Mega Man X Legacy Collection 1 + 2

Sterminando i Mavericks

Pubblicato il 30/07/18 da Aymeric
recensione

Mega Man X Legacy Collection 1 + 2

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Giusto l’anno scorso mi chiedevo quando mai Capcom ci avrebbe degnato di una nuova collection (l’ultima risale al 2006, su GameCube e Playstation 2) dedicata alla serie Mega Man X, versione più “matura” e story driven delle avventure del Blue Bomber, qui accompagnato non più dai soliti Proto Man, Roll e Bass ma con un cast di supporto tutto nuovo, nuovi nemici, nuove abilità e molte, molte, MOLTE righe di dialogo (talvolta pure non skippabili).

X5 è uno dei capitoli più belli, ma anche il più verboso

Il momento è finalmente arrivato e da pochi giorni possiamo trovare su praticamente qualsiasi piattaforma Mega Man X Legacy Collection, pubblicata in due volumi distinti: ogni volume, al prezzo di appena 20 euro, ci permetterà di giocare a quattro giochi della saga; Mega Man X Legacy Collection 1 contiene i primi tre capitoli usciti su Super Nintendo e il primo capitolo per l’originale Playstation, Mega Man X4, mentre Legacy Collection 2 contiene X5 e X6, anche loro usciti su PlayStation, e X7 e X8, nati su PlayStation 2. I fan della saga noteranno sicuramente la mancanza di Mega Man X: Command Mission, RPG a turni uscito su PS2, e dei due capitoli usciti su Game Boy Color, ma essendo spin-off possiamo comunque chiudere un occhio sulla loro mancanza, anche se avrebbe fatto piacere avere una collezione effettivamente completa dedicata al brand.

Pugni meccanici per tutti!

Oggi non sarò qui a valutare la bontà di ogni singolo gioco, in quanto molti condividono lo stesso gameplay, tolto X7, per il quale Capcom decise di adottare un approccio 3D, e mai scelta fu meno azzeccata. Ogni Mega Man X si presenta come un shooter-platform a scorrimento orizzontale, proprio come i capitoli della saga originale, con lievi differenze: dovremo, questo sì, sconfiggere diversi robot (qui chiamati Maverick) per ottenerne i poteri e quindi migliorare il nostro arsenale per prepararci al meglio alla sfida con Sigma, antagonista della serie; ma ogni capitolo andrà a deviare sempre di più da questa formula, aggiungendo migliorie all’armatura di X che andranno a sbloccare nuove abilità (come lo scatto o, per la prima volta, poter lubrificare le rotule di Mega Man dandogli quindi la possibilità di accucciarsi), alla maniera Metroid maniera, permettendoci di vestire i panni di Zero, comprimario della saga che predilige l’uso della spada al plasma piuttosto che il blaster, oppure dandoci la possibilità di guidare veicoli.

Quello che andrò a valutare, invece, oltre alle modalità aggiuntive, sarà la bontà del porting dei giochi stessi, rispondendo alla domanda che tutti i retro-fanatici si stanno ponendo: se possiedo già gli originali, vale la pena riacquistare questi porting? Cosa mi dà di più rispetto a una sana partita su SNES?

Alla fine si tratta sempre di avere l’arma giusta al momento giusto.

Bene, qui casca l’asino: il porting non è perfetto, per niente. I tre capitoli per SNES, purtroppo, presentano molti cali di framerate nelle situazioni più caotiche, il che è strano se pensiamo che ho giocato le collection su una PlayStation 4 PRO, non proprio l’hardware meno performante in commercio. In più, dei tre filtri che potremo selezionare, sicuramente il migliore rimane il secondo, il quale restituisce una simulazione abbastanza decente di uno schermo CRT. Gli altri due, il filtro smooth, settato di default, e “senza filtro”, li sconsiglio vivamente: il primo pare un filtro bilineare fatto abbastanza male, che va a mischiare colori e ad assottigliare le linee delle varie sprite, facendo perdere definizione all’immagine, mentre il secondo rimuove ogni filtro mostrando ogni singolo pixel: sempre meglio del filtro smooth ma fin troppo “definito” per essere considerato piacevole da vedere.

La situazione, paradossalmente, migliora per i giochi PlayStation e Playstation 2; il framerate regge molto di più che sui giochi SNES e, anche se i giochi PS One condividono con questi ultimi il problema dei filtri, quelli PS2 risultano chiari e puliti, con un ottimo lavoro di rescaling delle texture.

Il filtro smooth rovina l’esperienza.

Quindi, in poche parole, se stessimo solo a guardare il lato tecnico e nel caso abbiate già una copia almeno dei giochi SNES, l’originale è la versione più adatta per godere dei giochi al meglio, password al posto di comodi salvataggi a parte. Questo non vuol dire che entrambe le collection siano da buttare, in quanto appunto tutti gli altri giochi, dall’X4 all’X8, si giocano meglio o alla pari della versione originale. Comunque, altri due motivi per acquistare le raccolte sono le due aggiunte più importanti a livello di gameplay: la modalità principiante e la Mega Man X Challenge.

Vi sembrerà strano leggere in una recensione che la presenza di un easy mode in un gioco sia un vanto, ma per chi conosce bene la saga sa quanto cattivi possono essere i giochi del Blue Bomber, soprattutto in mano a degli sprovveduti. Ecco quindi che, con la sola pressione del touchpad, potremo attivare o disattivare a piacimento la modalità principiante, che non farà altro che ridurre l’output di danno dei nemici. Nulla di trascendentale quindi: i pattern rimarranno gli stessi, le trappole appuntite elimineranno lo stesso il giocatore, così come un boss particolarmente rapido potrà tranquillamente eliminarci con attacchi continui, solo mettendoci un pelo di tempo in più.

La Mega Man X Challenge, invece, è una nuova modalità, aggiunta assieme al museo contenente artwork, temi musicali, merchandise e altre amenità, specificatamente per queste due raccolte: si tratta di una particolare modalità Boss Rush a tempo, contro due boss alla volta. Dovremo pianificare tutto prima di lanciarci a capofitto contro i Mavericks, in quanto non potremo utilizzare tutti i power-up disponibili ma solo alcuni che potremo selezionare tra un incontro e l’altro. Al termine della sfida potremo dare un’occhiata ai nostri risultati e a come ci siamo posizionati rispetto al resto del mondo, grazie alle classifiche online.

Mega Man X7 non è così male, ma le sezioni con il movimento in 3D sono abbastanza bruttine.

Alla fin fine, queste due raccolte non sono perfette, ma sono sicuramente il modo migliore per giocare queste perle del passato nel caso ancora oggi non siate riusciti a colmare la lacuna. Ovviamente in alcuni casi reperire la fonte originale è meglio, ma con l’aumentare dei prezzi delle cartucce retrogaming, 20 euro a collection pare una spesa più che onesta, al netto dei problemi che queste raccolte hanno.

Perché sì:
Perché no:
  • Una collezione di grandi classici.
  • 8 giochi a un prezzo stracciato.
  • MMX Challenge e modalità principiante interessanti.

 

  • Cali di framerate fastidiosi nei primi tre giochi.
  • Filtri visivi da rivedere.
  • Mancano tre giochi per considerarla una collezione completa.

Zero

Mega Man X3

Dov'è Command Mission?

Aymeric - Biografia

Michael Maneia
Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.