Pubblicato il 15/07/20 da Neko Polpo

Dracula di Bram Topker

Quando l'autore osa ma non osa

Topolino De Luxe Edition n.9 – Dracula di Bram Topker

Parliamo di un prodotto uscito ormai più di tre anni fa, nel lontano novembre 2016, e ancor prima pubblicato in versione normale sui classici Topolino. Dracula di Bram Topker è la rivisitazione del romanzo scritto dall’autore irlandese Bram Stoker, finito nella mia libreria ben tre anni fa, ma dato il backlog infinito di cose da leggere son riuscito a metterci su mano (e occhio) soltanto ieri. E credo sia stata decisamente una delle esperienze fumettistiche più traumatiche della mia vita. Non fraintendete, di fumetti brutti ne ho letti tanti, in qualsiasi ambito, ma nel momento in cui arrivi a ristampare la tua opera in formato cartonato per darle un’edizione di pregio degna di finire sulle librerie dei collezionisti… Insomma, mi aspettavo decisamente altro, soprattutto dopo aver letto l’ottimo Moby Dick, opera della stessa collana, volume n.8, uscito appena sei mesi prima. Ma Moby Dick, ambientato nel mondo dei paperi, lo lessi allora, e probabilmente prima di parlarvene necessiterà di una rilettura.

La splendida copertina di Dracula di Bram Topker

Quando fai finta di osare

C’è un motivo per il quale parlo di osare, andare oltre un certo limite, ma fondamentalmente non farlo. Probabilmente opere del genere sarebbero state gestite meglio in passato, quando il politically correct non era ancora una forma di eccessi limitatori destinati a troncare qualsiasi libertà espressiva; ma al giorno d’oggi non puoi certo parlare di certe cose, soprattutto in un fumetto Disney.

Osare è andare in controtendenza a ciò che è Disney, un prodotto destinato a tutti, inclusi i più piccoli, e come farlo se non realizzando qualcosa di legato ad una tematica non adatta a tutti? Ed ecco che Dracula diventa il primo adattamento parodistico (purtroppo) di genere horror, che di horror (purtroppo) non ha più nulla.

Una pagina intera: l’impatto visivo è ottimo

L’impatto di Dracula

Nato dalla mente di Bruno Enna e dalla matita di Fabio Celoni, il volume si dimostra bello solido e accattivante dal punto di vista grafico, arricchito dai colori di Mirka Andolfo. E c’è poco da dire, il disegno e la colorazione di questo Dracula sono superbi: il primo impatto sarà estremamente positivo, un valore aggiunto che vi spingerà probabilmente all’acquisto, qualora lo vedeste in libreria. Ma già dopo qualche pagina le cose iniziano a scricchiolare. Personalmente adoro lo humour inglese; le freddure sono spesso viste in modo orribile, ma tirano sempre fuori un sorriso (magari mezzo) in chiunque, se chi le pronuncia ha una certa capacità di trascinamento (che è innata, non si può imparare, o ce l’hai o non ce l’hai… Gigi Proietti style). Il problema però viene fuori quando il tuo volume non ha altro da raccontare se non una serie di battute scialbe, giochi di parole su un accento tedesco (pronunciato ovviamente da un improbabile Pippo Van Helsing) e ripetute allusioni a quanto il personaggio di Clarabella sia aggraziata (spoiler: è un elefante in una cristalleria), a quanto le sue narici siano grosse e a quanto sia vacca (letteralmente, non mi sto prendendo licenze poetiche: è quello che si potrebbe definire un tormentone dell’opera. Preferirei onestamente definirlo tormento, però.

Il volume è composto da 76 pagine illustrate in maniera impeccabile che risultano essere un’agonia senza fine, basate su un’opera conosciuta da praticamente chiunque, ma dalla quale son stati rimossi tutti i tratti peculiari che la caratterizzavano, svilendola, appiattendola e rendendola terribilmente ridondante e poco fluida da leggere per via dell’eccesso di pessimo umorismo accompagnato da nient’altro.

La prima di una lunga lista di battute orripilanti… Questa è simpatica, però.

Conclusione di un disastro?

Dracula di Bram Topker è un disastro. Ma non in toto. Come già detto, i disegni e la colorazione sono probabilmente la prima cosa che salta all’occhio di questo volume: davvero curatissimi e con uno stile pregevole che ben si sposa con le tematiche (quelle che avrebbe dovuto avere, non quelle che ha). Anche la scelta dei personaggi è tremendamente azzeccata secondo me. Probabilmente nel mondo disneyano nessun altro all’infuori di Macchia Nera avrebbe potuto indossare i panni del temutissimo Vampi(e)ro (stima se riconosci la citazione), e chi meglio del geniale Pippo nel ruolo di esperto risolutore di situazioni?

Ok, iniziamo a esagerare…

Il volume risulta impreziosito di alcuni bozzetti, una pagina di sceneggiatura (la prima, per l’esattezza) e un’intervista all’autore. Purtroppo però, per quanto mi riguarda, questi elementi non bastano a giustificare la ristampa di questa storia in un formato che si potrebbe definire “di lusso”. Un vero peccato!

Bozzetto di Dracula

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