Pubblicato il 18/11/20 da Barbarossa

Watch Dogs: Legion

1984 sì, ma nel 2020
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Watch Dogs: Legion, un passo avanti nel futuro

A quattro anni dall’uscita di Watch Dogs 2, Ubisoft riporta sugli scudi un franchise che è sempre stato al centro di grosse polemiche dal fronte gameplay e per via delle carenze tecniche. Se nel primo capitolo, infatti, il sistema di guida, la sezione stealth e la rigiocabilità del titolo vennero incriminati come punti deboli del gioco, Watch Dogs 2 non riuscì veramente a compiere un passo in avanti in tal senso, reiterando purtroppo su errori un po’ banali e sicuramente evitabili con un secondo titolo della saga.

Watch Dogs: Legion è riuscito finalmente a compiere il tanto ricercato passo avanti nel futuro?

Ubisoft, pronto? Ha chiamato Orwell…

Gameplay e comparto tecnico – Uno, nessuno e centomila

Watch Dogs: Legion si vanta di avere come punto di forza il concetto di play as anyone (letteralmente “gioca come chiunque”). Questo concetto è estremamente affascinante a livello videoludico. Il giocatore non sarà infatti portato ad immedesimarsi in un singolo protagonista ma potrà vestire i panni di uno qualsiasi dei cittadini di Londra, dove si svolge la vicenda. Saremo infatti chiamati a riportare in vita il gruppo di hacker DedSec, incolpati dei bombardamenti che hanno devastato una Londra del prossimo futuro, rendendo quindi obbligatorio l’intervento di un gruppo di sicurezza esterno al governo ma con esso affiliato.

In Watch Dogs: Legion si parla sempre di data mining, virus, furti di identità, ma a questo giro potremo veramente essere uno, nessuno e centomila protagonisti, tutti insieme. L’intera popolazione di Londra è infatti creata proceduralmente per avere delle caratteristiche uniche che potranno essere utili allo scopo. Il sistema dei Punti Tecnologia è rimasto, ma è stato decisamente semplificato per praticità d’uso, dandoci la possibilità o di scegliere nuovi gadget da fornire ai nostri Agenti DedSec, oppure di migliorare la nostra incisività di hacker verso tutte le mestizie che i nostri nemici proveranno a tirarci addosso.

Hacker sì, ma si può andare anche meno per il sottile.

A differenza dei primi due capitoli, finalmente l’approccio stealth è completamente attuabile: sebbene infatti non ci sarà permesso di spostare i corpi dei nemici neutralizzati, potremo usare un sistema di mimetizzazione su di essi, rendendoli invisibili ad occhi indiscreti. Nonostante questo punto possa sembrare di poco conto, vi assicuro che la frustrazione provata nei titoli precedenti per l’assenza di questa possibilità è stata tantissima: Watch Dogs Legion riesce però a ridare dignità a questo stile di gameplay, che reputo fondamentale in un tipo di gioco come questo.

Watch Dogs: Legion prende molta ispirazione da altri titoli di casa Ubisoft, integrando nella sua progressione buone idee di altri giochi del passato. Da Assassin’s Creed Brotherhood, per esempio, eredita il concetto di evoluzione del gruppo attraverso l’espansione di quest’ultimo, anche se lo estremizza (in positivo) con l’introduzione del concetto di play as anyone spiegato in precedenza. Da FarCry 5, invece, attinge a piene mani per quanto concerne il sistema di progressione nel gioco. Londra, infatti, è divisa in 8 quartieri (Città di Londra, Camden, Westminster, Nine Elms, Lambeth, Southwark, Tower Hamlets e Islington&Hackney), che dovremo pian piano liberare dalla stretta della fazione nemica, Albion, grazie a diverse missioni di vario tipo. Qualcuno per caso ha detto Hope County?

Una scelta molto interessante da parte di Ubisoft è stata quella di permettere al giocatore di impostare la modalità Permadeath. Non pensavo che avrei mai visto una modalità del genere approdare su un gioco così di mass market, ma devo dire che ne sono contento. Questa modalità ci vedrà perdere completamente uno dei nostri Agenti nel caso venga ucciso durante la partita, non potendo così più utilizzare le sue abilità. Devo ammettere che con questa modalità attiva, Watch Dogs: Legion guadagna un bel po’ di pepe in più, rendendo l’esperienza più competitiva e sicuramente divertente.

Il sistema di guida delle moto è quello che mi disturba di meno.

Watch Dogs: Legion – Finalmente in vetta

In definitiva, Watch Dogs Legion è riuscito finalmente a raggiungere la vetta del franchise, riuscendo, con questa iterazione, ad offrire un gioco completo e divertente, con anche parecchi spunti di approfondimento sia nel gameplay che nel lato narrativo. Grazie alla proceduralità e alla variabilità data dall’avere a disposizione qualunque abitante di Londra per poter giocare, Watch Dogs: Legion riuscirà sicuramente a regalarvi parecchie ore di intrattenimento.

Se siete amanti del cyberpunk, di Orwell e di un gameplay con qualche sfumatura alla Assassin’s Creed, non potete assolutamente perderlo. Per tutti gli altri, questo è veramente il titolo da cui partire se volete vedere il punto più alto che abbia mai raggiunto questo franchise.

See you, Game Cowboys!

  • Profondità nel gameplay
  • Play as anyone
  • Londra riprodotta alla perfezione

 

  • Ottimizzazione su PC da migliorare

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.