Ogni tanto capita di ritrovare qualcosa che non vedevamo da anni e accorgerci che, in fondo, è rimasto esattamente dov’era.
Per me Puzzle Bobble ha sempre il sapore delle vacanze estive; di quei bar vicino alla spiaggia dove entravi per cercare un po’ d’ombra e finivi per passare mezz’ora davanti a uno schermo senza nemmeno rendertene conto. Sono passati più di trent’anni dal debutto della serie, eppure bastano pochi minuti con Puzzle Bobble Everybubble! per capire perché quelle bolle continuino a esistere.
Non perché il gioco abbia rivoluzionato la formula, perché non ne ha mai avuto davvero bisogno.
Più grande e colorato
La scelta più intelligente fatta da Everybubble! è probabilmente quella di non inseguire la modernità a tutti i costi.
La formula resta quella di sempre, ma attorno alle meccaniche classiche Taito ha costruito un pacchetto sorprendentemente ricco: la modalità storia accompagna Bub e Bob attraverso decine di livelli con obiettivi differenti, la cooperativa fino a quattro giocatori aggiunge una dimensione nuova a una serie storicamente legata soprattutto alle sfide dirette, mentre la Torre Baron e le altre modalità secondarie offrono più di un motivo per continuare a giocare anche dopo i titoli di coda.
Persino il curioso incontro con Space Invaders, che sulla carta potrebbe sembrare una semplice stravaganza, riesce a trovare il proprio spazio senza risultare fuori posto.
Everybubble! non prova a reinventare Puzzle Bobble; si limita ad arricchirlo.
E, onestamente, era probabilmente la scelta migliore possibile.
Colori nuovi, ricordi vecchi
Visivamente Everybubble! è pulito, leggibile e funzionale; fa tutto quello che deve fare e lo fa bene.
Eppure, per chi ha passato anni davanti ai vecchi capitoli della serie, è difficile ignorare una sensazione. La direzione artistica moderna rende il gioco più accessibile e più piacevole da leggere sugli schermi attuali, ma lungo la strada sembra aver perso qualcosa di quella personalità che la vecchia pixel art riusciva ad avere quasi senza sforzo.
Non è una questione di qualità, né tantomeno di fedeltà all’originale.
È una questione di carattere.
Gli sprite degli episodi storici appartenevano a un’epoca precisa e ne portavano addosso tutti i colori, le stranezze e le imperfezioni; Everybubble! appartiene al presente e lo si vede immediatamente, anche se ogni tanto lascia la sensazione che qualche granello di quella magia sia rimasto indietro.
Ancora una partita
La vera forza di Puzzle Bobble Everybubble!, però, resta esattamente la stessa di trent’anni fa.
La sua è una formula che continua a funzionare perché riesce a trovare un equilibrio rarissimo tra immediatezza e profondità: chiunque può comprenderne le regole nel giro di pochi secondi, ma smettere di giocare è un’altra storia.
Una bolla lanciata male può compromettere una partita perfetta; un rimbalzo impossibile può ribaltare una situazione che sembrava ormai persa. E così, tra un tentativo e l’altro, ci si ritrova ancora oggi a ripetere la stessa frase che accompagnava i vecchi cabinati.
“Ancora una partita.”
È probabilmente il complimento più grande che si possa fare a Puzzle Bobble.
Dopo tutti questi anni riesce ancora a provocare esattamente la stessa reazione.
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