The World Ends With You -Final Remix-

Tra bellezza e controversie

Pubblicato il 05/11/18 da Michael Maneia
recensione
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The World Ends With You -Final Remix-

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Quella che state per leggere è sicuramente la recensione più difficile che abbia mai scritto, a livello personale. Sì, perché ho dovuto recensire la riedizione del gioco che, secondo me, ha elevato il Nintendo DS a più di una console portatile perfetta per catturare mostri tascabili, più di una console facilmente modificabile e, soprattutto, più di una console che ha ospitato un quantitativo di shovelware talmente elevato da seppellire una serie di gemme sotto un’enorme pila di melma.

Stiamo parlando di The World Ends With You, o TWEWY per chi, come me, lo ha amato: un JRPG atipico, sia per gameplay che per setting, opera di Jupiter Corporation, team di sviluppo famoso per aver collaborato con Tetsuya Nomura (qui character designer e creative producer) nella realizzazione di Kingdom Hearts: Chain of Memories, uscito qualche anno prima su Game Boy Advance.

HERE COMES MAH BOI!

TWEWY ritorna su console e, per la prima volta, si affaccia sul mercato casalingo con questo The World Ends With You -Final Remix- , che arriva su Nintendo Switch undici anni dopo il debutto su Nintendo DS e sei anni dopo il remake su dispositivi mobile e rimane, nel suo cuore pulsante, il bel gioco di un tempo: personaggi altamente caratterizzati, gameplay coinvolgente e innovativo per il genere, stile grafico unico e riconoscibile e una colonna sonora che mischia generi come Rap, EDM e Pop in un mix che rimane scolpito tra le sinapsi del cervello. Ma, come in tutte le cose troppo belle, qualcosa che puzza c’è sempre.

Quel qualcosa, nella versione Switch,corrisponde alla qualità del porting: ci troviamo, senza ombra di dubbio, di fronte a un porting in scala 1:1 della versione per dispositivi mobile iOS e Android, con aggiunte, più o meno importanti, che non giustificano assolutamente il prezzo al quale viene lanciato, 49, 99 €, che corrisponde al triplo di quello assegnato alla versione mobile. Essendo questo un porting di TWEWY -Solo Remix-, viene ovviamente meno il gameplay su due schermi, mentre la gran parte del combattimento viene gestito tramite controlli touch, quando si gioca in modalità portatile: sia Neku che i suoi partner durante il Reaper Game, che su DS si svolgeva sullo schermo superiore e veniva gestito con la croce direzionale, attiveranno i loro Psico, gli attacchi legati alle spille equipaggiate, eseguendo varie gesture su schermo.

Per ottenere il massimo dalle Mosse Fusione dovremo dare il meglio di noi in un minigioco.

I controlli touch, nonostante qualche piccola incertezza nelle battaglie più concitate, risultano abbastanza precisi e, a meno che non stiate giocando in modalità Ultimate con il livello fissato a 1, con un po’ di allenamento e reattività potrete vincere ogni battaglia.
Il problema principale sorge quando si inserisce la console nella dock e siamo costretti a utilizzare i Joy-Con, ed è qui che il porting perde colpi.
Si suppone che, utilizzando uno dei due Joy-Con, i controlli siano stati ottimizzati in modo da traslare senza troppi problemi il gameplay da uno improntato a gesture touch a uno più improntato alle motion gesture, possibili grazie alla tecnologia che i Joy-Con hanno al loro interno; purtroppo non è andata così: il Joy-Con si trasforma in un puntatore wireless, il quale permette, non senza un notevole sforzo, di eseguire gli Psico tenendo premuto A e replicando i movimenti che eravamo soliti eseguire tramite touch.
In più trovo davvero strano che in combattimento sia necessario premere B e puntare allo schermo per muovere Neku o schivare, mentre durante le fasi esplorative a Shibuya sia possibile muoversi tranquillamente con lo stick del controller.

Questo sistema di controllo rappresenta sicuramente un errore grossolano, non sufficiente ad affossare del tutto il prodotto, anche se per una remaster a prezzo pieno mi sarei aspettato uno sforzo maggiore. A salvare il porting, in ogni caso, intervengono i contenuti aggiuntivi e il lavoro d’aggiornamento fatto su tutti gli sprite, sugli sfondi e sulla colonna sonora.

