Dopo 8 lunghi mesi da quando ho provato la demo di Pyrene finalmente ho potuto mettere le mani sul prodotto completo. Sviluppato da Two Tiny Dice ed pubblicato da Indie Asylum, Pyrene è un roguelike deckbuilder dalle meccaniche innovative e dalle mille sfaccettature.
Un villaggio da ricostruire
In Pyrene, interpreteremo diversi sopravvissuti di un villaggio distrutto da dei mostri riportati in superficie da un antico rituale. Ogni personaggio giocabile contribuirà a raccontarci un po’ del mondo e degli eventi accaduti nei dintorni del villaggio, certo è che seppur guidati da una narrazione che si lega bene al gameplay la storia risulta piuttosto semplice e non è difficile anticipare i colpi di scena.
Esplorando i luoghi vicini al villaggio che funzionerà da main hub inizierà la vera e propria partita: ogni personaggio ha delle statistiche uniche e un potere peculiare che renderà ogni run diversa dall’altra. Ciò che sicuramente è da apprezzare è che con l’avanzare della storia (e delle run) si potranno ricostruire gli edifici abbattuti dai mostri che, in tipico stile rogue, amplieranno le risorse che possiamo trovare alla fine di ogni mappa, nei forzieri, nei negozi dei mercanti o addirittura sbloccare nuovi personaggi giocabili e nuovi poteri.
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Una griglia e un mazzo di carte è tutto ciò che serve
Il gameplay di Pyrene è il vero fiore all’occhiello: si basa sulla formazione di un mazzo di carte composto da carte attive, passive e reliquie, che altro non sono che equipaggiamenti che forniscono bonus e sinergie passive (i trinket di Isaac, per intenderci). Usciti dalla mappa del villaggio entreremo in diversi biomi ognuno con regole, difficoltà e abitanti unici, l’esplorazione è possibile muovendo la carta del nostro protagonista sopra una griglia di dimensioni variabili. Passando di mappa in mappa incontreremo le Danger Zone, griglie brulicanti di mostri da sconfiggere. Il giocatore non disporrà di una mano da giocare, bensì le carte del suo mazzo verranno disposte nelle zone della griglia vuote e per essere attivate, la carta del personaggio dovrà spostarsi su di esse. L’impossibilità di spostarsi su zone della griglia vuote e il riempimento di queste in modo casuale sia di carte provenienti dal mazzo del giocatore sia di carte mostro che ostacoleranno il proseguimento della partita, rende il gameplay accattivante.
Spostandosi su una casella occupata da un mostro, le due carte si faranno danno a vicenda in base al loro valore di HP. Può sembrare semplice, ma la presenza di effetti di stato, buff e debuff porta a dover stabilire una strategia e a ponderare ogni singolo movimento. Una volta finito il turno il giocatore dovrà “Passare la notte” consumando una risorsa chiamata “Provviste”, il numero di provviste da consumare per passare aumenta ogni turno, esaurite le provviste bisognerà pagare con i propri HP.
Ogni zona pericolosa verrà superata solo dopo aver sconfitto un numero sufficiente di nemici che porterà all’apparizione sulla griglia di gioco dell’Altare votivo, una carta che metterà fine al combattimento una volta che il nostro protagonista ci avrà interagito. L’Altare non è utile solo per terminare il combattimento, bensì dal suo valore (che varia in base a quanti nemici abbiamo sconfitto da quando la carta è entrata in gioco) verrà definita anche l’entità della nostra ricompensa.
Una piccola nota di demerito va all’effettivo bilanciamento del gioco: con l’avanzare dei progressi ottenuti e dei contenuti sbloccati si possono facilmente istituire combo e sinergie che portano al risolvere tutte le zone di pericolo e soprattutto eliminare i boss nel primo turno di gioco. Ho completato la seconda metà del gioco praticamente senza mai perdere e riuscire a finire tutte le run senza mai trovarmi davvero in pericolo, colpa di alcune combo troppo forti.

Pyrene – Conclusione
In definitiva Pyrene ha comunque rispettato le aspettative. Oltre che un buon gameplay, Pyrene, offre un comparto artistico degno di nota per una produzione indipendente, le carte sono ben disegnate e le musiche orecchiabili per il tipo di esperienza che il gioco vuole offrire. Purtroppo devo segnalare che il gioco non è localizzato in italiano, un vero peccato soprattutto per giochi di questo genere dove la comprensione degli effetti delle carte cambia tutto il gameplay.
Pyrene è senza dubbio la dimostrazione che con una buona idea si può andare lontano, un gioco che mi sento di consigliare a chiunque ami i roguelike e gli strategici con le carte alla Slay The Spire, soprattutto per il prezzo a cui è venduto e i contenuti offerti.
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