Neverwinter Nights: Enhanced Edition

Il ritorno dell'Aurora

Pubblicato il 15/10/18 da RickyAll
recensione
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Neverwinter Nights: Enhanced Edition

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Gli appassionati di CRPG d’annata oramai conosceranno molto bene la software house Beamdog, specializzata nel restauro dei leggendari videogiochi di ruolo occidentali che, durante gli anni ’90, hanno appassionato migliaia di videogiocatori. Parlo ovviamente di titoli come Baldur’s Gate, Planescape: Torment, Icewind Dale: capolavori senza tempo che l’azienda canadese ha ripubblicato in versioni rivedute, corrette e rese compatibili con i sistemi operativi di nuova generazione, denominandole Enhanced Edition.

Dopo i successi commerciali avuti con i videogiochi basati sull’immortale Infinity Engine, Beamdog ha tentato di rendere Enhanced un titolo che gli amanti di Dungeons & Dragons avranno sicuramente sentito nominare: sto parlando di Neverwinter Nights, videogioco sviluppato da BioWare nel lontano 2002, uno fra gli ultimi esponenti della Golden Age degli RPG su licenza D&D. La particolarità di Neverwinter Nights è il motore di gioco, l’Aurora Engine: estremamente potente e versatile per l’epoca, il quale non solo rese realtà uno dei migliori videogiochi di ruolo isometrici di tutti i tempi, ma permise inoltre alla fanbase di creare moduli personalizzati grazie all’Aurora Toolset, e fu lo scheletro di altri celebri videogame come i due Knights of The Old Republic e la prima iterazione di un’allora sconosciuta serie chiamata The Witcher, sviluppata dagli altrettanto sconosciuti CD Project RED

Fatte le dovute premesse, saggiamo assieme la qualità del restauro di una fra le stelle più splendenti nel firmamento dei giochi di ruolo occidentali: quanto è veramente Enhanced l’ultima creatura di Beamdog, Neverwinter Nights: Enhanced Edition?

Rivedere le cutscene del prologo è un vero e proprio tuffo nel passato. Nostalgia portami via…

Per quanto riguarda il comparto grafico di questa riedizione di Neverwinter Nights, Beamdog si è prodigata egregiamente nell’abbellire quanto più possibile l’originale lavoro di BioWare: sono stati aggiunte al gioco varie opzioni grafiche come luci dinamiche, presenza dell’erba, effetto del vento, gestione del contrasto, della luminosità e della profondità di campo, atte a incrementare l’effetto immersione del giocatore negli evocativi e celebri luoghi dei Forgotten Realms, oltre che a garantire una resa visiva più nitida rispetto alla versione originale. Presenti all’appello anche pixel shader e effetti di post-processing.

Altro elemento di (vitale) importanza è l’adattamento della schermata di gioco alle risoluzioni degli schermi moderni: l’UI si adatta egregiamente sia ai monitor 1080p che a quelli 4K. Gli sviluppatori hanno inoltre considerato come i tasti dell’interfaccia sarebbero risultati piccolissimi a risoluzioni particolarmente elevate (in particolare in 4K) e ha offerto la possibilità di regolare la dimensione dell’interfaccia utente in due distinte scale di grandezza, l’una il doppio dell’altra. Personalmente, avendo giocato il titolo a 1080p, ho trovato la seconda delle due un po’ troppo ingombrante per i miei gusti, ma a risoluzioni più elevate, probabilmente, sarebbe impossibile navigare i menu di gioco senza di essa.

Il peso degli anni si sente, anche col certosino lavoro di restauro che Beamdog ha riservato per Neverwinter Nights.

Altro elemento degno di lode è il ritorno del già citato Aurora Toolset, il quale offre le esatte funzionalità del titolo originale, con l’aggiunta di qualche miglioramento, in particolar modo nel comparto visuale. Il Toolset fu una delle ragioni principali del successo di Neverwinter Nights, in quanto offriva la possibilità di creare moduli e mappe a chiunque possedeva il gioco, rendendolo così potenzialmente infinito.

Considerato inoltre che l’Enhanced Edition ha ricostruito in tutto e per tutto l’infrastruttura multiplayer, oltre ad avere retrocompatibilità piena con i vecchi salvataggi e con i moduli della versione originale del gioco, la longevità dell’ultima opera di Beamdog raggiunge livelli inimmaginabili. Ciliegina sulla torta è il supporto allo Steam Workshop, il quale rende estremamente facile la distribuzione e installazione delle più disparate mod: da nuove texture a moduli fanmade, fino a interi mondi persistenti generati dalla comunità e che chiunque, volendo, può hostare.

Per quanto riguarda i contenuti, il titolo contiene esattamente quanto incluso nella Diamond Edition datata 2005: la campagna originale, le espansioni Shadows of UndrentideHordes of the Underdark e Kingmaker. Come se non bastasse, Beamdog si sta prodigando nel rilasciare moduli premium come DLC, incrementando così ulteriormente una longevità già estremamente duratura.

Ah, Neverwinter. Un’adorabile cittadina vittima dei continui cataclismi che colpiscono la leggendaria Costa della Spada. O tempora, o mores!

In conclusione, Neverwinter Nights: Enhanced Edition rappresenta un vero e proprio gesto d’amore nei confronti di un’epoca che ha forgiato il GDR occidentale così come lo conosciamo: passeggiare fra le strade di Neverwinter è sicuramente evocativo per un nostalgico come il sottoscritto, d’altro canto lo è probabilmente molto di meno per coloro che sono abituati all’industria videoludica degli ultimi anni.

Questa edizione migliorata è sicuramente un lavoro di restauro di eccellente fattura, ma non basta una mano di lucido per rendere attuale un gioco originariamente pubblicato sedici anni fa: le migliorie grafiche introdotte dalla Enhanced Edition non fanno miracoli e i poligoni, sebbene discretamente smussati anche zoomando sui modelli dei personaggi, si vedono eccome. Bisogna saper guardare oltre la veste grafica per apprezzare la bellezza di Neverwinter Nights: un RPG di altri tempi, con una rigiocabilità infinita e con una componente online profonda e ben strutturata, soprattutto pensando che, all’epoca dell’uscita del titolo originale, tali feature non erano affatto scontate.

Estremamente consigliato, ma solo per i nostalgici e gli amanti del vintage. Ah, quasi dimenticavo: scusate il ritardo.

Perché sì:
Perché no:
  • Classico intramontabile
  • Potenzialmente infinito

 

  • Tecnicamente datato
  • Non adatto a tutti

Forgotten Realms

RickyAll - Biografia

Al secolo Riccardo Allegretti (no, il mio nickname non significa Riccardo Tutto e sì, sono una persona molto fantasiosa). Videogiocatore quasi a 360 gradi, recensore a 720, persona a 1080p. Come avrete notato, ho molti talenti, ma non la simpatia. RPG Master Race!