Sid Meier’s Civilization VI: Rise and Fall

"Il mattino ha... l'età dell'oro in bocca"

Pubblicato il 01/03/18 da RickyAll
recensione
www.pixelflood.it

Sid Meier’s Civilization VI: Rise and Fall

Software House: /
Team di sviluppo: /
Piattaforma: /
Genere: , /
PEGI:

Circa un anno fa vi ho raccontato di come Civilization VI, ultima iterazione della più che ventennale saga ideata dalla nostra vecchia conoscenza Sid Meier, ha dimostrato di essere un gioco divertente e sin da subito completo (a differenza di quanto avvenne con la versione vanilla del quinto capitolo), nonostante alcune magagne che, in un titolo di questa portata, sono un male inevitabile. Sebbene l’ultima creatura di casa Firaxis sia dunque un titolo già molto godibile di base, la casa di sviluppo statunitense è solita espandere a dismisura i propri giochi strategici… come poteva Civilization VI restarne escluso?

Nasce così Rise and Fall, prima vera espansione del sesto capitolo della serie capostipite del genere 4X (abbreviazione di eXplore, eXpand, eXploit, eXterminate) la quale, oltre ad aggiungere nuove civiltà e nuovi leader per quelle già esistenti (cosa che Firaxis aveva già fatto in passato con alcuni DLC di minore entità), introduce meccaniche di gioco ex novo, nuove meraviglie e unità, nuove politiche, finendo poi con una leggerissima revisione dell’interfaccia utente del gioco base.

Come avrete capito, l’espansione è estremamente ricca di contenuti, di conseguenza sarò obbligato a essere  “leggermente” prolisso. Fatte le dovute premesse, inoltriamoci assieme in un viaggio che va dagli albori della civiltà fino alla conquista dello spazio con Sid Meier’s Civilization VI: Rise and Fall.

Ero tentato di provare una delle nuove civiltà… ma l’orgoglio capitolino non può essere contenuto. Per aspera ad astra, Optime Princeps!

Cominciando dall’aspetto più semplice da analizzare, Rise and Fall introduce nove nuovi leader per otto nuove civiltà, le quali sono più o meno equamente distribuite per tipologia di bonus forniti. Si va dalla scientifica Corea alla religiosa Georgia, fino ad arrivare al pinnacolo del warmongering in persona: Gengis Khan con i suoi mongoli. Non voglio raccontarvi troppo al riguardo: parte del divertimento di Civilization è lo scoprire da sé il funzionamento e la strategia ideale per le diverse civiltà disponibili.
L’unico elemento realmente degno di nota è rappresentato dall’interazione tra i leader e la nuova meccanica introdotta in Rise and Fall: la Lealtà.

Lealtà rappresenta infatti una nuova statistica – assieme a Felicità, Cibo e a tutte le altre a cui siamo abituati – che dobbiamo costantemente tenere in considerazione quando fondiamo o sviluppiamo una nuova città. Infatti, Firaxis ha – finalmente – inserito una feature fra le più richieste dalla community: la conquista delle città per via diplomatica e pacifista, piuttosto che per aggressione militare.
Questa nuova meccanica funziona come un ibrido fra la Religione e l’Attrattiva già presenti nel gioco pre-espansione: in pratica le vostre città (e quelle delle altre civiltà) eserciteranno una pressione di Lealtà su loro stesse e a tutte le altre città entro nove caselle dai vostri confini, con un’efficacia che va a ridursi del 10% per ogni casella di distanza. Di conseguenza, per mantenere una città come propria, è necessario generare una pressione di lealtà interna superiore alle influenze delle città avversarie. In caso contrario, una volta raggiunto il valore 0, la città si ribellerà e si scinderà dall’impero di appartenenza, diventando così una Città Libera. Queste ultime potranno venire accorpate da un impero, che riuscirà a influenzarle più velocemente attraverso la pressione dei propri insediamenti nelle prossimità delle città ribelli.

