Escape the Dark Sector – Implementazione fantascientifica
Era il “lontano” 2017 quando usciva per la prima volta Escape the Dark Castle, avventura cooperativa da 1 a 4 giocatori modulare con ambientazione dark fantasy, che vedeva i protagonisti fuggire dalle segrete di un Oscuro Castello, appunto. A distanza di qualche anno e 3 espansioni per Escape the Dark Castle, localizzato e distribuito per l’Italia da Ghenos Games, arriva anche Escape the Dark Sector, un’implementazione fantascientifica del sistema di gioco partorito sempre dalla mente del trio Alex Crispin, Thomas Pike e James Shelton, sempre illustrato dalle mani di Alex Crispin.
Della serie… “Squadra che vince non si cambia”.

Meccaniche e Dinamiche – Design immutato, rigiocabilità aumentata
Escape the Dark Sector non vuole reinventare la ruota… anche perché non c’è bisogno, visto il successo del suo “predecessore”. Il design del gioco rimane immutato rispetto ad Escape the Dark Castle, così come il numero di giocatori, sempre da 1 a 4, le sue meccaniche e le sue dinamiche. I giocatori potranno scegliere tra uno dei sei personaggi in fuga dal Settore Oscuro, ognuno con le proprie abilità specifiche che contribuirà allo sperato successo nel fuggire, incontro dopo incontro. 12 punti vita, 4 carte capitolo per ognuno dei 3 capitoli scelte a caso tra le 48 disponibili più un Boss ed una carta iniziale: tutto parte in pochi istanti, in Escape the Dark Sector e le regole scorrono via facilmente. Il combattimento è piuttosto lineare, una volta capito: questo l’unico vero difetto che ho trovato nel giocare questo titolo. Le fasi di combattimento, infatti, che si dividono in combattimento a distanza e in corpo a corpo presentano un paio di regole ed eccezioni non troppo chiare.

Per il resto la tensione è palpabile mentre, incontro dopo incontro, porta dopo porta, i giocatori si trovano a dover scegliere chi sarà colui che socchiude l’uscio al prossimo incontro e, potenzialmente, potrebbe pagarne le conseguenze. La cooperazione è cruciale ed è l’unica cosa che può permettervi di sopravvivere: niente spazio all’egoismo nella fuga dal Settore Oscuro anche perché nel momento in cui qualcuno muore… tutti perdono.
Dovrete sapervi dividere le armi iniziali, così come i potenziamenti cibernetici a disposizione ad inizio partita, cercando di trovare combinazioni interessanti, e modi per compensare le inevitabili mancanze e penuria di risorse nella vostra fuga. Ogni sfida vi chiederà di far corrispondere dei lanci di dado dei partecipanti al combattimento con quelli indicati sulla carta incontro: dovrete saper dosare munizioni e il combattimento a distanza con quello in corpo a corpo per riuscire ad uscirne vittoriosi.
Perché vi parlavo di rigiocabilità aumentata? Perché Escape the Dark Sector, a differenza di Escape the Dark Castle, contiene più carte capitolo, più carte oggetto e più carte Inizio, in modo che le combinazioni a disposizione per la creazione di un’avventura siano superiori, cosi da rendere ancora più modulare l’esperienza.
Escape the Dark Sector – Lo spaventoso spazio su un tavolo
In definitiva, Escape the Dark Sector è un ottimo rappresentante della categoria dei cooperativi stretti, difficili, dove ogni mossa e ogni singolo punto vita può far la differenza. L’esperienza sarà tosta, non ve lo nascondo, ma sarà come avere davanti lo spaventoso spazio su un tavolo. Sarà come vivere veramente l’esperienza tesa di dover fuggire in cerca di una navicella e partire, lontano dal Settore Oscuro. Come lo so? Perché il Settore Oscuro non mi ha ancora lasciato andare.
See you, Game Cowboys!
|
|