Pubblicato il 02/06/20 da Jacopo Ambaglio

Demon Slayer – Kimetsu no Yaiba – In viaggio insieme a Tanjiro.

Demon Slayer è finito. Evviva Demon Slayer.

Demon Slayer (Kimetsu no Yaiba per gli amici), finisce in sol levante lasciando un discreto vuoto negli appassionati di shonen.
Ci si aspetta che un campione di vendite del genere (si parla di 60 milioni e passa di copie) prosegua per più tempo, ma sappiamo tutti molto bene che, nella maggior parte dei casi, è meglio così.

Per celebrarne la fine, ho pensato di inaugurare con lui la sezione anime di pixel, tolta la breve parentesi di Bofuri.

Cercherò di parlarne evitando gli spoiler ovviamente (io il manga me lo sono già letto tutto), quindi poniamoci come limite il punto di arrivo dell’edizione italiana, che è poco più avanti dell’anime, ovvero l’inizio della saga del Mugen train, ma sappiate che la recensione finale prenderà tutto il manga, quindi non leggete se non l’avete finito!

Demon Slayer manga

Cominciamo dalle basi:

  • Demon Slayer è un manga ideato e disegnato da Koyoharu Gotōge, in sol levante esce su Shonen Jump, mentre dalle nostre parti è pubblicato da Star comics.
  • Conta in tutto 23 volumi, divisi in 205 capitoli

La trama di Kimetsu no Yaiba è la tipica shonen story, ma non è la trama a rendere così gustoso il lavoro di Gotōge. E meno male.

Giappone (ma va?), primi anni del 1900, Tanjiro Kamado, il nostro protagonista, vive con la sua numerosa famiglia in una sperduta casa tra i boschi.
Numerosa nel senso che vive con la madre e svariati fratelli e sorelle minori. Il padre è morto.

Avere entrambi i genitori, per il protagonista di uno shonen, dev’essere una specie di nerf, ci avete fatto caso?
La madre di Rufy? Mai nominata.
I genitori di Naruto? Ben sapete.
I genitori di Natsu? Contando anche “l’altro”.
La madre di Ichigo? RIP.
I genitori di Goku? Eh.
Dei genitori di Meliodas non sto neanche a discuterne, ma è un discorso abbastanza a parte direi.
Chissà come sta il padre di Midoriya, ma ne parleremo in un’altra occasione.
E vi ho solo preso i più famosi.

Sto divagando.

Dicevamo, Tanjiro vive in una casa sperduta con sua madre e i fratelli, ma mentre è fuori per una commissione (consegnare carbone, se non ricordo male), un demone massacra tutta la sua famiglia, lasciando in vita solo la sorellina Nezuko, anche se trasformata in demone.
Il nostro protagonista riesce però a instillarle un briciolo di umanità residua e decide di partire per un viaggio allo scopo di scovare il l’assassino dei suoi cari e, contemporaneamente, di trovare un modo per guarire la sorellina.

Il primo incontro che faranno durante il loro viaggio sarà con Giyu (del quale parleremo in seguito).
Giyu è il pilastro dell’acqua dell’elite dei Demon slayer e, inizilamente, è intenzionato a uccidere Nezuko.
Colpito dal rapporto che intercorre tra i 2 e dagli sforzi del “demone” di mantenere il controllo, decide di risparmiarli e mandarli dal fabbro Sakonji, suo ex maestro, che si prenderà cura del duo più sfortunato della zona, cominciando ad addestrare Tanjiro e facendolo addentrare nel lavoro più pericoloso e richiesto in un mondo flagellato dai demoni: il Demon Slayer.

Demon Slayer personaggi principali

Non è facile parlare dei personaggi di Kimetsu no Yaiba senza fare spoiler, questo perché, fino alla fine della saga in corso in Italia (Mugen train), ci si focalizza praticamente solo sui  4 protagonisti (oltre che sui vari nemici sconfitti).

Le storie che girano intorno ai vari personaggi oltre loro (le colonne, i fabbri e le lune maggiori) sono davvero molto interessanti e non sono assolutamente intenzionato a spoilerarvele (come detto nelle prime righe, per i pareri alla pari andare in fondo!).