Il miglioramento grafico si nota, soprattutto su televisore

Per quanto riguarda i primi, il piatto forte è sicuramente il nuovo episodio A New Day, assente in ogni altra versione del gioco, che ci riporta nel Piano Spirituale, con nuovi modificatori in battaglia che vanno ad aumentare il grado di sfida anche contro i Rumori più semplici: potremmo essere affetti dallo status Curse, che diminuisce costantemente gli HP, oppure potrebbe capitarci il più utile Sync Rave, uno status positivo che aumenta la rapidità con cui ci sincronizziamo con il partner.
Di per sé la trama di questo episodio aggiuntivo è interessante e ben scritta, ma non tocca i livelli del prodotto originale, che rimane ancora nell’Olimpo delle migliori sceneggiature per quanto riguarda i JRPG.

L’altro contenuto aggiuntivo, ahimé, si ricollega al sistema di controllo con i Joy-Con, ma in un certo senso lenisce un po’ la frustrazione portata dal suo utilizzo: il gioco permette di giocare in co-op locale con un amico, condividendo il secondo controller, utilizzando uno schema di controllo simile, ma con tre Psico fissi in base al partner selezionato.
Questa modalità sicuramente non assolve tutti i peccati imputabili al sistema di controllo, ma contribuisce al damage output del team e all’aumento della sincronizzazione col partner, permettendo di usare più spesso la Spilla Fusione. Inoltre, giocare in coppia mi ha divertito parecchio e apre molto alla sperimentazione di nuove combo, tra le spille fisse del compagno e quelle intercambiabili di Neku.

Tutte le boss fight forniscono un’ottima sfida.

Infine, il lato tecnico di questo Final Remix: ogni sprite è stato ritoccato e, su schermo a 1080p, l’insieme con il background è una gioia per gli occhi; certo, non parliamo di grafica iper realistica, alla fin fine il tratto di Nomura si nota in ogni frame, ma ci troviamo di fronte al suo lavoro più ispirato.
Per quanto riguarda invece la OST vorrei tranquillizzare chi temeva un remix estremo delle tracce: sì, ogni pezzo del gioco originale è stato remixato, ma ciò non significa tracce profondamente alterate rispetto a quelle originali, che presentano qualche strumento aggiuntivo rispetto alla versione DS, principalmente bassi e percussioni, che le rende più piene e piacevoli da ascoltare. In più abbiamo temi completamente nuovi e remix vari provenienti da altri giochi (Kingdom Hearts Dream Drop Distance), dischi promozionali (TWEWY Crossover) o addirittura le versioni live di quasi tutti i pezzi, acquistabili come sempre in un paio di negozi in-game.

Per il resto, come già detto, The World Ends With You -Final Remix- rimane una gemma di eccezionale fattura, con una trama assolutamente coinvolgente e profonda, molto più attuale oggi rispetto a undici anni fa, che tocca temi come l’accettazione di sé stessi, l’omologazione, la morte e il lutto, l’ansia sociale, la voglia di esprimersi in modi non convenzionali e, infine, la religione. Trama che è presente nella nostra lingua, anche se la traduzione è attualmente al centro di una controversia tra traduttori ufficiali e fan translator.
Ora, non ho intenzione di dire la mia sulla questione, mi limito a giudicare la traduzione ufficiale, in particolare criticando una scelta (tra l’altro non presente nella traduzione dei fan) relativa a un termine importante: i Reaper, che in questa versione vengono chiamati Demoni e, anche se ciò non pesa troppo sulla lore, il termine Reaper (già tradotto in Kingdom Hearts 3D con Mietitore) rappresenta un grosso indizio, utile a intuire dalle prime battute di gioco cosa stia succedendo attorno a Neku, Shiki, Joshua, Beat e Rhyme.

“The world ends with you.” [ROLL CREDITS]

In fondo non me la sento di bocciare questo remake, in quanto l’unica vera pecca è rappresentata dal prezzo, elevato per essere un porting diretto della versione Android. Certo, i controlli in versione Docked non sono eccelsi, ma, come già detto e ripetuto, è un gioco che va giocato almeno una volta nella vita, perché fa capire che il genere JRPG ha ancora molto da dire e che possiede la capacità di sperimentare, uscire dagli schemi e raccontare storie che ci toccano come società, oltre che come giocatori.

Perché sì:
Perché no:
  • Ottima trama
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Gameplay atipico per un JRPG
  • Una delle migliori OST
  • Stile grafico unico
  • Aggiornamenti sul lato tecnico evidenti

 

  • Nuovo scenario meno riuscito rispetto all'originale
  • Controlli incerti in Docked Mode
  • Traduzione italiana con scelte discutibili

Neku Sakuraba

Shiki Misaki

Daisukenojo Bito

Raimu Bito

Yoshija Kiryu

Aymeric - Biografia

Michael Maneia
Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.