UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe:Late[st]

Revisioni notturne

Pubblicato il 09/02/18 da Ruka
recensione

UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe:Late[st]

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Come già appurato in passato, i developer dagli occhi a mandorla proprio non ce la fanno a non rilasciare versioni riviste e migliorate dei propri titoli come produzioni a sé stanti: ciò si applica a diversi generi, ma è un concetto più vivo che mai quando si sborda nel mondo dei picchiaduro.
Quindi un po’ ce lo si aspettava che perfino la creatura dei French Bread si estendesse tanto nei contenuti, quanto nel suo già prolisso titolo, che per l’occasione assume il nuovo nominativo di UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe:Late[st] (UNIST d’ora in poi).
La new entry – ma nemmeno tanto, trattandosi di una revisione – nel panorama dei cosiddetti “anime fighters“, come prima cosa si prefigge l’obiettivo di colmare alcune lacune piuttosto gravi del suo predecessore che, ad esempio, mancava di un tutorial utile alla bisogna, penalizzando così il fattore accessibilità di un titolo tutto sommato più che discreto.
Tralasciando un comparto narrativo scialbo come pochi e abbastanza mal raccontato attraverso brevi intermezzi in stile visual novel, il vero fiore all’occhiello di UNIST è il suo contenuto: le modalità di gioco sono quelle che trovereste in un comune picchiaduro e spaziano dai più utili tutorial e training, passando per le consueta campagna da alternare a sessioni di arcade e sopravvivenza, finendo con il banco di prova ultimo rappresentato dal multigiocatore online.

Hyde torna più furioso che mai in UNIST.

Il perno centrale dei frenetici combattimenti di UNIST è sicuramente il sistema denominato GRD (abbreviazione di GRIND GRID) visualizzato come tanti piccoli rombi posti nella parte inferiore dello schermo: a seconda delle azioni intraprese si riempiranno o svuoteranno e una volta che l’indicatore circolare al centro avrà effettuato un giro completo (cosa che accade ogni 17 secondi), il giocatore con più barra riceverà un aumento temporaneo dei danni inflitti o potrà decidere di sacrificare il GRD accumulato trasformandolo in EXS, la sempreverde moneta di scambio per le mosse più potenti, in gergo le Super.
In generale, il gioco premia un approccio offensivo per via della facilità con cui è possibile accorciare le distanze, potendo iniziare una combo da un po’ tutte le posizioni senza badare troppo alla precisione millimetrica richiesta da altri titoli del medesimo genere: con questo non voglio assolutamente insinuare che UNIST manchi di profondità, solo non aspettatevi di vedere molte situazioni in cui i contendenti si studiano aspettando che uno dei due sbagli (come in Street Fighter V) o di lavorare tantissimo su timing ed esecuzione, da sempre croce e delizia di chi mastica Guilty Gear.

Phonon è una graditissima aggiunta al roster.

UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe:Late[st] è quel che doveva essere in principio la sua versione antecedente: tanti buoni propositi concretizzati in una formula divertente e funzionale, che per questa revisione viene corredata dagli strumenti giusti per avvicinare il neofita e guidarlo nell’apprendimento di un genere ancora ostico per molti, sebbene release come Dragon Ball FighterZ puntino a fare lo stesso in modo forse migliore.
Le nuove aggiunte al roster (Phonon, Mika, Enkidu e Wagner) e una modalità storia tutto sommato godibile seppur non epocale, vanno ad ampliare la già generosa mole di contenuto offline che lascia l’amaro in bocca soltanto nel momento in cui si appura l’obsolescenza del comparto tecnico, rimasto praticamente invariato rispetto al passato: a sprite di buona fattura e a una colonna sonora orecchiabile, si affiancano fondali poveri di dettagli e un character design che alcuni potrebbero trovare fin troppo generico.
Per quanto riguarda il netcode nulla di particolare da segnalare, visto che funziona come dovrebbe; al contrario, i primi dubbi emergono riguardo la longevità del multigiocatore in rete, poiché lo status elitario del titolo finisce inevitabilmente per riversarsi sul numero di partecipanti, ristretto anche in questo caso a una sparuta nicchia di appassionati.
In ogni caso, se UNIEL è risultato essere un mezzo passo falso, UNIST costituisce le fondamenta per quella che, una volta limate le proprie imperfezioni, potrebbe divenire l’ennesima gemma nel vasto universo dei picchiaduro del Sol Levante.

Perché sì:
Perché no:
  • Tanto contenuto
  • Frenetico e accessibile
  • Roster ampliato
  • Netcode funzionale

 

  • Tecnicamente arretrato
  • Dubbia longevità del multiplayer online

Wagner

Meccaniche originali

Ruka - Biografia

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate ?