Neofeud

Simulatore di burocrazia futuristica

Pubblicato il 22/02/18 da RickyAll
recensione

Neofeud

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PEGI:

Le avventure punta e clicca hanno sempre avuto un posto speciale nel mio cuore, sin dai miei primi approcci con l’universo videoludico: ricordo con piacere quando, durante i primi anni del nuovo millennio, scoprii, installati sul computer a casa di mia zia (montava un processore Pentium III, il non plus ultra di quegli anni), tre titoli che, nel bene e nel male, hanno gettato le basi per quanto riguarda la mia esperienza di gioco su PC. Prima di allora avevo giocato esclusivamente su Super Nintendo, e qualcosina su Playstation. Questi tre videogiochi erano: Halo: Combat Evolved, Worms 2 e The Curse of Monkey Island.

In particolare, l’ultimo titolo da me elencato segnò in modo profondo la mia giovane mente. Riuscire a comprendere come combinare oggetti, nozioni, elementi dello sfondo per risolvere situazioni apparentemente impossibili mi fece innamorare del genere. Di conseguenza, nel corso degli anni, ho recuperato quasi tutti i titoli Lucasarts basati sullo SCUMM (Script Creation Utility for Maniac Mansion, per chi non lo sapesse), e ho maturato un debole per le avventure grafiche in generale.

Di conseguenza, quando ho approcciato  Neofeud, titolo sviluppato dallo studio indie Silver Spook Games, non ho potuto far altro che mostrare il mio interesse. Un’avventura grafica ambientata in un mondo distopico cyberpunk? That’s my jam, baby! Peccato che Neofeud non abbia nemmeno lontanamente soddisfatto le mie aspettative…

Immagine rappresentativa del gameplay di Neofeud
Non riesco proprio a farmi piacere lo stile di disegno scelto per questo gioco.

Neofeud è, infatti, il classico esempio di idee eccellenti accompagnate da una realizzazione tutt’altro che da manuale. Durante il nostro playthrough interpreteremo Karl Carbon, ex-poliziotto, congedato con disonore per essersi rifiutato di eseguire un ordine diretto di un suo superiore: sparare a un robot senziente disarmato. Inizieremo la nostra avventura retrocessi a dipendente pubblico, nel campo dell’assistenza sociale per robot senzienti, lavoro che ci porterà a ispezionare le abitudini di vita delle intelligenze artificiali, in particolar modo dei minori, per far sì che le stringenti leggi imposte dagli umani siano rispettate.
Il concept è senza alcun dubbio intrigante e, a tratti, mostra interessantissimi spunti di critica sociale, ma ciò non basta a ignorare i grossi difetti di questo titolo. In primis, lo stile grafico scelto per Neofeud è quantomeno… discutibile: i disegni che compongono sia il volto del protagonista (e degli NPC) che gli scenari non sono esattamente capolavori di design, e ciò è particolarmente grave, visto che la presentazione del mondo di gioco e dei personaggi è una componente fondamentale di un’avventura grafica.
A seguire abbiamo il poco pathos comunicato dal doppiaggio: sebbene sia commendabile che il titolo sia doppiato in ogni suo aspetto, le voci suonano spesso piatte, quasi senz’anima, dando così al giocatore la perenne impressione che il voice acting sia stato ridotto a una semplice lettura distratta di un copione, piuttosto che a un’interpretazione artistica dello stesso.

Non è finita qui: il design della GUI (Graphic User Interface) è  confusionario e poco funzionale. Mi è capitato più di una volta di avere difficoltà nel navigare tra gli oggetti posseduti dal protagonista, nonché tra le opzioni di interazione con l’ambiente (parlare, prendere, osservare combinare, etc.). Un difetto del genere non è accettabile in un’avventura grafica, genere che ha proprio nell’interazione con l’ambiente il cuore del gameplay. Maniac Mansion, titolo del 1987 (!), ha un’interfaccia utente infinitamente superiore a quella di Neofeud, per intenderci.
Questo difetto, ovviamente, è presente sia nella navigazione della mappa che nella risoluzione dei puzzle, la cui difficoltà risulta incrementata, proprio a causa della scarsa chiarezza dei comandi a disposizione del giocatore.

Per concludere quest’analisi, non posso non citare il fatto che lo storytelling stesso sia estremamente altalenante: nonostante il concept sia degno di interesse la narrazione non riesce, tranne che in rari momenti, a cogliere l’attenzione del giocatore, né a farlo riflettere sugli importanti temi trattati.

Immagine che fuinge da citazione dedicata al protagonista della fortunata serie Deus Ex
Citazionismo à gogo. Peccato che un semplice cameo di J.C. Denton non possa salvare Neofeud dai suoi stessi, gravi difetti.

 

In definitiva, Neofeud è la perfetta esemplificazione del fatto che le buone idee non sempre si traducono in un bel gioco. Probabilmente il mio giudizio è leggermente influenzato dal fatto che mi aspettavo molto di più, dato che il titolo è incentrato su uno dei miei concept preferiti, il cyberpunk.
Se siete fan del genere e pensate che io abbia preteso troppo da un titolo sviluppato da un minuscolo studio indie, probabilmente avete ragione. Il fatto è che mi aspettavo un po’ un Deus Ex in veste di avventura grafica… E invece sono rimasto a mani vuote.

Perché sì:
Perché no:
  • Buone idee
  • Colonna sonora

 

  • Scarsa realizzazione
  • Interfaccia
  • Design

Colonna Sonora

RickyAll - Biografia

Al secolo Riccardo Allegretti (no, il mio nickname non significa Riccardo Tutto e sì, sono una persona molto fantasiosa). Videogiocatore quasi a 360 gradi, recensore a 720, persona a 1080p. Come avrete notato, ho molti talenti, ma non la simpatia. RPG Master Race!