Street Fighter 30th Anniversary Collection

Trent'anni portati benissimo

Pubblicato il 13/06/18 da Barbarossa
recensione
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Street Fighter 30th Anniversary Collection

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Siamo arrivati finalmente a spegnere le trenta candeline per l’iconica serie di picchiaduro, che ci ha fatto infilare quintali di gettoni in coin-op più o meno logori nelle più disparate sale giochi d’Italia (o, se siete fortunati, del mondo). Devo dire che, nonostante Street Fighter sia praticamente mio coetaneo (un anno più giovane, a dire il vero), i suoi trent’anni se li porta molto meglio di quanto faccia io. Tanto di cappello.

L’imbarazzo della scelta

Nonostante sia lui il festeggiato siamo noi, gli invitati, a ricevere il regalo più bello degli ultimi anni. Sto parlando di dodici titoli che hanno segnato la storia dei fighting games, ogni volta facendo un salto in avanti sostanziale e ridefinendo il garrese all’interno del genere.
Per la precisione, Street Fighter 30th Anniversary Collection offre:

  • Street Figher
  • Street Fighter II
  • Street Fighter II: Hyper Fighting
  • Street Fighter II: Champion Edition
  • Super Street Fighter II
  • Super Street Fighter II Turbo
  • Street Fighter Alpha
  • Street Fighter Alpha 2
  • Street Fighter Alpha 3
  • Street Fighter III
  • Street Fighter III: 2nd Impact
  • Street Fighter III: 3rd Strike

Lo so, lo so: non si sa da quale cominciare. La risposta è sempre quella: il primo con cui vi siete avvicinati alla serie. Non ci può essere altra risposta che questa, considerando il quantitativo di anni che questi titoli riescono a coprire, data la longevità del franchise.
Street Fighter 30th Anniversary Collection, però, non si limita a rioffrire semplicemente i vecchi Street Fighter senza regalare qualche gradita novità.
Innanzitutto la modalità multiplayer online per quattro tra questi titoli (SF2 Hyper Fighting, SF2 Turbo, SF Alpha 3, SF3 3rd Strike), dandoci quindi la possibilità di sfidare gente di tutto il mondo (non vedevate l’ora di prendere schiaffi da quel bimbo giapponese che viveva in sala giochi e che ora, a trentacinque anni suonati, ha ancora una perfetta memoria muscolare che non vede l’ora di riattivare, eh?). Ho avuto modo di provare l’online e devo dire che si è rivelato piuttosto solido, con un frame delay non percepibile. Le modalità online sono quelle a cui siamo abituati: partite classificate e non, così come lobby dove potersi trovare con altri giocatori per allenarsi e menare per bene.

Charlie vs Bison in Street Fighter Alpha 3. Classicissimo

Ma Capcom non si è limitata a togliere le ragnatele ai propri server per permettere di scontrarci anche nei titoli più attempati. Tutti i giochi, infatti, possono essere giocati anche offline, concedendo quindi la possibilità di giocare in modalità versus locale. Ma non è finita qui: nelle partite offline potremo salvare i nostri progressi, così da poter continuare la classica Arcade Mode quando ne avremo voglia.

A livello tecnico Street Fighter 30th Anniversary Collection regala qualche chicca, a partire da un menu dedicato che permette di esplorare i giochi singolarmente, raccontando la loro storia e dando informazioni utili e facilmente visualizzabili. Ho trovato molto comodo, ad esempio, il poter mettere in pausa il gioco durante una partita versus per visualizzare le mosse dei personaggi, che vengono mostrate a entrambi i giocatori in modo che questi possano spulciare i comandi in contemporanea, senza dover mettere in pausa svariate volte, rovinando così la magia dello schiaffo tonante.
Altre piccole sciccherie che ho apprezzato, per quanto non particolarmente utili, sono la possibilità di allargare l’immagine di gioco rimuovendo le barre laterali (cosa necessaria per venire incontro agli schermi in 16:9), oppure il poter applicare tre tipologie di filtri allo schermo, per un feeling più arcade e rétro, per così dire.

Street Fighter 3: 3rd Strike. Uno dei miei preferiti

In definitiva, Street Fighter 30th Anniversary Collection ci dà la possibilità di rifarci venire le veschiche alle mani, come quando eravamo dei piccoli sbarbati che appoggiavano il gettone a lato schermo, guardavano quello più grosso che stava giocando e gli dicevano, non dopo esserselo ripetuto nella testa dieci volte: “La prossima gioco io, eh!”
Questo giro niente gettoni, giochiamo solo noi!

See you, Game Cowboys!

Perché sì:
Perché no:
  • Dodici titoli differenti
  • Di nuovo online

 

  • Longevità a rischio vista la massicia presenza di questi titoli in forma di ROM

Dodici schiaffi

Pugni online

Porting glorificato

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.