Tanjiro Kamado

Demon slayer tanjiro

Il più classico dei protagonisti da shonen. Tanjiro è un ragazzetto di buon cuore che adora sua sorella e vuole fare amicizia con tutti.
Odia i suoi nemici, ma un po’ frigna quando tocca ammazzarli. Il fabbro Sakonji lo introdurrà al corpo dei Demon Slayer e gli insegnerà la respirazione dell’acqua, che rimarrà a lungo la sua catena di tecniche principale fino all’ Hinokami Kagura, la danza del Dio del fuoco.
È un protagonista che ha una buona evoluzione durante tutto il corso del manga: riesce a “incattivirsi” lasciandosi alle spalle un bel po’ di menate esistenziali, ma Gotōge, a mio avviso, è stata abbastanza brava a lasciarlo comunque sempre fedele a se stesso senza farlo risultare troppo piatto o fastidiosamente troppo bonaccione.

Anche se un po’ bonaccione lo rimane sempre dai. È pur sempre il protagonista e non siamo su Solo Lev.

Nezuko Kamado

demon slayer nezuko

Unica sopravvissuta alla strage della sua famiglia, Nezuko diventa un demone, ma riesce a mantenere una parvenza di sentimenti umani.
Riceve la forza e qualche tecnica dei demoni, ma resta comunque afflitta dai loro punti deboli: è sensibile alla luce solare e ha fame di carne umana (è Blade, ma non può girare di giorno).Tanjiro deve portarsela dietro chiusa in una cassa di legno a zaino e con una sorta di bavaglio di bambù per impedirle di mordere le persone.

Nezuko è un personaggio geniale ed è come gli squali. Non ha una vera e proprio gigantesca evoluzione nel corso di Kimetsu no Yaiba semplicemente perché non ne ha bisogno.
Ok, è vero, leggendo il manga, anche nei primi 7 numeri, si vede quanto lotti per mantenere il controllo di se stessa e come via via la sua personalità umana cerchi di venire a galla sempre di più, ma “evoluzione” vera e propria non saprei.

Perché dico questo? Perché Nezuko riesce ad essere un roller coaster di emozioni continuo, pagina dopo pagina: è il sottofondo drammatico della storia e contemporaneamente la spalla comica e “kawaii” delle vicende.
La mangaka è parecchio brava a spezzare i momenti discorsivi usandola nel modo giusto.
Poi vabbeh, quei disegni da “non capisco cosa succede” sono ottimi.

 

Zenitsu Agatsuma

kimetsu no yaiba zenitsu

Zenitsu è un’altra spalla comica del protagonista, ma quando sviene fa tutt’altro che ridere.

È stato addestrato nella respirazione del fulmine dall’ex pilastro dello stesso elemento, respirazione della quale ha imparato una solo mossa. Vigliacco e insicuro da sveglio, un mostro quando è privo di conoscenza. La scena del suo primo “risveglio” è una delle più famose dell’anime.

Proseguendo nell’opera guadagnerà sempre di più fiducia in se stesso, ma ti resta un po’ in bocca quel mood da “gli faccio sta cosa che combatte serio solo da addormentato altrimenti è troppo sgravo”. Tipo Kise infortunato su Kuroko no Basket.
Si innamora a prima vista di Nezuko ed è una “romance” che ha del meraviglioso.

Inosuke Hashibira

Inosuke è il classico personaggio che diventa il preferito di parecchi.
Usa la respirazione della bestia, tecnica che, tra l’altro, si è inventato lui, e consiste semplicemente nel fare a pezzi tutto quello che ha davanti usando 2 katane che si prodiga a “seghettare” contro le pietre non appena il suo fabbro finisce di riforgiargliele, scatenando in lui (giustamente), volontà omicide nei suoi confronti.

Il suo passato non è ancora stato, se non qualche brevissimo accenno durante la saga dei demoni ragno quindi non posso andare oltre.

Riassumendo, Inosuke è violento, ignorante, mezzo matto e analfabeta, ma non è assolutamente cattivo!

I pilastri

demon slayer pillars

I pilastri, o Pillars, o Hashira, sono semplicemente i 9 Demon Slayer più forti. È sostanzialmente l’elite degli ammazza demoni.

…Erano i più forti, poi si sa che il pilastro del protagonista è sempre il più spesso.

Non si abbatte il pilastro del protagonismo.

Sono tutti ben caratterizzati e finirete sicuramente per affezionarvi a ciascuno di loro, ma per il momento ne sono stati introdotti davvero solo 2, Giyu e Shinobu, tra l’altro solo superficialmente.

