Pubblicato il 15/06/20 da Jacopo Ambaglio

Log Horizon: 3a stagione dell’anime rimandata causa COVID

Ci sarà da attendere per la terza stagione di Log Horizon.

Log Horizon: Entaku Hōkai, la terza stagione dell’isekai tratto dalle novel scritte da Mamare Touno e illustrate da Kazuhiro Hara, sarebbe dovuto arrivare sugli schermi giapponesi durante la prossima stagione autunnale, ottobre.

A causa del corona virus, l’anime sarà rimandato alla stagione successiva, quella invernale, e vedrà quindi la luce a gennaio 2021.
Ci sarà quindi ancora un po’ da attendere.

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Per la terza stagione di Log Horizon tornerà tutto il cast delle precendenti 2 stagioni, avremo quindi Syouji Masuda a supervisionare la storia con lo stesso Kazuhiro Hada a curare il character design.

Log Horizon, un breve ripasso

Log Horizon comincia come il più classico degli Isekai: i giocatori di Elder’s Tale, il mmorpg più famoso del pianeta, rimangono intrappolati all’interno del gioco durante il rilascio della patch “I pionieri della Novasphere”.

Shirou, il protagonista, è già un veterano del gioco e faceva parte di un “gruppo di gioco” che non si è mai fatto espressamente chiamare gilda, chiamato Debauchery Tea Party, gruppo formato solo da giocatori che avevano raggiunto il livello 90.
Decide di formare la gilda Log Horizon insieme all’amico Naotsugu, già compagno di avventure nel soprannominato Tea Party.

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Impressioni

Log Horizon tratta il genere da una prospettiva diversa dal solito.
Non è quello che cerco da un isekai, ma posso tranquillamente capire il suo successo, vista l’attenzione messa al lato umano della situazione in cui si trovano i partecipanti di Elder’s Tale.

L’evoluzione dei personaggi, il rapporto con gli npc e la metamorfosi socio-politica dell’ambientazione è il fulcro su cui gira tutto l’anime.
“Eh, che noia” mi direte. Dipende da quello che cercate.

Contate una cosa: nei 25 episodi che compongono la prima stagione non c’è neanche una trama, ma sono mini archi narrativi più o meno collegati che vi fanno una panoramica delle meccaniche di gioco, del rapporto che si sviluppa tra “il popolo” e i giocatori, del cercare di capire come sopravvivere a quella situazione e delle impressioni di chi aveva una vita da schifo fuori e vuole rimanere lì, contrastanti con chi vuole trovare una soluzione per andarsene.

Con la seconda stagione si intravede la luce in fondo al tunnel della trama. Elder’s Tale comincia a diventare preoccupantemente reale e alcune meccaniche oscure vengono alla luce.
Le persone, pian piano, stanno cominciando a dimenticarsi della vita precedente, dettaglio che è stato beatamente lasciato in disparte fino a quel momento.
Cosa sta accadento ai corpi dei giocatori davanti al pc?
Nessuno li vede?
Nessuno se ne preoccupa?
Un po’ lo chiamo “buco narrativo”, ma vedremo con la terza stagione.

Sostanzialmente, quando una persona muore si ritrova in un server “sulla luna” prima di resuscitare.
Qui rivive un momento della sua vita reale e lascia un pezzo di memoria come pegno per la resurrezione.
Insomma, morire costa. Costa parecchio.
Ci sono persone ormai esasperate e stanche di stare lì, persone che cominciano a suicidarsi per rivivere, almeno qualche istante, il calore della famiglia nel mondo reale, perdendo via via sempre più ricordi.

La Luna, insomma, sembra essere una delle risposte all’enigma.

 

 

Ipah - Biografia

Jacopo Ambaglio
Aspetta, faccio la presentazione standard da recensore navigato. Cresciuto coi videogiochi che quando ho cominciato io proprio levati, si giocava a Pong coi sassi. L'abilità videoludica di Faker unita al senso critico di Matt Preston.

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