Sea of Thieves

Un teschio spunta all'orizzonte

Pubblicato il 09/04/18 da Rednek
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Sea of Thieves

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E’ innegabile che i pirati abbiano fatto la storia dei videogiochi e Rare, che a sua volta è storia del medium, ha provato a riportare la pirateria al centro dell’attenzione. Sea of Thieves arriva infatti in un periodo storico carente di importanti titoli a tema piratesco e, fortunatamente, cerca di differenziarsi dai titoli che lo hanno preceduto. E’ giunto quindi il momento di vedere se la barca costruita da Rare sia in grado stare a galla, o se sia destinata a colare miseramente a picco.

Una volta selezionato il proprio pirata dall’infinita selezione proposta da Rare, il giocatore viene messo davanti a un mare di possibilità. Prima di tutto è importante dire che, seppur sia possibile giocare da soli, è abbastanza sconsigliato, in quanto complica parecchio le cose. Oltre alla possibilità di navigare in solitaria, è possibile salpare con una ciurma da due giocatori sullo Sloop, un vascello concepito appositamente per la co-op a due giocatori oppure, se si vuole giocare in tre o in quattro giocatori, si avrà a disposizione il galeone. Nel caso non si disponga di amici con cui giocare, Sea of Thieves prevede un comodo sistema di matchmaking, che dà la possibilità a utenti spaiati di unirsi ad altri giocatori.

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La realizzazione tecnica è stupefacente. Guardate quei riflessi sul mare…

Una volta sul molo, il giocatore ha a disposizione tre associazioni dalle quali prendere missioni, ognuna basata su una distinta meccanica di gioco. La prima, i Gold Hoarders, è focalizzata sullo scoprire i forzieri, per poi consegnarli in cambio di denaro. La seconda è l’Order of Souls, la quale ci spedirà in giro per il mare a caccia di capitani scheletro. Una volta sconfitto il capitano (o i capitani), quest’ultimo dropperà un teschio che dovremo consegnare all’Ordine, sempre in cambio di denaro. L’ultima associazione è quella mercantile, la quale ci consegna delle gabbie e una lista di animali o oggetti, da  trovare e poi consegnare a uno specifico avamposto per poi ottenere, indovinate un po’, ancora del denaro. Ogni volta che il giocatore consegna le risorse richieste alla relativa associazione acquisirà esperienza, ma solo per quella data fazione.
Ogni cinque livelli di esperienza raggiunti l’associazione permette di comprare quest di livello più alto aumentando, RNG permettendo, i guadagni per il giocatore. Ogni oggetto consegnabile ha una fascia di valore, per esempio si va dal forziere del naufrago al forziere del capitano, con in mezzo due forzieri intermedi. Sempre riguardo i forzieri ne esistono anche due speciali, che però non fanno testo vista la rarità con cui si trovano. Questo sistema vale anche per i teschi trovati per l’Ordine delle Anime e per gli animali della gilda mercantile.

Il loot “normale” finisce qui, per normale si intende: “Vai sull’isola x, trova il tesoro y e consegnalo”. Per ottenere un teschio speciale e un forziere speciale il giocatore dovrà affrontare la fortezza degli scheletri. Questa missione speciale si attiva quando appare un teschio nel cielo, basterà seguirlo per arrivare a un forte, difeso da varie ondate di scheletri. Una volta sconfitte tutte le ondate e il capitano, quest’ultimo dropperà una chiave, la quale aprirà la porta che si trova sotto al forte. All’interno della stanza che sta dietro l’agognata porta si troveranno svariati esemplari di loot normale, oltre a un teschio della fortezza e a un forziere della fortezza.
In media, se si consegna tutto il contenuto dello skull fort, si guadagnano dalle 10.000 alle 15.000 monete. Ora, sembrerebbe tutto facile, semplice e bello, ma poiché stiamo parlando di un gioco multiplayer che prevede il pvp, gli altri giocatori cercheranno di rubarvi il bottino. Non solo, se tentate di aggiudicarvi il forte, preparatevi ad avere della competizione.
E’ assolutamente necessario precisare, riguardo alle componenti pvp e pve, che le armi e gli oggetti con una skin diversa da quella base non cambiano a livello di statistiche, quindi un colpo di spada farà sempre lo stesso numero di danni.

