Tiny Metal

La guerra portatile

Pubblicato il 23/02/18 da Cathoderay
recensione

Tiny Metal

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Non sono mai stato un amante degli strategici a turni, ho sempre preferito RTS come Starcraft e Command & Conquer rispetto agli strategici con le “caselline” però, per qualche strano motivo, due serie di questo genere sono diventate dei miei personali guilty pleasure: una è l’infinita serie di Super Robot Wars, presente praticamente su ogni console, e che continuo a giocare per la presenza dei giganti di metallo della mia infanzia.
L’altra è una piccola perla, che Nintendo rilasciò per la prima volta su una delle mie console preferite di sempre, il Game Boy Advance, mai troppo lodato per il suo parco titoli, e risponde al nome di Advance Wars, bellissimo strategico a turni, con un design molto ricercato e di una profondità immensa, che portò una ventata di aria fresca in questo genere, anche grazie alla sua deliziosa grafica 2D, diventando un must have per tutti i possessori della console.

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L’amore ai tempi delle console portatili.

 

Tiny Metal, opera prima di Area 35, riprende e omaggia proprio la serie di Advance Wars. Uscito su Steam, PS4 e Nintendo Switch, indubbiamente è su quest’ultimo che trova la sua forma migliore, complice la portabilità della console ibrida Nintendo, che lo rende un ottimo compagno durante i viaggi.

La storia è molto semplice: il colonnello dell’impero di Artemisia, Luja Lindberg, è scomparso. In sua assenza il sottotenente Nathan prende il comando dell’esercito e ne tira le fila, fino all’attacco dell’altro impero, chiamato Zipang, che assedia Artemisia. Dopo i primi assalti Nathan passa al contrattacco, complice l’aiuto di una squadra di mercenari nota come White Fang… e sì, fondamentalmente è tutto qui, non aspettatevi una trama molto profonda.

Anche il gameplay attinge a piene mani dai giochi della serie Advance Wars, quindi ritroviamo la classica mappa, divisa in quadrati dove muovere le proprie unità.
Ovviamente, come nei più classici giochi di questo genere, è presente una fog of war, che impedisce alle vostre truppe di vedere quelle avversarie, almeno finché non ci inciamperete, letteralmente; purtroppo questa scelta va a minare la parte prettamente tattica del gioco, riducendo il susseguirsi delle varie schermate quasi a un mero trial and error, più che a scelte strategiche.

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Una tipica situazione di gioco.

In Tiny Metal non si costruiscono strutture proprie, queste vanno catturate con le proprie unità, ed è solo dopo esserci riusciti che potrete crearne di nuove, tra le quali i Metal che danno il titolo al gioco.
Grossi carri armati potenziati, si dimostrano essere l’ideale, ad esempio, a bloccare la creazione di rinforzi nemici; basterà parcheggiarne uno sopra la struttura di creazione avversaria e, finché i vostri mezzi rimarranno li, non ci sarà nessuna possibilità per il nemico di attingere ai rinforzi.
Questa tipologia di tattica è più adatta a un gioco da tavolo che a una simulazione di guerra e, tenendo conto del fatto che il 90% delle missioni ha il semplice scopo di distruggere le forze avversarie, la varietà viene presto a mancare.

Come in Advance Wars, anche in Tiny Metal gli scontri tra unità funzionano con il classico “carta forbice sasso”, peccato che molto spesso i Metal siano la migliore unità da creare: robusti, adatti a contrastare tutto e tutti, e con una resistenza spropositata. Questo a mio avviso tende a rompere il gioco, sbilanciando una delle regole base. Perché perdere tempo a creare unità di fanteria, quando con pochissime risorse extra possiamo avere grossi carri armati cattivi, che funzionano bene su tutto? A rendere ancor meno roseo il quadro generale aggiungiamo anche che il ritmo dell’azione è decisamente lento, e che spesso i dialoghi delle scene di intermezzo sono troppo lunghi e poco ispirati, ed è presto detto il perché sia rimasto un po’ deluso da questo gioco.

Graficamente Tiny Metal è molto godibile, anche se attinge a piene mani dal gioco a cui si ispira. A volte però mi ha dato l’impressione di essere stato creato al risparmio, per esempio: alla conquista degli edifici, o alla creazione di unità, non è associata nessuna animazione, ma solo qualche effetto sonoro che, per quanto ispirato, non dà soddisfazione, e non c’è neanche la scusa dello spazio su cartuccia.

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Il character design è davvero ispirato.

Nel complesso Tiny Metal risulta un prodotto carino, soprattutto se giocato su Nintendo Switch, ma che non riesce a raccogliere appieno l’eredità della serie a cui si ispira. È un passatempo ideale per i viaggi in treno, e diverte nella modalità multiplayer, ma purtroppo niente più di questo.
Consigliato a chi ama gli strategici a turni e ai nostalgici di Advance Wars; chi invece cerca qualcosa di più profondo potrebbe rimanere deluso.

Perché sì:
Perché no:
  • Divertente per le prime ore
  • Ottimo per passare il tempo in treno

 

  • Tende ad annoiare nelle missioni più lunghe
  • Poca varietà di missioni
  • Bilanciamento tra unità rotto

 

WOLFRAM

Character Design

Cathoderay - Biografia

Cathoderay
Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale. Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.