The Banner Saga 3

Vikings to the end

Pubblicato il 10/08/18 da Rednek
recensione
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The Banner Saga 3

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Sono tornati i vichinghi e questa volta potrebbe essere l’ultima. Ecco la recensione del capitolo conclusivo di The Banner Saga, a opera di Stoic.
Per chi non se ne fosse accorto, nei capitoli precedenti il mondo è stato quasi completamente avvolto dall’oscurità: il gruppo di Rook/Alette, a seconda della vostra scelta, è alle porte dell’ultima città mentre il grutto di Juno è diretto nel cuore della massa oscura, per provare a fermarne l’avanzata e riportare il mondo al suo stato originario. Da qui in poi l’avventura entra nel vivo, ma non vado oltre per ovvi motivi.

E si cammina…

La storia offre sia momenti di spessore che una buona dose di risposte alle domande che molti si sono posti fin dal suo inizio. Rimangono gli elementi di scelta, che hanno un grande impatto sul fluire degli eventi, soprattutto nello scenario impostato da Stoic. L’unica vera pecca è data dal fatto che putroppo non tutto viene spiegato, rimangono molti punti interrogativi, oltre a una sequenza finale non particolarmente lunga. Molto riuscita è l’atmosfera, con la fine del mondo che si avvicina e la speranza che scarseggia. Anche il tempo è poco, ogni secondo è prezioso, soprattutto per permettere al gruppo immerso nell’oscurità di portare a termine la propria missione. Il senso di urgenza è reso in maniera riuscitissima, in un mondo sempre più cupo e sull’orlo del baratro.

I pericoli ambientali durante le battaglie sono tanti.

A livello di meccaniche il gioco introduce nuovi tipi di scontri e unità, come già spiegato nell’anteprima. Queste novità vanno a implementarsi bene su un sistema già rodato nei giochi precedenti, ma qualche pecca rimane, le battaglie a ondate prima di tutto. Sebbene garantiscano un loot interessante se portate a termine completamente, nella mia esperienza la maggior parte delle volte sono arrivato alla seconda ondata già indebolito, e non particolarmente motivato nell’affrontare una seconda e una possibile terza, visto che una volta completata la prima ondata la battaglia viene considerata vinta. Se si passa sopra a questa leggera imperfezione direi che il resto funziona come deve, offrendo una buonissima esperienza strategica al giocatore.

Brothers to the end.

L’aspetto grafico si conferma bellissimo e unico, soprattutto i paesaggi, che sono così spettacolari da rappresentare il pezzo forte del pacchetto. Per quanto riguarda il comparto audio, a parte una piccola incertezza iniziale (non si poteva abbassare il volume di musica e dialoghi, ma solo accenderli o spegnerli) il gioco è stato patchato per offrire degli slider, così da poter personalizzare il volume come più ci aggrada
.
A conti fatti The Banner Saga 3 si dimostra una degna conclusione della serie, sì con qualche neo, ma pur sempre godibilissima. Il vero problema, almeno per me, è dovuto al fatto che il gioco abbia una durata parecchio ristretta, attorno alle sei, sette ore, per quello che è pur sempre un RPG strategico; una campagna dalla lunghezza equiparabile a quella di uno shooter non può non essere considerata un difetto.
The Banner Saga 3 fa molte cose bene, ed è assolutamente un must buy per chi ha apprezzato i precedenti episodi della saga, ma chi si aspettava un passatempo duraturo per scandire le lunghe giornate estive rimarrà inevitabilmente deluso.

Perché sì:
Perché no:
  • Strategia canaglia
  • Direzione artistica sempre sul pezzo
  • Storia

 

  • Breve
  • La storia non risponde a tutte le domande

Art style

Atmosfera

Storia

Rednek - Biografia

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.