L’apocalisse è ormai passata. L’umanità rimanente è in guerra con le AI, che prendono sempre più piede e sono sempre più difficili da contenere. Un corpo militare chiamato Lith sta cercando di contrastare l’inevitabile. Akane, e il suo aiutante Bot, sono appena arrivati ma pronti a fare la differenza.
Artis Impact è un piccolo RPG post-apocalittico, nato dalla mente di un solo-dev malesiano chiamato Mas e pubblicato da Feuxon su Steam lo scorso 7 Agosto. Ho avuto la fortuna di provarlo, e ne sono rimasto ESTASIATO.
Vivere l’apocalisse.
Nel mondo di Artis Impact, la sopravvivenza è tutto meno che scontata. Eppure, sin dal primo momento, vediamo come le persone abbiano comunque deciso di continuare a vivere come se nulla fosse, facendo del loro meglio per ignorare ciò che avviene al di fuori delle loro quattro mura.
Akane, invece, fa esattamente l’opposto: come nuova recluta della Lith il suo compito è quello di affrontare le AI che minacciano l’umanità. Mano a mano che la sua avventura va avanti, scoprendo nuovi luoghi e nuovi tipi di AI, scopre però qualcosa di nuovo. Qualcosa che potrebbe segnare le sue future scelte.

A essere onesti, la narrativa di Artis Impact non è il punto più forte del gioco. Anche se la storia è abbastanza coinvolgente, infatti, ritengo che alcuni elementi non siano stati chiariti a dovere, e altri siano stati banalmente raggruppati in uno spiegone finale racchiuso nel Secret Ending.
Nonostante questo, tutti i personaggi (NPC inclusi) sono caratterizzati DA DIO. Coerenti, interessanti, peculiari, multisfaccettati e soprattutto divertenti.
Il senso dell’umorismo e l’ironia del gioco, infatti, è sicuramente l’elemento che mi è piaciuto di più dell’opera. Umorimo e ironia resi ancora più vividi e di impatto grazie all’estrema dicotomia presente in alcuni momenti tragici e tristi. Il loro rapporto scanzonato e divertente creerà questa chimica sinergica incredibile per cui i momenti più meschini colpiranno emotivamente ancora di più il giocatore, e lo stesso varrà per il ritorno all’ilarità in seguito ai trascorsi peggiori.
Un’esecuzione davvero accurata e magistrale, in tutte e 10 le ore che ho impiegato per concludere il titolo.
Un RPG decisamente poco convenzionale.
Sul lato combat system, purtroppo, ho ben poco da dire.
Il bilanciamento del gioco è davvero carente, una volta completata le prime due orette di gioco fatico a ricordare un momento in cui non ho falcidiato ogni singolo nemico che mi ha affrontato. Persino i boss, compreso il boss finale, reggevano a stento più di un attacco prima di andare al tappeto. Mas si è già dichiarato consapevole del problema e non felice dell’attuale bilanciamento, promettendo patch di miglioramento per rendere il sistema di combattimento quantomeno rilevante all’interno dell’opera.
Detto questo, però, onestamente non ho sentito troppo il peso di questa cosa: la mia esperienza con il titolo non ha risentito dell’assenza di un effettiva sfida. Anzi, forse ha addirittura contribuito ad immergermi meglio nel mondo di gioco.

Se proprio vogliamo parlare di gameplay, ciò che mi ha sorpreso di più è la quantità di interazioni disponibili all’interno del gioco. Sia a livello di macro-sistemi (la possibilità di avere lavori part-time e di portare avanti storyline secondarie interagendo con molti NPC) sia a livello più micro: la quantità di oggetti con cui si può interagire, anche banalmente, è davvero spropositata!
Trovate una macchinetta del caffè? Potete farvi un caffè. Un distributore d’acqua? Potete lasciare scorrere l’acqua. Una leva? Potete premerla, anche se non serve a nulla. Una cassetta delle lettere? Potete aprirla, anche se non c’è dentro niente. Una superficie a caso? Potete lucidarla con un panno. Un sacco di iuta? S L A P.
Intendiamoci, queste non sono interazioni particolarmente utili, ma dimostrano quanta cura e quanto amore lo sviluppatore abbia inserito nella creazione di quest’opera!
Esteticamente DELIZIOSO!
E se vogliamo parlare di cura, è IMPOSSIBILE non parlare del lato grafico di questa perla! La grafica in pixel-art, come potete facilmente notare dagli screenshot presenti, è davvero stupenda, ma sorprendentemente non è il lato che mi ha stupito di più: le animazioni, infatti, sono davvero di una cura micidiale, qualcosa che forse non ho mai visto in anni di giochi indie.
Giusto per fare un esempio: quando la nostra protagonista dorme nel suo letto non vedrà un semplice fade-to-black per poi comparire comodamente sotto le coperte. Si vedrà invece il personaggino in pixel-art lanciarsi sul materasso per poi aggrapparsi al cuscino e trascinarlo sotto la sua testa. E questo è solo uno delle tante animazioni che mi hanno sorpreso!

Una piccola perla.
Nonostante i difetti, che ammetto non essere pochi, ci tengo a sottolineare la cosa più importante: Artis Impact non solo mi ha intrattenuto, come mi aspetto da qualsiasi gioco, ma mi ha genuinamente fatto divertire per buona parte della sua durata! Per quanto non presenti sfide di alcun tipo (se non quella di scoprire gli Eventi Speciali che possono essere scoperti solo esplorando a dovere il mondo di gioco), rimane assolutamente un titolo da giocare per chiunque voglia farsi due risate e godersi un mondo piccino, ma molto intenso.
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