Pubblicato il 06/03/19 da Luca Mandara

Days Gone – Anteprima

In moto verso la fine del mondo

Days Gone è uno di quei titoli che vengono annunciati ed il pubblico reagisce immediatamente di pancia, alcuni in modo positivo, altri in negativo. Poi passa il tempo. Esce questo remake, quest’altro sequel, titoli importanti che portano via l’attenzione, che già di suo tende a scarseggiare in un era ormai satura di prodotti bene o male tutti uguali, ma allo stesso tempo tutti diversi tra loro.
E questa sorte è toccata anche a Days Gone.
Infatti, ad essere sincero, quando mi è stato proposto di andare all’anteprima di questo titolo la mia reazione è stata “ah già! Days Gone… chi se lo ricordava”.
Poi mi sono ricordato che quando lo presentarono mi aveva anche attirato, è il classico action che al sottoscritto potrebbe piacere: nemici di tipologie diverse, tattiche personalizzabili per affrontare le varie situazioni e, soprattutto, un possibile approccio stealth allo scontro. Tutti elementi di base positivi. Poi ci sono gli zombie- mi correggo, i “Freakers”, il cui nome ricorda, forse un po’ troppo, i nemici di un’altra esclusiva Sony in uscita speriamo a breve, ma ok. E poi c’è la moto. Il protagonista è un biker, rude e crudo, in sella alla sua moto, in un setting post-apocalittico open world, nel quale dovremo imparare a sopravvivere ad ogni singola cosa che sarà la per ucciderci o farci passare dei brutti quarti d’ora.

La moto sarà un elemento fondamentale del gioco.

Ottimo. Proviamolo allora.
Sony Italia ci invita in questa cornice alle porte di Milano, un bellissimo cascinale, sede di un artista che ha pensato bene di lasciare appena lo spazio per andare da una stanza all’altra, tante sono le sue stranissime, quanto affascinanti, opere d’arte.
Perfetto, già arrivare li è stata un’avventura e il mood della sopravvivenza ha bucato la quarta parete.
A questo punto, dopo le presentazioni del gioco e del Creative Director, John Garvin, invitato per l’occasione ( trovate la nostra intervista qui), ci siamo messi finalmente a provare la nuovissima esclusiva Sony PlayStation 4: Days Gone, in uscita il 26 Aprile.
Dopo l’introduzione che mostra un’attenta e davvero ben realizzata caratterizzazione dei personaggi, che “recitano” davvero bene (animazioni facciali dei protagonisti davvero di altissimo livello), veniamo calati subito nell’azione. La storia è quella classica del genere: un epidemia, non è chiaro di che tipo, ha devastato il mondo facendo crollare la civiltà. Adesso la vita è improntata sulla sopravvivenza dalle orde di Freakers (che, a seconda del territorio, avranno comportamenti e tattiche diverse), ma anche dall’uomo, sempre pronto a schiacciare il prossimo per il proprio tornaconto personale.
In questo contesto noi vestiremo i panni di Deacon St. John, biker e cacciatore di taglie che, assieme all’amico Boozer (vecchio compagno di scorribande, entrambi facevano parte dello stesso club motociclistico), si farà strada nelle inospitali terre del nord-ovest Pacifico.
Sei sono le regioni principali che compongono questo open world; quelle che abbiamo provato noi sono le prime ore di gioco, ambientate nella zona forestale.

I paesaggi montani del nord-ovest degli Stati Uniti sono riprodotti con grande cura.

Abbiamo visto Freakers solitari spuntare fuori dai loro putridi nidi, nascosti nei tunnel abbandonati. Abbiamo visto uomini tradire, come al solito, altri uomini, solo per fare una meritata, orrenda fine. Abbiamo visto piccole orde correre dietro a Boozer mentre faceva un gran baccano in sella alla sua moto, per darci la possibilità di infiltrarci in un officina e recuperare pezzi di ricambio.
Abbiamo anche visto degli esseri (non è chiaro dall’anteprima se fossero Freakers o umani in fase di traformazione), più che senzienti, ma decisamente non tanto “normali”. Insomma le ispirazioni post-apocalittiche ci sono tutte e vengono da molte opere influenti del genere, dai classici di George Romero a Mad Max, passando per World War Z e The Walking Dead; Sembrano ben amalgamate, in quella che sembra proprio essere un’avventura action ricca di una trama, che potrebbe regalare piacevoli sorprese, aspetto che, personalmente, non speravo di trovare, ma accolgo con gioia.

Il più pericoloso dei mostri: l’uomo.

Purtroppo ci sono anche le note negative. È pur vero che quella che abbiamo provato è una versione del gioco ancora da “ripulire”, come ci è stato detto dallo stesso John Garvin in fase di presentazione. È pur vero che ormai la famosa “patch day one” è un must per ogni titolo videoludico di un certo calibro. Però all’uscita non manca molto e i problemi riscontrati non erano proprio delle piccolezze. A parte i classici lievi cali di framerate (dovuti forse anche ad un surriscaldamento delle console, chiuse in casse di legno per motivi scenografici, scelta che sicuramente non aiutava l’hardware Sony), ci siamo ritrovati davanti ad un problema di input lag molto marcato, prima sui controlli della moto (che risulta abbastanza inguidabile) e poi del mirino.
Per farla breve, la sensazione era che il gioco si accorgesse del nostro movimento in ritardo e che lo “strascicasse” fin troppo oltre il rilascio del pulsante da parte nostra. Come se l’input avesse una eco, oltre che un lag iniziale.
Voglio però dare fiducia a Bend Studio e sono sicuro che questi problemi non saranno presenti nella versione finale del gioco, che, per tutto il resto, si presenta davvero accattivante e promette diverse ore di intrattenimento e di sfida.
L’appuntamento direi che è quindi alla recensione di Days Gone, disponibile, in esclusiva su PlayStation 4, a partire dal 26 Aprile.

Vi ricordo che trovate ulteriori informazioni sull’evento e sull’intervista a John Garvin con un semplice clic qui.

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