Pubblicato il 05/06/26 da Fedro

THE ADVENTURES OF ELLIOT: THE MILLENNIUM TALES – Impressioni sulla Prologue Demo

L'action adventure made in Square Enix è la sorpresa che non ci aspettavamo
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Da quando Octopath Traveler debuttò nel 2018, Square Enix ha investito con convinzione nell’HD-2D, uno stile grafico capace di fondere il fascino dei JRPG classici con tecnologie moderne. Negli anni abbiamo visto nascere produzioni di grande qualità come Triangle Strategy, Star Ocean The Second Story R, Live A Live e i remake della trilogia di Roto di Dragon Quest.Per questo motivo non ha stupito più di tanto l’annuncio di The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, nuova produzione del Team Asano, studio responsabile di Bravely Default, Octopath Traveler e Triangle Strategy.

Eppure, almeno inizialmente, il progetto non era riuscito a catturare la mia attenzione.

Quando venne mostrato per la prima volta durante l’estate del 2025, The Adventures of Elliot sembrava presentarsi come una sorta di reinterpretazione di Zelda: A Link to the Past in salsa Square Enix. Un action-adventure con visuale dall’alto apparentemente molto derivativo e privo di una forte identità propria. La prima demo passò quindi quasi inosservata per me. Pur trovando interessante l’idea di vedere il Team Asano alle prese con un RPG d’azione dopo anni di produzioni a turni o strategiche, non sentii particolare interesse nel provarla.

Le cose sono cambiate radicalmente con l’arrivo della Prologue Demo. Complice un pomeriggio libero e una certa curiosità, ho deciso di scaricare la demo su Switch 2. Dopo circa cinque ore di gioco, terminate con la possibilità di trasferire i salvataggi alla versione completa, mi sono ritrovato completamente conquistato dall’esperienza. Quella che sembrava una produzione interessante ma poco originale si è rivelata invece un’avventura sorprendentemente ricca, capace di distinguersi grazie a una narrativa intrigante e a un gameplay piuttosto coinvolgente.

Una storia che promette molto bene

Il protagonista è Elliot, un giovane avventuriero incaricato dal Re di Huther di esplorare alcune misteriose rovine appena scoperte. Accompagnato a distanza dalla principessa Heuria, che comunica con lui attraverso un orecchino magico, il ragazzo si imbatte ben presto in un antico portale capace di trasportarlo nel passato. Da quel momento prende il via una vicenda che ruota attorno ai viaggi temporali e al destino stesso del mondo di Philabieldia.

La premessa potrebbe sembrare familiare agli appassionati del genere, ma il modo in cui viene raccontata lascia intravedere ambizioni ben più grandi. Le prime ore suggeriscono infatti una struttura narrativa che potrebbe ricordare opere come Chrono Trigger, con le azioni compiute nel passato destinate ad avere conseguenze concrete sul presente. Anche la lore del mondo di gioco si dimostra sorprendentemente interessante. Tribù bestiali, antichi conflitti, magie protettive e numerosi documenti sparsi per l’ambientazione contribuiscono a creare un universo credibile e ricco di misteri.

A colpire è soprattutto la qualità della scrittura. I dialoghi risultano sintetici ma efficaci e riescono a caratterizzare bene personaggi e situazioni senza dilungarsi inutilmente.

Esplorazione al centro dell’esperienza

Sul fronte del gameplay emergono immediatamente influenze provenienti dalla serie Mana e soprattutto dai classici Zelda bidimensionali. Elliot non guadagna livelli né punti esperienza. La crescita del personaggio avviene attraverso l’esplorazione, che permette di trovare frammenti di vita necessari per aumentare la salute massima. Le varie aree visitabili sono dense di segreti, tesori e percorsi alternativi. Durante tutta la demo ho avvertito costantemente il desiderio di scoprire cosa si nascondesse dietro ogni caverna, ogni sentiero secondario o ogni edificio apparentemente irraggiungibile.

L’esplorazione rappresenta probabilmente l’aspetto che più mi ha convinto dell’intera esperienza. Il mondo di gioco riesce infatti a trasmettere un autentico senso di avventura, sensazione sempre più rara nel panorama contemporaneo.

Un combat system semplice ma efficace

Anche il sistema di combattimento convince pienamente.

Nel corso della demo è possibile utilizzare cinque diverse armi: spada, lancia, arco, bombe e boomerang. È possibile tenere equipaggiate due armi contemporaneamente, alternandole rapidamente durante gli scontri. Ogni strumento possiede caratteristiche specifiche e incentiva approcci differenti contro nemici e boss. Le battaglie risultano dinamiche, rapide e sufficientemente impegnative da richiedere attenzione, specialmente negli scontri più importanti. Importante sarà anche parare i colpi con lo scudo in dotazione al nostro eroe, alternandoli a fendenti o lanci di boomerang. A introdurre una componente strategica intervengono invece le Magiliti, particolari pietre che possono essere associate alle armi per conferire bonus passivi e modificatori di vario tipo.

Il risultato è un sistema immediato ma appagante, capace di mantenere alto il ritmo senza appesantire inutilmente l’esperienza.

Ritmo elevato e poche perdite di tempo

Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente riguarda il ritmo generale dell’avventura.

Il viaggio rapido è disponibile fin da subito e permette di spostarsi comodamente anche tra le varie epoche temporali visitate. Anche le missioni secondarie risultano ben integrate all’interno dell’esplorazione e non interrompono eccessivamente il flusso della progressione. Pur non distinguendosi per particolare originalità nelle loro meccaniche, sono valorizzate da un buon lavoro di scrittura e da cutscene completamente doppiate che contribuiscono a dare maggiore spessore ai personaggi secondari.

L’HD-2D continua a fare magie

Sul piano artistico il Team Asano conferma ancora una volta la propria straordinaria abilità.

L’HD-2D continua a rappresentare uno degli stili visivi più affascinanti degli ultimi anni, capace di unire nostalgia e modernità in modo quasi unico nel panorama videoludico. Ottimo anche il comparto sonoro. Le composizioni orchestrali di Yuto Moritani e Tomohiro Nakamachi accompagnano l’avventura con grande efficacia e contribuiscono a creare un’atmosfera coinvolgente. Alcuni brani, in particolare il tema principale, si sono già dimostrati sorprendentemente memorabili.

Una delle sorprese più promettenti del 2026

Dopo aver completato la Prologue Demo, The Adventures of Elliot: The Millennium Tales si è trasformato da titolo che osservavo con scetticismo a una delle uscite che attendo maggiormente.

Le somiglianze con alcuni classici Zelda sono evidenti, ma limitarsi a definirlo una semplice imitazione sarebbe profondamente ingeneroso. Nelle prime ore di gioco emerge infatti una personalità ben definita, sostenuta da una narrativa promettente, un’esplorazione estremamente gratificante e un gameplay capace di intrattenere senza mai rallentare. Naturalmente sarà necessario verificare se queste qualità verranno mantenute per l’intera durata dell’avventura, ma le premesse lasciate dalla demo sono decisamente incoraggianti. Se il gioco completo riuscirà a sviluppare adeguatamente il sistema di viaggi temporali e a mantenere elevato il livello della scrittura, potremmo trovarci davanti a una delle sorprese più interessanti del 2026.

Se voleste saperne di più, vi lascio un piccolo videino che ho realizzato a riguardo qui sotto.

Fedro - Biografia

Amante del panorama videoludico sin dalla tenera età, ama scriverne e narrarne le storie. È anche content creator e titolare del canale YouTube "TwoTimesNerd".

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