Questa nuova aggiunta stravolge (e alle volte annienta) alcune delle tattiche più aggressive come, ad esempio, il fondare città di “disturbo” il cui unico scopo è impedire l’espansione delle civiltà avversarie, negando loro l’accesso a risorse o impedendo colli di bottiglia sulla mappa. Se volete adoperare una strategia simile in Rise and Fall dovrete ponderare la decisione con estrema cautela, in quanto fondare un villaggio troppo lontano dal proprio impero (e troppo vicino a quello di una civiltà avversaria) porterà inevitabilmente alla ribellione dell’insediamento appena fondato, con conseguente spreco di risorse e coloni. Ancor peggio, potreste addirittura regalarli a un vostro nemico!
È da notare inoltre come quanto già detto valga anche per eventuali città conquistate militarmente, che siano Città Stato appartenenti all’IA o a un avversario umano, in caso di una partita PvP online.

Devo dire che ho apprezzato molto questa nuova meccanica, in quanto rende molto più complessa la vittoria per Dominazione, finora quella meno impegnativa da ottenere, soprattutto se si parla di partite single player a difficoltà elevate o nelle partite PvP.

Prima di chiudere l’argomento, vorrei far notare “ai miei venticinque lettori” quanto la mia sia un’opinione abbastanza fuori dal coro. Prima di scrivere questa recensione ho sondato le altre riviste nazionali – e non – dedicate al mondo videoludico e di frequente le recensioni lamentavano quanto la vittoria per Dominazione fosse diventata troppo difficile da attuare.
Ammetto di avere un bias per le vittorie Culturali e Scientifiche; nonostante ciò, a mio avviso, la Lealtà è un’eccellente aggiunta, che frena un pochino l’effetto snowball di alcuni leader pesantemente votati alle prime fasi della partita. Ovviamente, vi invito a farvi una vostra idea personale se mai deciderete di acquistare quest’espansione (ne vale la pena a mio avviso) e a non prendere le mie parole per oro colato.

Come è fin troppo chiaro da questo screenshot, fondare una città nei pressi di un impero nemico porterà la Lealtà della stessa a 0 in pochi turni.

Assieme alla Lealtà torna una meccanica che i veterani di Civilization V avranno sentito già nominare: l’Età dell’Oro. Ma, a differenza di quanto accade nel quinto capitolo, la meccanica è completamente slegata dall’Attrattiva (che si chiamava Felicità in Civ V) quanto piuttosto a un curioso sistema a milestone.

In parole povere: ogni qualvolta la vostra civiltà compirà un’azione degna di nota essa verrà aggiunta nella Cronologia Storica del vostro impero, fornendo punti in base all’epicità e all’epoca in cui l’impresa viene compiuta: distruggere un accampamento barbarico è sicuramente un evento di enormi proporzioni  nelle primissime fasi di gioco, ma perde rapidamente di importanza raggiunte epoche più avanzate.
Questi punti (denominati Punti Epoca) andranno poi ad accumularsi in una barra, che potremo chiaramente osservare attorno al tasto delle azioni da compiere in basso a destra e ci permetterà di tenere traccia dei nostri progressi; infine i punti verranno sommati dopo alcuni turni dal passaggio di epoca di una delle civiltà presenti nel gioco. Una volta terminato il calcolo, i risultati potranno essere di tre tipi, a seconda della quantità di punteggio accumulata: un’Età Oscura, Normale o dell’Oro. La differenza principale fra queste età è la pressione di Lealtà: più i tempi saranno migliori, più le città saranno non solo più facili da mantenere, ma diverranno anche più capaci di influenzare gli insediamenti vicini.
Da notare inoltre come, nel caso delle Età Normali e dell’Oro, sarà possibile scegliere una Dedizione, potenti bonus passivi che potrete selezionare da una lista piuttosto eterogenea: si spazia dalla generazione di oro, fino a buff alla possanza militare del vostro impero.

Posta in questa maniera potreste pensare che finire in un’epoca Oscura sia un evento esclusivamente negativo, ma vi sbagliereste di grosso. È innegabile il fatto che il malus sulla Lealtà influisca pesantemente sulle capacità di espansione dell’impero, ma essere in un’Era Oscura sblocca alcune Politiche Sociali esclusive per i giocatori impantanati in questi tempi bui.
Queste politiche sono molto potenti e possono essere utilizzate in qualsiasi slot libero, ma hanno un prezzo pesante da pagare: forniranno un malus tanto grande quanto è il loro bonus. Ad esempio, adottare l’Isolazionismo vi permetterebbe di generare più Cibo e Produzione dalle vostre rotte commerciali interne, ma non potreste fondare nuove città e addestrare Coloni.
In definitiva, nel caso aveste un game plan estremamente preciso, potreste addirittura decidere coscientemente di portare il vostro impero in un’Età Oscura per sfruttare le politiche speciali che offre e per abusare del fattore comeback a esse legato: nel caso raggiungiate un’Età dell’Oro dopo una Oscura, entrerete in un’Età Eroica, la quale permette al giocatore di scegliere ben tre dedizioni contemporaneamente, permettendovi anche di sorpassare chi inanella un’Età dell’Oro dietro l’altra.

