Pubblicato il 10/05/16 da Francesco Zani

The Daughters of Verona – Attori abbandonati a loro stessi

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The Daughters of Verona è un gioco di ruolo e di improvvisazione teatrale di Wilhelm Person, la penna di The Academy, un altro gioco piuttosto interessante passato sulle nostre pagine non molto tempo fa. The Daughters of Verona è stato ideato per la prima volta durante il Game Chef 2011 e l’anno successivo si è aggiunto, senza fare troppo rumore, alla già prestigiosa lista di giochi nati tramite il concorso ed in seguito pubblicati come prodotti completi. Prestigiosa, s’intende, per la grande qualità dei prodotti che fino ad ora hanno percorso questa strada, più che per il nome del concorso in sé. Per scoprire se The Daughters of Verona è davvero in grado di misurarsi con i suoi predecessori dovrete leggere oltre. Pronti? Si va in scena.

Tutto comincia con una provocazione rivolta in tono canzonatorio nella vostra direzione: “Siete attori. Ve la potete gestire, lo fate sempre” ed è in questa affermazione che si annida il vero spirito di The Daughters of Verona, un gioco che vi mette nei panni di attori incaricati di mettere in piedi un vero e proprio spettacolo e dei loro personaggi. Il bardo, che potremmo ricondurre alla figura del regista e al tempo stesso dell’autore del gioco, se n’è andato, abbandonandovi a voi stessi appena prima che il sipario si apra, per andare a “trovare” la sua dama. Si è fermato giusto il tempo necessario a ricordarvi chi sono i personaggi fondamentali per la storia e quali sono le loro relazioni, per il resto dovrete sbrigarvela da soli. Il pubblico è già in sala. So long and thanks for all the fish.

Il Bardo è andato a trovare la sua dama...
Il Bardo è andato a trovare la sua dama…

Con una manciata di carte e poche direzioni dovrete creare una commedia dai toni shakespeariani, matrimoni, malintesi e intrighi amorosi compresi. O meglio, qui si tratta di una commedia (non) scritta dal grande drammaturgo inglese, che “interpreterete” in modo personalissimo mettendovi nei panni dei poveracci che devono portarla sul palcoscenico. Lo scenario introduttivo, una commedia in cinque atti intitolata “Le Figlie di Verona”, è una matassa particolarmente ingarbugliata a base di mercanti, giovani donzelle promesse in matrimonio a conti poco appetibili, bellocci pieni di debiti e agenti pronti a fargli la pellaccia.

I personaggi, suddivisi in quattro categorie, sono distribuiti in maniera casuale tra i giocatori. Attraverso un simpatico sistema di disposizione delle carte scena scoprirete quali saranno i temi delle scene future e alcuni dei luoghi in cui potrete ambientarle. A turno uno di voi imposterà la scena sulla base delle carte disponibili e salirà sul palcoscenico sotto le spoglie di uno dei suoi personaggi. Gli altri attori gli faranno seguito fino alla conclusione della scena. Le scene saranno raccolte in Atti, che delineano l’arco narrativo centrale della storia e ricalcano fedelmente la struttura della commedia shakespeariana, rendendo omaggio con citazioni e personaggi, oltre che con un intreccio assolutamente godibile.

I personaggi shakespeariani prendono vita sul vostro tavolo
I personaggi shakespeariani prendono vita sul vostro tavolo.

Il fulcro centrale del gioco sta nelle modalità secondo cui la storia viene raccontata, più che in ciò che accade: sta nelle “verità” suggerite all’inizio del manuale, che vi spingeranno verso l’estetica descritta, e nelle piccole meccaniche che costruiscono le vostre interazioni più come attori che come personaggi. Dovrete stare attenti alle vostre parole in scena, e descrivere le vostre azioni tramite la voce dei personaggi. Vi verrà chiesto di prestare attenzione a come entrate e uscite dalla scena e a quale personaggio deciderete di interpretare in ogni momento giostrandovi tra i vostri ruoli. Vi verranno concessi anche strumenti per rompere la quarta parete tra gli attori e il pubblico, per effettuare soliloqui durante le scene e per ottenere suggerimenti sulle prossime battute dai vostri compagni attori. È in questo stile che il gioco brilla davvero: se saprete mantenere il ritmo e mettervi in gioco sia come raccontastorie, sia come veri interpreti di un’opera, allora il gioco non potrà deludervi e, come nella nostra prova, saprà donarvi una buona dose di risate e divertimento genuino.

