Pubblicato il 13/10/21 da Luca Dedei

String Rush – Recensione

Il progetto di un one-man-army italiano.
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La messa in campo di uno sviluppatore indipendente italiano, così si presenta String Rush, un gioco interamente programmato e sviluppato da Francesco Generali, fresco di laurea alla TheSign Comics & Arts Academy di Firenze.

String Rush – Input e robottini

Senza troppi giri di parole String Rush si presenza come un leggero puzzle-game dove l’obbiettivo è subito chiaro: portare un robottino dall’inizio alla fine del livello, evitando gli ostacoli. La peculiarità si trova nel metodo di risoluzione della sfida, infatti non potremo comandare direttamente il robot, ma dovremo imporgli degli input di movimento tramite stringhe di comando, i quali permetteranno di al robottino di muoversi in avanti e indietro, di accovacciarsi o di saltare.

I comandi di conseguenza sono molto semplici, WASD o le freccette per dare i rispettivi input, Q e E per muovere il puntatore nella stringa e Backspace per cancellare la parte della stringa selezionata, i due tasti Shift per dare un veloce sguardo in giro in caso dei livelli più lunghi e infine Invio per confermare e vedere il Robottino correre verso l’uscita (o la sua fine). Il gioco ci permetterà di avere un massimo di 3 stringhe da 15 input ciascuna, una volta esauriti i tentativi oppure incrociando il nostro cammino con i diversi tipi di ostacoli arriveremo ovviamente incontro ad un game over e dovremo riprovare il livello. Una volta terminato il livello, verremo notificati della quantità di stringhe e di input usate e scopriremo che sarà possibile aumentare il livello di sfida cercando di completare il segmento con il minor numero di input possibile (scelta molto carina inoltre la possibilità di vedere effettivamente quanti siano gli input consigliati da eseguire per adempiere ottenere questi “premi”).

Completare tutti i livelli con il minor numero di stringhe vi porterà ad una ricompensa carina e personalmente apprezzata.

Esteticamente, tramite le librerie di Unity, String Rush non si mostra né bello, né brutto. Una “scelta” estetica portata dalle evidenti limitazioni durante lo sviluppo che però non dà così tanto fastidio una volta presa l’abitudine e soprattutto mentre ci si concentra nella risoluzione dei livelli, dove effettivamente fa il suo lavoro, mostrando quali sono e dove sono gli ostacoli e in certi casi nascondendoli agli sguardi meno attenti, aumentando la difficoltà però senza dare troppa frustrazione.

Come detto precedentemente però, la sua natura da Solo-Project si nota alquanto. Il movimento è piuttosto strano, non capiremo bene (per via della mancanza di una griglia o di qualche segnale visivo) quanto effettivamente il personaggio si muove una volta ordinati i suoi passi, soprattutto quando scopriremo che i salti copriranno una distanza maggiore (meccanica a quanto pare voluta  dato che molti livelli richiederanno l’uso di questo bunny hopping per la sfida degli input minimi), portandoci così a dover fare dei primi tentativi di prova solo per capire quanto si può percorrere prima di un ostacolo, e doverci scrivere da qualche parte gli input corretti oppure facendo uno screenshot (cosa che persino il gioco ci consiglia, quando è molto più pratico avere un log dei precedenti input mostrabile a schermo), risultando in un leggero fastidio se aggiungiamo anche il fattore lentezza, che con il proseguire di diversi tentativi può diventare tedioso, senza la possibilità di accelerare temporaneamente i movimenti.

String Rush – Conclusione

String Rush sicuramente mostra del buon potenziale come leggero passatempo.

Nonostante dei leggeri problemi, String Rush risulta essere un apprezzabile piccolo momento di svago, per il poco tempo che richiede, (l’ho finito al 100% nel giro di un’oretta) ed è sicuramente un buon modo per passare una serata, con i suoi 26 enigmi ben strutturati, anche grazie al suo modestissimo prezzo di circa 1,59€ e con le possibilità aperte per aggiornamenti e l’inserimento di altri contenuti, sperando magari in una compatibilità al controller e ad molti livelli aggiuntivi.

E per favore aggiungi la possibilità di confermare degli input con la Barra Spaziatrice.

  • Un buon passatempo
  • Buoni Enigmi

 

  • Può risultare lento
  • Abbastanza raffazzonato visivamente

Kimer - Biografia

Un semplice Nessuno, videogiocatore di periferia. Nato durante la Bizarre Summer e cresciuto nella provincia di Milano in una relazione praticamente simbiotica con i videogiochi.