Secret of Mana

Non si vive di soli ricordi.

Pubblicato il 07/05/18 da Cathoderay
recensione
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Secret of Mana

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Come successo per il recente SOTC, anche Secret of Mana ha subito un operazione di lifting per riportare agli antichi splendori un grande gioco del passato. Ho avuto la fortuna di giocarlo su SNES quando la PlayStation era già uscita e pensavo che mi avrebbe fatto piacere provare il remake su PS4
Ma, purtroppo, sebbene nel primo caso l’esperienza sia stata “dolce” e divertente, nel remake abbiamo un retrogusto un po’ amaro, che vado a spiegarvi a breve.

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Secret of Mana su PS4!
 
La trama ricalca quella del titolo originale (che già all’epoca non brillava per originalità): tutto ha inizio quando tre ragazzini di un tranquillo villaggio disobbedirono all’anziano, inoltrandosi nei paraggi di una cascata appena fuori dal centro abitato.
Qui il nostro protagonista rinviene una spada, all’apparenza malmessa, conficcata in un blocco di pietra, e successivamente, spinto da una misteriosa voce, la estrae, scatenando cosi l’ira degli Dei e liberando mostri su tutto il continente.
Tornati al villaggio, i nostri protagonisti saranno banditi gli atti da loro compiuti; questo li porterà negli otto angoli del mondo, alla ricerca dei santuari del Mana, l’energia mistica infusa nella terra stessa.
L’unica differenza presente in questo remake consiste nell’aver arricchito i dialoghi  tra i personaggi e le loro interazioni con delle scenette inedite, ma anche questo non riesce a scrollare di dosso la sensazione di già visto, e la mediocre qualità del doppiaggio, esclusivo di questa nuova versione, non aiuta a calarsi nelle vicende raccontate in Secret of Mana.
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Non fidatevi dei mostri, anche se carini!
Passando al gameplay, debbo constatare che è purtroppo fermo all’anno 1993, senza essere cambiato minimamente. Probabilmente la paura di ritoccare un grande classico ha frenato gli sviluppatori dall’introdurre novità – probabilmente se fossero state inserite la gente avrebbe urlato allo scandalo – ma rimane innegabile come l’immediatezza e il divertimento siano rimasti gli stessi della versione su cartuccia.
Allora la soluzione adottata per variare il sistema di combattimento a turni fu l’aggiungere una specie di barra ATB in tempo reale, che, dopo l’attacco, costringeva ad attendere qualche secondo per portarne un altro, cosi da non trasformarlo in una sorta di button mashing. Il sistema risulta antiquato per gli standard attuali e l’intelligenza artificiale del gioco non aiuta, con nemici troppo semplici da sconfiggere e compagni particolarmente stupidi… Il gioco risulta molto più interessate se giocato in compagnia, diventando un ottimo gioco cooperativo, a patto che abbiate due amici che vi aiutino a sopperire alle mancanze del gioco.
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Tho una spada abbandonata!
Graficamente il port da sistemi mobile risulta molto bello, con l’aggiunta di effetti grafici e di una pulizia generale che ricorda molto bene la bellezza del titolo originale; se su SNES il titolo in questione era sicuramente uno dei più belli visivamente disponibili possiamo dire che questo port 3D ben si presta al suo antenato, regalando più di un sorriso al giocatore che si avventura nel segreto del mana.
Mediocre invece il comparto audio, sopratutto quello del doppiaggio: invece di rendere tutto più immersivo, il risultato finale risulta troppo staccato dal mondo che dovrebbe animare, sopratutto quando sentiamo i personaggi parlare ma non muovere la bocca. Insomma: bene ma non benissimo, come si suol dire.
In definitiva, la versione PS4 di Secret of Mana è un discreto remake, nato su dispositivi mobile e infine atterrato anche su console, diverte quel tanto che basta ma non rimarrete di certo incollati allo schermo, dato che, e lo dico con un filo di tristezza, il gioco originale è invecchiato troppo male rispetto agli standard odierni.
Perché sì:
Perché no:
  • Squisitamente colorato
  • Molto divertente in multiplayer
  • un tuffo nel passato

 

  • Invecchiato male
  • doppiaggio deludente

Grafica

Personaggi

Cathoderay - Biografia

Cathoderay
Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale. Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.