Giyu è il pilastro dell’acqua.
Ricorda vagamente Sasuke, sembra più o meno robboso quanto lui, senza però essere così fastidioso, grazie al cielo.
È la prima persona a dare fiducia a Tanjiro nonostante giri con un demone ed è colui che salva la coppia mandandola dal fabbro Sakonji a imparare il respiro dell’acqua.

Anche Giyu fu allenato dal fabbro, ma lo ha decisamente superato. Sakonji infatti conosce 10 kata del respiro dell’acqua mentre Giyu arriva addirittura a creare l’undicesimo, la bonaccia.

Purtroppo ricorda Sasuke. Per fortuna non è così fastidioso, anzi. Grazie.

Shinobu è il pilastro degli insetti.
È il mio personaggio preferito, anche se un po’ vale per tutte le abitanti della casa delle farfalle. Questo vale per tutto il manga fino alla fine, ma non perché tutti i personaggi che arriveranno (o saranno approfonditi) dopo siano peggiori, è che troppi cuori per Shinobu, punto.

A differenza degli altri Demon slayer, Shinobu non ha molta forza nelle braccia e non decapita i demoni, ma usa un approccio molto più “farmaceutico”.
La sua Katana inietta i veleni di sua creazione nelle ferite delle vittime, distruggendole dall’interno e impedendone la rigenerazione.

Ha un carattere gentile e giocoso e sembra sempre essere lì lì per percularti, ma il suo odio e sadismo verso i demoni lo si nota subito durante il primo combattimento in cui viene presentata, contro la “sorella” di Rui, il demone ragno.

giyu demon slayer shinobu

 

I demoni

I demoni sono il selling point del manga.
Non è facilissimo trovare uno shonen con dei nemici caratterizzati talmente bene da farti quasi provare empatia a ogni singola morte.

E sono tutti capitanati da Michael Jackson.

muzen

♫ ♪ SHAMONE  ♫ ♪

Scemate a parte, i demoni di Demon slayer, soprattutto dall’arco narrativo della montagna di Natagumo in poi, hanno ricevuto un trattamento tale da farti dire, dopo la loro morte “ma dai…povero”

Ma povero cosa, che ha ammazzato 150 persone minimo.

“Eh, però dai, povera bestia.”

Alla morte di ogni demone infatti, la mangaka ci propone un più o meno lungo flashback della sua vita da umano e di tutto quello che lo ha portato a diventare ciò che è diventato, non riuscendo a mantenere quell’umanità che contraddistinguono Nezuko e Tamayo.

Tamayo chi?

Per parlare di Tamayo tocca prima spendere 2 parole su Muzen.

Muzan è quello che, appena lo vedete, capite subito che è il boss finale della serie.
È fortissimo, è carismatico, è mezzo matto e assomiglia a Michael Jackson.

Il primo incontro tra Tanjiro e Muzan avviene abbastanza presto, quando il protagonista lo riconosce tra la folla grazie al suo fiuto, ma il demone è accompagnato da quella che sembra essere sua moglie e una bambina, sua figlia.

Muzan ovviamente riconosce subito in Tanjiro un demon slayer e trasforma un passante in demone con una velocità tale da non essere notato da nessuno, sparendo poi nella folla.
Anche Tamiyo fu trasformata in demone da Muzan, ma riuscì a scacciare la sua presenza riacquistando l’intelletto, non prima di aver sterminato la propria famiglia.
Decise quindi di dedicare la propria vita alla vendetta e alla ricerca di una cura al morbo, chiedendo a Tanjiro un po’ di sangue della sorella e quello delle lune, i 12 demoni più forti dell’esercito di Muzan, divisi appunto in 6 lower moon e 6 upper moon, a seconda della loro potenza.

Demon Slayer anime

Eh, l’anime di Kimetsu no Yaiba.
Il più grosso difetto di Demon slayer è l’anime di Demon slayer.

Non mi ammazzate, vi spiego.

Le basi, anche qui:

  • character design: Akira Matsushima – tra i suoi lavori abbiamo il chara di Rave e la direzione di Tales of Zestiria.
  • Regista: Haruo Sotozaki: anche lui reduce dall’esperienza di Zestiria, ha diretto anche l’animazione di Shin Hokuto no Ken.

