Tempest 4000

Blast From the Super Acid Past!

Pubblicato il 29/08/18 da Cathoderay
recensione
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Tempest 4000

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Jeff Minter è un uomo strano: sono anni che fa giochi, tutti molto simili, che cercano di friggerci gli occhi e sono tutti abbastanza folli.

Messo in chiaro questo punto possiamo parlare di Tempest 4000, che altro non è se non una nuova versione di Tempest, proprio quel Tempest del 1981 che sembrava un mezzo miracolo di colori lisergici in sala giochi e che negli anni è tornato a più riprese, anche con nomi diversi (TxK su PS Vita vi ricorda qualcosa?), sempre con due capisaldi, ovvero luci e colori che cercano di sciogliervi gli occhi e una velocità d’esecuzione che non permette errori, quasi esasperata.

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Colori sparati a mille!

In Tempest 4000, che finalmente sfoggia nuovamente il logo Atari dopo alcune scaramucce con Minter, troverete due modalità: la prima è quella classica, che fa iniziare la partita con tre vite a disposizione, come avveniva negli altri giochi della serie, e la seconda è la modalità survival, che permette di accumulare fino a nove vite, ma non di andare oltre, obbligando il giocatore a tenersele davvero strette. Ma è davvero tutto qui? Ancora una volta siamo costretti a correre, disperati, su una ragnatela elettrica sparando a tutto quello che si muove?
Beh sì, è così, ma non è necessariamente un male, essere fedeli a sé stessi a volte permette di migliorare il proprio prodotto fino a renderlo talmente perfetto da diventare una gioia per gli occhi, mentre vi colano fuori dalle orbite. Tempest 4000 è, soprattutto, un gioco con un gameplay talmente solido da portare inevitabilmente a voler fare un’altra partita, e un’altra e un’altra e un’altra… e si sono fatte le tre di notte.

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Pew Pew Pew!

Quindi è veramente tutto qui? Sì, Tempest è sempre stato questo, una gara di bravura contro sé stessi piuttosto che contro il gioco, ed è una forma di videogame più puro rispetto a quella a cui ci siamo abituati negli ultimi anni, ma non per questo non rappresenta una sfida appagante e divertente.

Durante la mia prova, svolta su PC, ho riscontrato un unico difetto, e spero vivamente che quando leggerete questa veloce recensione, veloce almeno quanto il gioco del quale parla, sarà stato risolto: su PC i monitor superiori ai 60Hz, 144Hz nel mio caso, tendono a rendere il gioco davvero troppo veloce, a tratti ingiocabile anche con un pad (scelta consigliata rispetto alla tastiera). Per risolverlo è sufficiente bloccare il gioco a 60Hz dalle impostazioni della scheda video, ma sicuramente una patch da Atari renderà tutto più semplice, in ogni caso è un problema relativo, dato che i 144Hz non sono così diffusi.

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Cambiano le forme ma non la sostanza.

La semplicità è alla base di Tempest 4000 che, nonostante gli anni sulle spalle, risulta ancora incredibilmente fresco e attuale e merita di essere provato e riprovato, proprio per la sua purezza, nelle calde notti estive. Non ve ne pentirete!

Perché sì:
Perché no:
  • Veloce
  • Frenetico
  • Sfida continua

 

  • Non per tutti

 

 

 

Colori Lisergici

Velocità

Cathoderay - Biografia

Cathoderay
Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale. Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.