Surviving Mars

Colonizzare un pianeta sembra facile

Pubblicato il 23/04/18 da Carisma20
recensione
pixelflood.it

Surviving Mars

Software House: /
Team di sviluppo: /
Piattaforma: , , , , /
PEGI:

Sono ormai anni che si parla della possibilità reale di colonizzare il pianeta rosso, partire per un viaggio ed essere parte di un progetto volto a cambiare per sempre la storia dell’umanità, assicuratevi solo che non ci sia io a capo della spedizione! La mia incompetenza gioca un bel ruolo in tutto questo, ma la colpa principale è della sfiga.

Inviare il primo carico di droni, montare tutto ciò che serve per iniziare a creare un ambiente umanamente vivibile, con strutture di produzione di ossigeno, acqua ed energia elettrica, costruire la prima cupola e dare il consenso per far partire i primi dodici esseri umani dal pianeta Terra. Cosa mai potrebbe andare storto? Ecco, nel momento esatto in cui premete il pulsante “invia carico” venite avvisati di una tempesta di meteoriti, il cui bilancio è disastroso: gente che muore di fame, freddo, alcuni addirittura si suicidano per depressione. Gli ultimi tre superstiti scelgono persino di ripartire con uno degli shuttle parcheggiati lì fuori, pur di non rimanere sotto la mia supervisione.

Chi ha già giocato quello che io definisco il fratello maggiore di Surviving Mars, Cities Skylines, noterà alcune similitudini e si sentirà un po’ a casa, ma l’esperienza risultante sarà completamente diversa. Se il city builder terrestre si presta a partite corte, anche da quindici minuti per distrarsi e rilassarsi un attimo, quello marziano vi terrà molto più all’erta e, per non perdere il filo, dovrete interrompere la partita il meno possibile.

Grazie ai satelliti è possibile scansionare la superficie per settori, così da individuare punti di interesse.

Si inizia con un quick start, che vi permetterà di prendere confidenza con il gioco iniziando una partita preimpostata, di facile difficoltà. I menu risultano molto chiari, con alcuni suggerimenti a schermo che spiegano come muoversi, anche se la totale assenza di tutorial non aiuta di certo. Se avete giocato al “fratello maggiore” vi raccapezzerete un po’ sul da farsi, grazie a un’impostazione simile sia dei menu che di alcune meccaniche, in caso contrario dovrete sperimentare fino a capire da soli un po’ di trucchetti per migliorare la disposizione delle vostre strutture e la loro efficienza.

Il gioco parte con il primo carico  una volta atterrati sul pianeta, che prevede una fornitura di materiali, automezzi e droni. Gli automezzi permettono il trasporto di risorse o fungono da centri di comando mobile per droni, che risultano essenziali per la costruzione e la manutenzione degli edifici. Ed è qui che subentra il primo grande problema: la costruzione delle strutture non è immediata ma richiede tempo, i materiali devono essere spostati fisicamente dal magazzino, solo poi danno il via alla creazione di ciò che abbiamo richiesto. In questo caso è necessaria una buona distribuzione dei magazzini contenenti risorse, in modo da velocizzare le operazioni.

Sopravvivere su Marte si rivela tutto tranne che facile.

Una volta costruite le strutture principali, in grado di fornire ossigeno, elettricità e acqua alla cupola, è possibile richiedere l’invio dei primi esseri umani tramite una seconda nave spaziale, per poi iniziare a fornire servizi per migliorare la loro permanenza sul pianeta, istruendoli al contempo, in modo da formare esperti capaci di ricoprire ruoli professionali che ci permetteranno di estrarre nuove risorse. All’inizio infatti sono poche le cose che potremo costruire e alcuni materiali o strutture prefabbricate dovremo farcele inviare dalla Terra. Ma gli shuttle costano e sarà bene diventare autosufficienti il prima possibile, ricercando nuove tecnologie volte a migliorare il rendimento delle costruzioni che forniscono i bisogni primari, oltre ad abbassare il consumo energetico e dare accesso a nuove funzionalità.

Alcune strutture, ad esempio i satelliti, permetteranno di scansionare vari settori del pianeta per trovare risorse o punti di interesse da analizzare.

A complicare ulteriormente la questione intervengono i misteri, ossia avvenimenti atipici che iniziano a manifestarsi sul lungo periodo e che costringono il giocatore a effettuare delle scelte, a volte drastiche. All’avvio di una nuova partita il mistero è casuale, ma è anche possibile sceglierne uno in particolare, pur ignorandone gli effetti.

Una volta presa dimestichezza con il gioco si può selezionare l’avvio standard di una nuova partita, che permette il settaggio di varie opzioni, tra le quali sono presenti la difficoltà del gioco, lo sponsor (che influisce sulle risorse a disposizione) e, appunto, i misteri di cui vi parlavo sopra.

Surviving Mars si dimostra un ottimo prodotto, che tende in qualche caso a strizzare l’occhio alla cultura pop della fantascienza anni ’80 e ’90. Se siete alla ricerca di un gestionale impegnativo troverete pane per i vostri denti, mentre se volete qualcosa con cui rilassarvi guardate altrove, anche al “fratello maggiore” magari.

Perché sì:
Perché no:
  • Impegnativo e profondo
  • Supporto delle Mod

 

  • Italiano non presente
  • Totale mancanza di tutorial

 

Pianeta rosso

Suggerimenti

Disastri naturali

Carisma20 - Biografia

È difficile dare una buona impressione con così poco spazio per presentarsi.