Tutto ciò sotto Ufo Table che direi non ha bisogno di presentazione, basta andare al cinema e prendere posto per vedersi la trilogia di Fate/Stay Night: Heaven’s Feel.
Roba loro.

Riprendiamo la strana frase “il più grosso difetto di Demon slayer è l’anime di Demon slayer”.
È tutto il contrario di ciò che può sembrare.
Ufo Table ha fatto un lavoro tale sull’anime che è difficile poi spostarsi sul manga se siete partite da lì.

Personalmente amo alla follia la marcatura netta dei tratti dati all’anime, ma mi rendo conto che sono gusti.
La resa grafica delle tecniche è invece qualcosa di spaziale, posso azzardare anche un “obiettivamente”.

Quell’effetto disegnato stile pergamena ogni volta che qualcuno usa una tecnica speciale rende Demon slayer unico.

Per il resto può sembrare un normalissimo shonen come ce ne sono tanti, ma se questo prodotto è riuscito a raggiungere in vendite una cosa come One piece, senza neanche avere i suoi 10 anni di pubblicazione, un motivo ci sarà.
Sì, di motivi ce ne sono molteplici.

  • La spinta arrivata dall’anime

Beh, pure io sono una di quelle persone che lo ha scoperto e apprezzato grazie all’anime.

  • La maturità dell’opera.

No, non è un altro Akame ga Kill (altra opera che adoro).
Kimetsu no Yaiba non ha violenza sprecata e il tema della morte è ricorrente, approfondito e mai banalizzato.
Presenta scene di cattiveria gratuita quando deve, ma è evidente che ogni nemico ha una sua storia, un suo passato e un suo background ed è una cosa che l’anime ti fa quasi “pesare”.

  • L’assenza di fanservice

Non ci sono mutande svolazzanti, toccamenti di sedere, “riprese ammiccanti”. Ci sono delle gag e fanno ridere, ma non si cade MAI nella banalità. I *patpat* di Nezuko, anzi, provocano tenerezza a causa della sua situazione e sono una conseguenza della sua lotta per mantenere l’umanità che Tanjiro lotta così disperatamente per proteggere.

Ma poi con un opening così, cosa gli vuoi dire?

Demon Slayer sub ita

Demon Slayer sub ita è facilmente reperibile su VVVID, lo streaming legale e gratuito di Dynit, dove potete anche trovarlo doppiato in italiano.

Il cast del doppiaggio italiano è ottimo: abbiamo Renato Novara nel ruolo di Tanjiro (Ted in How i met your mother e attuale doppiatore di Rufy in One Piece) e Moneta nel ruolo di Muzan.

Non sono della scuola “lingua originale a ogni costo” per quanto riguarda serie tv e cartoni occidentali; riesco a godermi bene o male tutto anche in italiano, ma tendo comunque a guardare le cose in lingua originale, appunto.

Per quanto riguarda gli anime sono un po’ più puntiglioso. Demon Slayer sub ita, assolutamente, ma il cast merita una possibilità.

Demon Slayer mugen train

L’arco narrativo del treno (Demon slayer: Mugen train) non farà parte del normale anime, ma riceverà un movie in prossima uscita.

Mugen Train è un punto di svolta abbastanza importante per l’opera: Tanjiro si avvicina sempre di più al suo vero stile e verranno presentate ufficialmente queste beneamate upper moon tanto citate.

Demon Slayer recensione e varie (contiene spoiler)

Cosa ne penso di Demon slayer alla fine?
Sì, l’ho parecchio incensato in queste righe, ma attenzione, non sto dicendo sia il manga definitivo.

Come ogni shonen (tranne Eyeshield 21 che è PERFETTO! *urlo da fanboy che non ammette repliche*) ha degli alti e bassi.

Abbiamo visto come la spinta dell’anime abbia fatto decollare all’inverosimile un’opera sconosciuta di una mangaka sconosciuta su cui nessuno avrebbe puntato uno spicciolo.
Si parla di una corsa forsennata alle ristampe perché la roba sugli scaffali è sostanzialmente sparita nel vuoto.

Detto questo è un errore valutare l’interezza dell’opera basandosi sulla prima stagione dell’anime, perché “il meglio deve ancora arrivare”.
Molti personaggi come Inosuke, Zenitsu e la maggior parte delle colonne, fino ad ora sono stati lasciati all’angolo solo come scusante per andare avanti con la storia, o peggio usati come “gag partners” per scenette più o meno comiche.