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Gli amati/odiati scheletri. Non fatevi ingannare dal character design, possono rappresentare una seria minaccia.

Ora che ci sono delle basi sulle quali speculare, posso passare a un’analisi sugli aspetti positivi e su cosa sia andato meno bene. Il gioco presenta una meccanica di base molto solida, ovvero: “Ottieni la quest, trova il loot e consegnalo”, dividerla in tre tipi di quest diverse ha apportato la giusta dose di varietà. Tutto questo è bello e giusto ma non porta solo ad acquistare skin per il personaggio e per i suoi oggetti, ma anche verso il traguardo su cui gli occhi di tutti i pirati sono fissi: diventare una leggenda. Per diventarlo è sufficiente “solo” far arrivare ogni fazione a livello 50. Questo, in parole povere, significa che è doveroso grindare nelle missioni delle tre compagnie. La bontà di questa meccanica è influenzata dal suo grado di ripetitività, che nel caso di Sea of Thieves è altissimo. Con il sicuro intento di chiudere dietro un muro ben solido, accessibile solo ai più persistenti, il rango di leggenda pirata, Rare ha piazzato una curva di acquisizione della reputazione molto ripida, che scala molto velocemente verso l’alto.

Una volta raggiunto il livello 20 in una compagnia una buona parte del loot ottenuto diventa quasi inconsistente, senza accrescere in modo significativo il nostro livello di reputazione e contribuendo, almeno nel mio caso, a rivolgere l’attenzione quasi e solo esclusivamente verso il farming delle fortezze. Per quanto mi impegni riesco a fare due fortezze al giorno, se va bene, e la reputazione che mi portano non mi fa salire nemmeno di un livello. Per quanto rispetti l’idea far lavorare davvero i giocatori per raggiungere l’endgame, il vero rischio è quello di allontanarli per sfinimento. La domanda è: “Per quanto sia allettante l’idea di diventare leggenda, avere navi particolari, vestiti e un nuovo tier di quest, vale la pena far ripetere per settimane le stesse missioni ai giocatori?” La mia risposta è: “Non allo stato attuale del gioco”. Sea of Thieves poggia su delle basi bellissime a mio parere, ma ha bisogno di più contenuti; non che quelli presenti non siano all’altezza, ma se si vuole impegnare il giocatore per un ammontare di ore mastodontico serve davvero tanta, tanta varietà.

Accantonata questa nota dolente, è più che giusto rendere merito a Sea of Thieves, perché è, probabilmente, il gioco sui pirati definitivo. L’ambientazione è realizzata in modo magnifico, a partire dall’acqua, che a mio parere conquista il titolo di “miglior rappresentazione del mare mai realizzata nella storia del medium videogioco”. Tutto questo non pesa particolarmente sull’engine, che è ottimizzato davvero bene. La stessa cosa purtroppo non si può dire dei server, che in questa prima settimana hanno dato non poche noie al team di sviluppo, che celermente ha riportato la situazione nei limiti della normalità.

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Sarà anche un gioco ripetitivo, ma chi si stancherebbe mai di un mare così?

In conclusione, il gioco ha delle basi molto solide e tantissimo divertimento da offrire, il tutto però è messo in discussione dalla progressione troppo lenta, che porta il giocatore a snervanti pattern ripetitivi. La lontananza dal traguardo, ovvero diventare una leggenda pirata e, di conseguenza, dai contenuti che andrebbero a portare elementi nuovi nel loop di gameplay scoraggia, specie quando ci si rende conto che di ore per raggiungere l’obiettivo ne mancano ancora moltissime. Sea of Thieves è un gioco che mette davanti a un percorso, lasciando completa libertà al giocatore sul come affrontarlo, rendendo l’esperienza estremamente personale. Detto questo, il sottoscritto continuerà a immergersi nel magnifico mondo di Sea of Thieves nelle prossime settimane, tornandoci sicuramente anche in futuro, fino a raggiungere quell’agognato rango, un passo alla volta.


Perché sì:
Perché no:
  • Mare
  • Meccancihe
  • Buona profondità
  • Libertà data al giocatore

 

  • Progressione molto lenta...
  • ...che porta alla ripetitività

Brezza marina

Barbe

Rednek - Biografia

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.