Pubblicato il 28/09/22 da Ciro Muso Acanfora

Roadwarden – Recensione

Vecchio stile, nuove idee
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Le avventure testuali sono un genere sempre più raro al giorno d’oggi: nonostante la loro popolarità nei primi periodi del boom videoludico, nel 2022 sono probabilmente uno dei generi più di nicchia in assoluto.
Roadwarden, sviluppato da Moral Anxiety Studio e pubblicato da Assemble Entertainment per Steam e GOG lo scorso 12 Settembre, intraprende la coraggiosa missione di tornare a narrare storie fantasy con il solo aiuto della parola e poche semplici immagini per raccontare i luoghi esplorati.

Roadwarden e terre sconosciute

L’opera del team polacco è ambientata in un reame avverso e pericoloso. Il protagonista viaggia in questa landa in cui le belve selvagge hanno il controllo del territorio molto più di quanto i piccoli insediamenti umani siano riusciti a ottenere. Il suo ruolo sarà quello di Roadwarden: viaggiare fra i villaggi, tenere al sicuro le strade, combattere mostri e aiutare le persone con le loro necessità, oltre che seguire il proprio obiettivo (selezionabile dal giocatore all’inizio del gioco) e ritrovare il precedente Roadwarden, sparito in circostanze misteriose.
Se su carta questo compito risulta chiaro, nel contesto del mondo di gioco non tutto sarà così semplice: le persone saranno parecchio diffidenti, i mostri saranno solitamente in vantaggio rispetto a noi in una situazione di combattimento faccia a faccia e l’ignoranza del protagonista in termini di geografia locale porterà alla necessità di esplorare accuratamente ogni singola area che incontreremo.

Ogni zona scoperta verrà inserita all’interno della mappa, e sarà nuovamente esplorabile nei giorni successivi alla scoperta

La parte più interessante dell’intera opera sarà senza ombra di dubbio conoscere i villaggi e le persone con cui interagiremo all’interno di essi. Durante gli incontri verranno chiesti dei favori o proposte delle vere e proprie missioni al protagonista, ma spesso e volentieri queste richiederanno al giocatore di scoprirne di più su luoghi o individui delle terre del Nord.
Sarà proprio a quel punto che vedremo le varie sfaccettature delle personalità dei personaggi principali: ogni villaggio e rispettivi leader daranno un’impressione completamente diversa quando conosciuti rispetto a quello che scopriremo parlando con persone al di fuori della loro cerchia, portandoci numerose volte a chiederci se effettivamente sia più reale quello che vediamo con i nostri occhi o quello che ci viene raccontato con dettaglio.

Una vita fatta di scelte

Il gameplay di Roadwarden si basa, essendo un’avventura grafica, principalmente sulle scelte fatte dal giocatore; sia le sezioni di combattimento che le fasi di esplorazione si baseranno infatti su opzioni multiple che porteranno il giocatore a decidere come affrontare ogni situazione.
Se questo funziona alla perfezione durante i dialoghi, purtroppo lo stesso non si può dire delle fasi di combattimento in cui una semplice descrizione della situazione non basterà per far capire al giocatore come dovrebbe affrontare un nemico: senza statistiche che diano un’idea della pericolosità delle belve mi sono ritrovato ad affrontare animali ipoteticamente innocui (specialmente considerando l’ascia impugnata dal protagonista) solo per perdere più vita di quanto qualsiasi altra enorme e violenta belva sia riuscita a fare nel resto del gioco.

Alcune zone verranno scoperte mano a mano che il giocatore le esplora più approfonditamente, andando a mostrare parti nuove anche nell’immagine a lato in base a quali aree sono state già visitate

Due punti in particolare in cui il team di sviluppo avrebbe potuto fare di meglio sono la gestione dei soldi e gli input richiesti in determinate situazioni.
Per quanto riguarda i soldi, il problema principale si può riscontrare nelle fasi iniziali: qualsiasi cosa costa soldi (dal mangiare al dormire nelle taverne, passando per l’equipaggiamento e le varie missioni in cui dovremo richiedere l’aiuto di altre persone che vorranno giustamente essere pagate), ma nelle prime ore di gioco il giocatore avrà davvero poche occasioni di racimolare qualche soldo, portando a situazioni abbastanza frustranti.
Per quanto riguarda gli input richiesti al giocatore, capiterà di tanto in tanto di ritrovarsi in una situazione in cui il gioco richiede al giocatore di inserire, tramite tastiera, un nome o un comando per poter ottenere informazioni o eseguire azioni. Questo, purtroppo, è uno dei grandi problemi propri di questo genere di giochi, che quando ricorrono a questo tipo di input causano spesso e volentieri frustrazione nei giocatori: ritrovarsi a sentire un NPC dirti che c’è una stanza nascosta in un determinato edificio, per poi ottenere una chiave per aprire quella stessa stanza solo per arrivare nell’edificio e non avere idea di come dire al gioco “cerca quella stanza” ed essere costretto a ricorrere a guide online è stata un’esperienza particolarmente frustrante.

Roadwarden mood

Sul comparto tecnico c’è ben poco da dire, considerando il fatto che Roadwarden è una semplice avventura grafica. L’unico appunto che può essere fatto è sulla differenza fra le lettere del testo ad alta risoluzione e le immagini/icone pixelate.
Quello di cui si può invece parlare è la qualità della scrittura: la cura riposta nelle descrizioni è davvero ammirevole, forse addirittura paragonabile a un romanzo fantasy, anche se avrei apprezzato delle immagini per mostrare le creature e i personaggi incontrati con più dettaglio. Considerando che il gioco dura circa una trentina di ore, mi azzardo addirittura a dire che la quantità di pagine lette potrebbe addirittura superare quelle di un romanzo standard.

Il gioco è completamente ed esclusivamente in inglese, in alcune parti anche piuttosto complesso considerando il linguaggio forbito e i vari dialetti che incontreremo

Dal punto di vista audio invece, il gioco fa bene il suo lavoro ma senza osare più del dovuto. Gli effetti sonori quali cinguettii di uccellini, ruscelli che scorrono e bestie che ruggiscono sono di ottima qualità, ma per quanto la soundtrack sia adeguata al suo contesto ho percepito un po’ di ripetitività a lungo andare.

Qualità, ma non per tutti

Roadwarden si è dimostrato un interessante esperimento narrativo: il modo in cui le storie e le missioni si intrecciano, andando a toccare ogni volta numerose parti della landa che ci troviamo ad esplorare, è davvero affascinante e la maggior parte delle scelte saranno effettivamente lasciate alle decisioni morali del giocatore, che potrà decidere di aiutare o meno ogni persona che incontrerà sul suo cammino.
Chiaramente, essendo un’avventura grafica esclusivamente in inglese questo gioco non è consigliato a chiunque, ma per coloro che vogliono provare un nuovo titolo di questo genere, Roadwarden potrebbe essere un’opera nuova e appassionante.

  • Descrizioni accurate e approfondite.
  • Personaggi profondi e diversificati.
  • Scelte basate sulla morale del giocatore.

 

  • Le immagini mostrano solo i paesaggi, non i personaggi o le belve.
  • Esclusivamente in inglese, non facile da masticare.

Muso - Biografia

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