riuscito contentre la speranza che forse un po’ di Tenchu in quel gioco, poteva esserci.

Mi dirigo quindi tra vie di Milano attanagliato da questo pensiero: “Chissa cosa mi aspetta…” Mentre ancora provo questa sensazione, mi viene gentilmente passato un controller PS4 e, di li a pochi minuti, sono morto!

Studiare il nemico, per la parata e il controattacco perfetti.

Tenchu o Souls?

Ovviamente i comandi da imparare non sono pochi: si tratta di un action i cui combattimenti sono basati sulla tattica, sull’imparare il pattern nemico, le sue mosse, i suoi range d’attacco e sopratutto sul parare, schivare, colpire e, a volte… fuggire.

Gli spazi aperti della demo che abbiamo provato infatti permettevano davvero di ritirarsi dallo scontro per recuperare le energie, sia letteralmente che metaforicamente parlando, e ragionare, magari, su una migliore strategia d’attacco.

Approccio stealth, ma non troppo.

Da subito mi sono ritrovato ad utilizzare il rampino e grazie ad esso quella sensazione nostalgica dovuta al mio amore per Tenchu si è subito fatta sentire. Devo dire che, dopo una mezz’oretta di gameplay, ero ormai già maestro della tecnica dei rimbalzi da un punto di ancoraggio all’altro, come un vero ninja.

Ma il nostro protagonista un ninja non lo è. Difatti, per quanto abbia trovato molto piacevole l’approccio stealth che la demo in alcuni punti iniziali suggeriva, ne sono comunque rimasto deluso in quanto l’uccisione silenziosa… non è poi così silenziosa: infatti, per quanto potremo essere invisibili nell’avvicinarci, l’esecuzione sarà, al contrario, estremamente rumorosa e vistosa, tanto da farci scoprire quasi sicuramente dai nemici circostanti.

Una pecca che spero possa risolversi attraverso delle abilità o tipologie di uccisioni da sbloccare in qualche modo nel gioco completo.

Ad ogni modo, Sekiro da il meglio di sé proprio nel combattimento spada contro spada. Qui si vede tutta l’esperienza di FromSoftware in questo genere di titoli: il gameplay non annoia e offre un livello molto alto di sfida, cosa decisamente apprezzabile.

L’uso del rampino regala da subito molte soddisfazioni.

Comparto tecnico e conclusioni

Anche dal punto di vista tecnico questo titolo non delude: gli shader e le luci ci regalano immagini davvero fantastiche. Il framerate fisso a 30 fps e un comparto di effetti audio che mi ha davvero sorpreso mi hanno regalato, nel complesso. un’esperienza piacevole ed appagante. Quindi, se prima la curiosità per questo titolo era minima, ora che ho avuto modo di provalo devo dire che l’attesa si fa sentire.

Sekiro si dimostra un titolo fresco e coinvolgente, difficile si, ma dannatamente divertente!

Gamer Dex - Biografia