L’Optimus Princeps guida il suo popolo verso un futuro radioso, fatto di prosperità.

A conclusione del pacchetto di novità introdotte con Rise and Fall, ci sono altri due elementi che meritano la nostra attenzione: i Governatori e le Emergenze.

I governatori rappresentano, in linea con quanto già fatto in passato coi Distretti, quanto la Firaxis desideri e incentivi la specializzazione delle nostre città: ogni volta che, attraverso un progresso civico, otterremo un Titolo Governatore (in maniera non dissimile all’ottenimento degli Emissari delle Città-Stato), potremo spenderlo per assegnare uno dei sette Governatori disponibili a una delle nostre città, oppure potenziarne uno pre-esistente.
Questi nostri sottoposti sono divisi per campo di appartenenza: La Finanziera incrementerà le rotte commerciali e ne potenzierà i guadagni, Il Cardinale permetterà una generazione di Fede più potente, il Castellano trasformerà la vostra città in una vera e propria fortezza inespugnabile, e così via. C’è inoltre da considerare che la presenza di un governatore aumenterà la Lealtà della città nei confronti del vostro impero; di conseguenza, proseguendo verso il late game, sarete invogliati a concentrare i governatori sulle città più limitrofe dei vostri possedimenti, allo scopo di evitare ribellioni indesiderate.

Ultime, ma non meno importanti, sono le Emergenze: nel caso uno dei giocatori cominci a compiere azioni eccessivamente aggressive come, ad esempio: conquistare capitali di altri imperi, convertire città sante, sganciare bombe atomiche a tradimento (salve, Signor Gandhi) il gioco proporrà a tutte le altre civiltà una missione a tempo la quale, se portata a termine con successo, garantisce a chiunque partecipi un’enorme ricompensa (Fede, Scienza od Oro a palate, ad esempio) con un “piccolo insignificante” caveat: in caso di fallimento, chi subisce l’emergenza si prende un malloppo tanto grande quanto quello promesso a chi la affronta.
Sebbene l’idea sia molto interessante e funga da sistema di prevenzione per il già citato effetto Snowball, l’IA purtroppo rende l’intera meccanica poco impattante: nelle diverse partite che ho effettuato prima di scrivere questa recensione l’IA accettava sì l’emergenza ma, spesso, non si impegnava minimamente a mantenerla, rendendo così il povero giocatore – cioè me in questo caso – l’unico ad aver messo sul campo le risorse necessarie per ottenere il malloppo.

È incredibile come l’IA di Civilization si riveli sempre e immancabilmente il punto debole di questa stupenda saga. Che peccato.

Non mi bullizzare i Giapponesi che poi m’arrabbio.

In conclusione, non posso far altro che consigliare caldamente Sid Meier’s Civilization VI: Rise and Fall. Finalmente il gioco ha ritmi più calmi e pacati grazie a questa espansione e, forse, vedrò meno Assiri e Scizi nelle mie partite online.

Se non siete esattamente fan di Civilization oppure apprezzate un gameplay più aggressivo potete tranquillamente aspettare che scenda al prezzo di 20-15 € prima di acquistare questa espansione. Detto questo, l’Optimus Princeps Traiano vi saluta.

A Roma e al Mondo!

 

Perché sì:
Perché no:
  • Nuove meccaniche
  • Nuove civiltà

 

  • Prezzo

Caput Mundi

RickyAll - Biografia

Al secolo Riccardo Allegretti (no, il mio nickname non significa Riccardo Tutto e sì, sono una persona molto fantasiosa). Videogiocatore quasi a 360 gradi, recensore a 720, persona a 1080p. Come avrete notato, ho molti talenti, ma non la simpatia. RPG Master Race!