Mothergunship

Che per caso ci spari con quello?

Pubblicato il 20/08/18 da Barbarossa
recensione

Mothergunship

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La vera natura degli FPS sta pian piano svanendo, laddove il core del genere sta venendo sotterrato da meccaniche secondarie che sono considerate più interessanti, storie sempre più ricercate, stili artistici più unici. Sembra quindi che gli FPS non siano più abbastanza, che manchi sempre e comunque qualcosa per renderli ancora un genere degno di essere giocato. I membri di Terrible Posture GamesGrip Digital dissentono fortemente con questa affermazione e, in un momento dove ormai solo Doom e Unreal sembrano tenere alta la bandiera degli sparatutto, sfornano Mothergunship.

Spara, dannazione! Spara!

Mothergunship è uno sparatutto in prima persona con una grossa componente Bullet Hell che ci vedrà vestire i panni di un soldato all’interno di una power-suit (e fin qui nulla di strano), dove avremo la possibilità, però, di poter creare le nostre armi da fuoco. Mothergunship parla al nostro lato più animalesco di giocatori di FPS, dandoci la chance di forgiare le armi che useremo in battaglia contro questi alieni (la Mothergunship, appunto).

Il gioco, di per sé, consiste in questo. Può non sembrare particolarmente profondo, è vero, ma Mothergunship ci lascia un’estrema libertà in tutto quello che facciamo, a partire dalla scelta di quali livelli di gioco affrontare e di come farlo. Il titolo, infatti, farà in modo che si debbano affrontare delle stanze tematizzate: tre possibili temi alieni saranno quelli che affronteremo nelle nostre scorribande spaziali, una dietro l’altra, non senza però offrirci la possibilità di renderle più complesse o ponendoci dei grossi vincoli. Maggiore il rischio, maggiore la ricompensa.
All’inizio della missione ci verrà chiesto di portare un numero variabile di pezzi di arma per poter costruire quelle iniziali. Da quel momento, ogni soldo guadagnato dalla distruzione degli alieni potrà essere speso in speciali ambienti (direttamente sulla nave nemica che stiamo cercando di ripulire) per potenziare quelle armi.

Il sistema di crafting, estremamente profondo e ben congenato, ci offre la possibilità di modificare tre aspetti delle armi che usiamo (mano destra e sinistra): Connettori, Potenziamenti, Bocche di Fuoco.
Un po’ come quello che succedeva in Besieged, qui potremo cercare le combinazioni più assurde di questi tre elementi per creare l’arma perfetta. Saper dosare in maniera alchemica questi elementi e capire quando smettere di premere in maniera spasmodica i tasti per sparare ci permetterà di non dover ricaricare nel momento più intenso dell’azione, esponendoci così all’ira aliena.

Questo setup si chiama Quadriminigunboomboom3000.

Morire diventerà sempre più all’ordine del giorno, lasciandoci così senza i pezzi comprati fino a quel momento, ma perdendo anche tutti quelli con cui abbiamo deciso di affrontare la missione inizialmente. Alla lunga, specialmente quando la difficoltà del gioco si fa violenta, risulta un po’ frustrante partire solamente con la propria power-suit, (che comunque è potenziabile fino a 40 multi-jumps), parecchia salute a disposizione, e dei semplici pugni; ma Mothergunship è un gioco che richiede una buona capacità decisionale, per capire fino a che punto si è in grado di spingersi a sparare senza superare il limite e fallire la missione.

Tutto questo inferno di proiettili è accompagnato da una storia di background molto semplice e che, sapendolo, sa prendersi in giro (a volte anche troppo). Anche se solo di contorno, la giustificazione di salvare il mondo da questa Mothergunship vi verrà sempre ribadita dal Colonnello e dai suoi collaboratori, che non mancheranno mai di farvi sentire all’interno di un film di azione di serie B, con dialoghi figli dei più classici trope cinematografici e televisivi.

A volte bisogna esagerare per davvero…

La realizzazione tecnica del gioco è di buon livello, con un gameplay solido, un level design a tratti monotono (ogni tanto si ha un senso di déjà vu nell’affrontare una nuova stanza), una direzione artistica solida e senza fronzoli ed un comparto audio decisamente all’altezza.

In definitiva, Mothergunship si è rivelato un ottimo passatempo per tornare un po’ alle origini del mondo degli FPS, dandomi la possibilità di poter dar voce ai più bassi istinti di gamer che ogni tanto urlano: “Su, su! Dai che ho voglia di sforacchiare qualche alieno!”

See you, Game Cowboys!

Perché sì:
Perché no:
  • Sistema di crafting armi
  • Fluidità del gameplay
  • Scanzonato

 

  • Level design un po' monotono

BOOM HEADSHOT

SMOOTH

ANCORA?

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.