Pubblicato il 02/04/24 da Antonio Rodofile

South Park Snow Day – Recensione

Abbiamo provato South Park Snow Day, ultimo capitolo della serie realizzata da South Park Digital Studios, Question e distribuita da THQ Nordic
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In quanto fan di lunga data della serie creata da Trey Parker e Matt Stone, ho approcciato South Park Snow Day con le stesse aspettative con le quali ho affrontato i precedenti South Park: The Stick of Truth (sviluppato da Obsidian Entertainemente) e South Park: The Fractured But Whole (sviluppato da Ubisoft). Proprio per questo motivo, probabilmente, la delusione per l’ultima trasposizione videoludica dell’amata serie di animazione è stata così pesante. Ed è proprio per questo motivo che, nel recensire questo nuovo titolo sviluppato da South Park Digital Studios e Question, e distribuito da THQ Nordic eviterò i paragoni con i GDR usciti negli ultimi anni.

Palle di neve

South Park Snow Day, a differenza dei precedenti titoli, stravolge il genere e abbandona il GDR in favore di un action ripetitivo e poco ispirato. La componente action, in realtà, riesce a regalare alcune soddisfazioni a livello di gameplay che diventa molto più frenetico e dinamico rispetto alle precedenti opere, ma è davvero troppo abbozzata per lasciare qualcosa al giocatore.

Nel corso della nostra avventura, infatti, ci troveremo ad esplorare cinque differenti capitoli di storia che sono gestiti come dei veri e propri livelli a sé stanti. Ci basterà, infatti, selezionare la missione dal campo base ed entrare in un portale che ci porta nell’area di gioco. Qui ci troveremo ad affrontare diversi scontri con i nemici che si posizionano in campi di battaglia improvvisati. Dopo aver sbaragliato tutti i nemici, arriviamo ad una boss fight che, una volta terminata, ci riporta al campo base.

Questa è la prima nota negativa di South Park Snow Day. Se, infatti, l’idea di creare degli scontri in tempo reale e delle boss fight è interessante e la gestione dei campi di battaglia offre alcuni spunti validi, il gameplay che ne risulta è fin troppo ripetitivo. Ci troviamo, infatti, a vagare per scenari piuttosto anonimi (parleremo a breve delle scelte artistiche), nei quali troveremo avversari non troppo variegati che dovremo sconfiggere con l’aiuto dei nostri compagni di squadra.

Anche le boss fight non si distinguono per spessore ed epicità. Tutti i nemici presenti alla fine dei capitoli hanno dei set di attacchi piuttosto leggibili e, con l’aiuto dei nostri compagni, diventano piuttosto semplici da sconfiggere. Inoltre, per superare le sfide possiamo contare sia sull’aiuto di tre compagni gestiti dalla cpu, sia di tre alleati umani che rendono questi scontri ancora più facili.

A questo, aggiungiamo che per completare i cinque capitoli di storia principale sono sufficienti quattro o cinque ore di gioco. A causa della struttura ripetitiva del titolo, anche se è presente una funzione che ci permette di rigiocare i livelli e qualche modalità alternativa come quella di Henrietta che ci sfida in una serie di ondate nemiche, non c’è un reale motivo per continuare a giocare a South Park Snow Day dopo il completamento della storia principale.

L’unione fa la forza

Una delle novità più importanti di questo South Park Snow Day è la struttura always online che ci permette di sfruttare il multiplayer per affrontare i capitoli con l’aiuto dei nostri amici. Sulla carta, questa scelta è interessante e rende il gameplay più variegato.

Tuttavia, complice un livello di sfida non particolarmente elevato, giocare in cooperativa non offre particolari soddisfazioni. Anche in modalità “hard”, completare le missioni con un team di giocatori umani risulta piuttosto semplice ed è possibile portare anche personaggi di livello uno o due fino all’ultima quest.

In questo caso, in realtà, i nostri personaggi si troveranno a morire piuttosto facilmente soprattutto nelle fasi più concitate, ma con un pizzico di strategia si riesce comunque a sopravvivere fino alla fine e a rendersi utili per la squadra. Inoltre, giocare con alleati umani ci consente di ottenere molte più carte potenziamento a inizio battaglia, cosa che bilancia parecchio la difficoltà di gioco.

Infatti, se quando giochiamo con i bot possiamo selezionare delle carte solo per il nostro personaggio (due a inizio battaglia e alcune sparse durante le varie fasi del livello), giocando in multiplayer abbiamo due carte per personaggio, per un totale di otto a inizio quest. Ovviamente, queste carte si potenziano e aumentano nel corso della missione portandoci a fine scontro con 4 personaggi piuttosto forti. Il risultato è che ci sbarazziamo senza alcuna fatica di chiunque abbia la sfortuna di incrociare il nostro cammino.