Il gioco, soprattutto al pubblico italiano, ricorderà molto da vicino On Stage, che è parte della nostra storia ludica e ha certamente tratti in comune con The Daughters of Verona. I due giochi condividono questo slancio al teatro con modalità e obiettivi molto simili. Se, però, On Stage presenta diversi elementi che potremmo attribuire a retaggio del periodo in cui è stato concepito e pubblicato, quale ad esempio il sistema di caratteristiche e oggetti, The Daughters of Verona mette da parte tutto questo per concentrarsi sul gioco dell’attore e sullo scambio di battute e voci peculiari. Se avete apprezzato On Stage come il sottoscritto, insomma, potrete sicuramente apprezzare e trovare in The Daughters of Verona idee originali da esplorare, se invece non vi era piaciuto potreste scoprirvi comunque interessati a questo gioco proprio in luce del suo approccio originale.

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The Daughters of Verona offre tutti i materiali necessari per garantire la giusta rigiocabilità, ma non si spreca in molte parole nell’approfondimento di come riconfigurare la struttura dell’”opera”: certo, cambieranno i luoghi, le scene e i protagonisti e potrete sempre ispirarvi ad una nuova opera di Shakespeare ma avrei probabilmente preferito vedere più cura in questa sezione. Le categorie dei personaggi, utilizzate perlopiù nella creazione di nuovi scenari, sono probabilmente lo strumento meno efficace dell’intero manuale sia a causa della spiegazione poco sviluppata, sia perché sono a malapena utilizzate.

The Daughters of Verona è racchiuso in un manuale di 16 pagine, prive di illustrazioni, e una settantina di carte. Il regolamento è chiaro e fa il suo lavoro, portando gli esempi necessari e descrivendo in maniera chiara le modalità di gioco. L’atmosfera che si crea al tavolo è un caotico rincorrersi di battute che ricordano molto da vicino le atmosfere da party game, seppure con la profondità di un gioco di narrazione.

Forse The Daughters of Verona non è il prodotto perfetto, qualche illustrazione ad arricchire l’immaginario e qualche pagina in più sui dettagli del sistema non avrebbero guastato, ma tutto sommato è un ottimo gioco che saprà sicuramente intrattenere per dei bei pomeriggi in compagnia. Il prezzo di 9,99 € per il pdf del gioco e delle carte pare equo: un’esperienza originale e divertente come quella di The Daughters of Verona è sicuramente una buona ragione.

Non vi basta? Se acquisterete entro fine maggio The Daughters of Verona seguendo questo link il gioco sarà scontato del 66% grazie a una gentile offerta dell’autore: insomma, un furto!

Un inchino per il grande drammaturgo... e uno per gli attori!
Un inchino per il grande drammaturgo… e uno per gli attori!

E quando lo spettacolo sarà concluso,
e gli amanti saranno finalmente sposati,
alzate le mani tenendole strette,
inchinatevi, e ricevete il meritato applauso

TATRO IN CASA

Perché sì:
Perché no:
  • Sistema leggero
  • Ricco di dinamiche interessanti

 

  • Alcune spiegazioni scarne
  • Impatto grafico poco esaltante

speaker4thedead - Biografia

Francesco Zani
Francesco Zani è l' uomo sbagliato nel posto giusto per antonomasia. Apprezza da sempre qualsiasi tipo di medium racconti o permetta di raccontare storie interessanti, cosa di cui i suoi studi universitari soffrono ripetutamente. Ogni tanto prova a creare uno storygame che qualcuno, nel mondo, abbia voglia di giocare... prima o poi... prima o poi...