Tolto un rapido accenno a Giyu e Shinobu, si conosceranno i componenti dell’elite dei Demon Slayer solo da Mugen Train in poi, a partire appunto da Rengoku, la colonna protagonista dell’arco narrativo.
Tranquilli che nessuno verrà messo all’angolo.

Quindi cosa c’è che non va?
Beh, abbiamo visto come la maturità, il concetto di morte, lo spazio riservato ai nemici e la caratterizzazione differenzino un po’ Kimetsu no Yaiba dagli altri shonen.

Allora qual è il problema?
Che Kimetsu no Yaiba è uno shonen, e come tale si porta comunque dietro i problemi degli shonen.
Che Kimetsu no Yaiba è uno shonen corto, e come tale si porta comunque dietro i problemi degli shonen corti.

Un mondo espanso, ma che non è stato espanso.

Demon slayer sarebbe potuto diventare uno di quei manga da 100 e passa numeri.
Non ha un mondo inventato come Naruto e One Piece, è ambientato in Giappone e lì è rimasto geo localizzato, con una sola organizzazione di demoni (tolti i vari demonietti selvaggi in giro) e un’altra organizzazione che li contrasta.

Uno scontro uno contro uno insomma che, dando spazio a mini ambientazioni a seconda dell’arco narrativo, si riduce un po’ a una scalata di mono boss fino ad arrivare al boss finale

SSJ Tanjiro

Eh sì, siamo sempre qui.
Tanjiro, durante le sue battaglie, si ritroverà spesso alle strette, ma arriva il caposaldo degli shonen in suo aiuto “il power up improvviso”.
Più o meno goffamente giustificati, Kimetsu non manca assolutamente di svariati power up e salvataggi all’ultimo secondo che contraddistinguono da sempre questo beneamato genere.

L’acqua non funziona più? Eh, ma mio padre ballava col fuoco, pensa.
Beccati in faccia sto Dio del sole.

I kata (spoileroso)

Allora, questa cosa si nota soprattutto nelle fasi MOLTO avanzate del manga, quasi alla fine.
È una di quelle cose che magari non ci fai caso, ma una volta che ci hai fatto caso ti fa ridere.

Se prendiamo personaggi come Tanjiro, Zenitsu, Giyu, Uzui o Togiko, per dire, vediamo una sequenza godibile di tecniche, anche rese bene e che fanno svariate cose, questo perché usano tecniche elementali o comunque abbastanza particolari, come il suono o la nebbia.

Il dramma arriva con personaggi come Inosuke, Iguro o Himejima, ovvero tutti quelli che non fanno uso di tecniche elementali, ma vanno più sul danno fisico.
Sì, è tutto molto bello, hanno una svargata di kata, ma si capisce poco la differenza tra uno e l’altro.

Himejima, ad esempio, utilizza come arma una catena con una palla ferrata da un lato e una mannaia dall’altro.
Uno dei suoi kata dopo la respirazione della terra è dare una tarlata in testa a un nemico con quella.
Un altro dei suoi kata è dargli sempre una tarlata in testa con quella, ma con un nome diverso.

Il finale “rushato”

Demon slayer si sarebbe meritato, a mio avviso, un finale un po’ più emozionante.

La mega boss fight con Muzen è stata carina, ok, ma questo viaggio si sarebbe meritato un finale differente.
Non sto parlando di un finale ESAGERATAMENTE fatto in fretta e furia com’è capitato a Bleach, sia chiaro, ma non mi ha lasciato pienamente soddisfatto.

Beh, almeno i morti sono rimasti morti, i demoni sono scomparsi insieme a Muzan e il corpo dei Demon slayer è stato sciolto. Pace.

Tutto questo è probabilmente dovuto ai gravi problemi di salute di Kotouge, perché è vero che il mondo degli shonen si sta “accorciando”, ma gente, stiamo parlando di sessanta milioni di copie.

Demon slayer 2, magari? Un po’ ci spero, ma un po’ Boruto.

 

 

 

 

 

 

Ipah - Biografia

Jacopo Ambaglio
Aspetta, faccio la presentazione standard da recensore navigato. Cresciuto coi videogiochi che quando ho cominciato io proprio levati, si giocava a Pong coi sassi. L'abilità videoludica di Faker unita al senso critico di Matt Preston.

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