South Park sotto la neve

L’altra novità principale apportata da South Park Snow Day è quella grafica. Anche in questo caso, però, il cambiamento è riuscito a metà. Il titolo, infatti, cambia prospettiva e passa ad un comparto visivo sviluppato in 3D, abbandonando quindi il classico 2D iconico della serie. Calata nel contesto di un gioco action e frenetico, la scelta risulta comprensibile e funziona, ma non del tutto.

Se, infatti, da un punto di vista visivo il gioco ha qualcosa di positivo, il tutto viene perso nell’anonimato di una città che è interamente coperta di neve. Ci troviamo, dunque, a percorrere stradine totalmente imbiancate nelle quali combatteremo nemici che si nasconderanno sopra furgoncini pieni di neve o dentro blocchi di ghiaccio. Tutto questo bianco non fa altro che dare vita ad una città priva di anima.

Non solo, infatti, non possiamo esplorare South Park liberamente come accadeva nei titoli precedenti, ma è quasi come se non fossimo nemmeno a South Park. Passiamo davanti a due o tre dei luoghi iconici della cittadina (scuola, negozio di Jimbo e Ned e la chiesa) e quasi non ce ne rendiamo conto. Gli ambienti sono talmente anonimi che potrebbe essere una qualsiasi scuola o una qualsiasi chiesa.

Chiusi per neve

Terminiamo questa recensione con quella che è probabilmente la più grande delusione del gioco: il comparto narrativo. South Park si è sempre distinto per il suo humor brillante e sopra le righe, cosa che in questo South Park Snow Day sembra perdersi progressivamente. Se l’intro centra in pieno i canoni della comicità portata sullo schermo da Trey Parker e Matt Stone, avanzando nella nostra avventura questa sensazione andrà scemando sempre più, fino a spegnersi del tutto.

Il tono del gioco, inizialmente acceso e frizzante, sembra perdersi capitolo dopo capitolo, fino a raggiungere un finale quasi totalmente anonimo. Con questo non ci riferiamo soltanto alle battute politicamente scorrette o alle situazioni al limite, in South Park Snow Day sembra esserci proprio un cortocircuito narrativo piuttosto ingombrante.

L’esempio più fastidioso è proprio nel colpo di scena clou del gioco che, però, descriveremo senza rivelare i nomi dei personaggi coinvolti, così da evitare il più possibile gli spoiler. Tuttavia, se volete evitare in ogni modo di conoscere dettagli di trama, vi consigliamo di saltare le prossime righe.

Al quarto capitolo della nostra avventura, con uno schema che si ripete allo stesso identico modo per i primi tre capitoli, scopriamo che quello che credevamo il nostro nemico, in realtà, è soltanto una pedina di un piano più grande. Questo piano, tuttavia, coinvolge un personaggio insospettabile che, per tutto il gioco, ci ha aiutato a migliorare il nostro “new kid”.

Tuttavia, nel momento in cui scopriamo questo colpo di scena, con una logica che non ha alcun senso, invece di smettere di consegnare materiali a questo personaggio (gli stessi materiali che utilizzerà per controllare il suo esercito), continueremo a portarglieli come nulla fosse e a sbloccare potenziamenti. Si tratta forse di una piccolezza, che però rompe ogni possibile sospensione dell’incredulità e ci taglia fuori definitivamente da una narrazione spenta e prevedibile che non ha davvero nulla da dire.

Conclusione

Purtroppo, South Park Snow Day non è un buon gioco. Se Obsidian Entertainement e Ubisoft hanno dimostrato di essere in grado di realizzare ottimi titoli, sfortunatamente non è il caso di THQ Nordic e South Park Digital Studios. La narrazione è spenta e prevedibile, la durata del gioco è irrisoria e i contenuti sono ripetitivi e poco stimolanti. A questi, aggiungiamo una scarsa personalizzazione dei nostri alter ego, un comparto artistico anonimo e pochissime armi a disposizione. Le cose che si salvano in questo titolo sono davvero poche e si limitano alla componente multiplayer che, se giocata con amici, può rivelarsi divertente e a una grafica 3D che, al netto di gravi mancanze dal punto di vista artistico, offre un interessante cambio di prospettiva. Ripeto ancora una volta che, da fan di lunga data, non posso che sperare che questo inciampo si dimostri utile nella realizzazione dei prossimi capitoli di una serie iconica come South Park.

  • Multiplayer che può rivelarsi divertente, se giocato con amici
  • Stile grafico 3D carino

 

  • Comparto narrativo spento
  • Troppo ripetitivo
  • Poca varietà di equipaggiamento

Antonio Rodofile - Biografia

Sono nato col pad in una mano e la penna nell'altra. Trent'anni dopo, scrivo con la tastiera.

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