Remothered: Tormented Fathers

Un incubo tutto italiano.

Pubblicato il 16/02/18 da Cathoderay
recensione

Remothered: Tormented Fathers

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Sono ormai anni che non abbiamo a che fare con survival horror psicologici in terza persona, come Hunting Grounds o Clock Tower, giochi che ultimamente sembrano relegati a un limbo videoludico davvero molto lontano; i ragazzi di Stormind Games hanno deciso di porre rimedio a questa mancanza, facendo uscire su Steam un titolo che aspettavo da molto tempo: Remothered: Tormented Fathers, primo capitolo di una trilogia (e possiamo solo esserne contenti) che riporta i giocatori ad affrontare paure ataviche.

In Remothered: Tormented Fathers vestiremo i panni della dottoressa Rosemary Reed, alla ricerca di una ragazza scomparsa, Celeste, figlia del ricco notaio Felton, ormai anziano e malato. Tuttavia è chiaro fin da subito come il vecchio Felton nasconda qualcosa di tremendo, per questo Rosemary decide di introdursi nella villa durante la notte, risvegliando così un incubo dal quale l’unica via per salvarsi la vita è fuggire. Il vecchio Felton è tutt’altro che felice dell’intrusione della protagonista nella sua magione, e reagisce malissimo, inseguendola senza sosta con una falce, allo scopo di impedirle di rivelare l’inquietante segreto nascosto tra le pareti della sua villa.
Questo è l’incipt di un’avventura horror incredibilmente inquietante, al confine tra il soprannaturale e il thriller, che ricorda a tutti che molto spesso il vero orrore è in quello che immaginiamo nella nostra mente, e non nel mondo reale. La storia prende forma tramite un susseguirsi di cutscene, realizzate con un’ottima regia, e attraverso gli oggetti collezionabili che troveremo all’interno della casa. Lo stesso personaggio della dottoressa Reed custodisce un segreto di cui il gioco dà qualche anticipazione, lasciandoci in attesa degli episodi successivi.

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Inizia tutto cosi…

Come sicuramente avrete intuito, Remothered: Tormented Fathers è uno stealth in terza persona, in cui dovrete risolvere enigmi per fuggire dalla villa, braccati costantemente da un nemico che non può essere sconfitto.
Questo tipo di meccanica, prettamente giapponese, ha un impatto abbastanza importante sui miei nervi, dato che il non poter scaricare piombo caldo contro gli inseguitori tende a farmi saltare fin troppo spesso sulla sedia. Spostarsi nel massimo silenzio all’interno dell’abitazione diventa essenziale per sopravvivere, cercando di sfruttare ogni nascondiglio possibile per sfuggire ai nostri assalitori; essere scoperti comporta una fuga forsennata dal nostro inseguitore, provando nel frattempo a rallentarlo (sempre che Rosemary abbia con sé gli oggetti necessari per creare qualche diversivo), ma senza poter mai davvero attaccare. L’unico strumento di offesa è una lama, attraverso la quale è possibile ferire gli inseguitori, e divincolarci se veniamo raggiunti.

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Forse non vi troveranno qui… forse.

Uno dei punti di forza di Remothered: Tormented Fathers è l’estrema cura dei dettagli, che contribuiscono a creare un’esperienza immersiva, che tiene il giocatore incollato allo schermo.
Un esempio è dato dalla differenza di suono prodotto dal rumore dei passi sul pavimento di legno rispetto a quello prodotto camminando sui tappeti, che fa riflettere il giocatore su come muoversi e su dove poter correre piuttosto che camminare, per non creare rumore. Un altro esempio dell’estrema cura riversata in questo titolo è sicuramente la mancanza di una barra della vita, o di qualsivoglia indicatore. Gli unici segni da cui dedurre lo stato di salute della protagonista sono le ferite presenti sul suo corpo, o l’agilità della sua deambulazione.
Imparerete presto a capire che se Rosemary si muove trascinandosi non scoppia certo di salute.

Remothered: Tormented Fathers è graficamente gradevole, ed è indubbia l’intenzione degli sviluppatori di rendere memorabili le anguste ambientazioni, piuttosto che i personaggi.
Nonostante  Rosemary sia incredibilmente dettagliata, non si può dire lo stesso del dott. Felton, che avrebbe giovato sicuramente di qualche animazione in più, in particolare nelle espressioni facciali. La realizzazione artistica generale è comunque molto bella, specialmente negli ambienti di gioco, tanto cupi e angoscianti di notte, quanto ordinari di giorno, e proprio questa normalità rende l’esperienza ancora più disturbante.
Qualche piccola sbavatura nell’intelligenza dei nemici e qualche bug hanno reso, in alcuni momenti, la mia esperienza frustrante, sopratutto nelle occasioni in cui la protagonista, nonostante fosse nascosta perfettamente, veniva scoperta lo stesso dal maledetto dottore, ma niente che una patch non possa risolvere in tempi brevi.

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Quello che sembrava innocuo…

Un plauso va alla colonna sonora del gioco, che coinvolge Nobuko Toda, nota per aver composto i temi musicali della saga di Metal Gear Solid, che va a impreziosire una soundtrack molto ben curata e di impatto, capace di trasmettere le giuste sensazioni al giocatore, e che fa da perfetto contrappunto alle situazioni angoscianti che ci troveremo ad affrontare per scappare dall’incubo in cui ci siamo infilati.

In definitiva Remothered: Tormented Fathers costituisce un ottimo esordio per l’italianissimo team di Stormind Games, che ha dimostrato con il suo primo lavoro di avere talento da vendere, e che non può che lasciarmi in attesa del secondo capitolo.
Un titolo consigliato a chi cerca un horror intenso e diverso, capace di trasmettere sensazioni forti.

Perché sì:
Perché no:
  • Ispiratissimo e intenso
  • Disturbante
  • Ambientazioni che funzionano

 

  • Qualche piccolo bug
  • Si poteva fare di più con i modelli dei personaggi

ambientazione

musiche

dettagli

Cathoderay - Biografia

Cathoderay
Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale. Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.