Mario + Rabbids: Kingdom Battle Gold Edition

Il Re delle banane!

Pubblicato il 27/07/18 da Michael Maneia
recensione
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Mario + Rabbids: Kingdom Battle Gold Edition

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È passato ormai più di un anno dall’annuncio di Mario + Rabbids: Kingdom Battle, il crossover Ubisoft Nintendo che, tra le tante cose, non solo è un gioco sviluppato anche nella nostra Milano, ma è uno dei pochi titoli con Mario protagonista non sviluppato da Nintendo o da una delle sue second party (e forse l’unico di successo, in quanto gli altri sono gli ormai famigerati prodotti su licenza per Philips CD-i). In questo arco di tempo il gioco ha raccolto recensioni positive, premi di ogni sorta (con conseguenti lacrime di gioia del Creative Director Davide Soliani) e si è arricchito di vari DLC: missioni co-op, armi, sfide e un’avventura extra dedicata allo scimmione che, assieme a Mario, ha decretato l’inizio della scalata al successo di Shigeru Miyamoto, Donkey Kong.

Tutto questo ben di dio, assieme al gioco originale, lo possiamo trovare nell’edizione Gold di Mario + Rabbids, una sorta di raccolta Game of the Year di tutto ciò che questo particolare strategico ambientato nel Regno dei Funghi ha da offrire.

L’incipit dell’avventura principale vede una giovane inventrice, apparentemente fan sfegatata Nintendo, alle prese con un particolare visore: quest’ultimo permette di combinare vari oggetti, creandone di nuovi aventi le caratteristiche degli oggetti fusi assieme. Fin qui tutto sembra filare liscio, ma non appena la ragazza si allontana dal suo laboratorio/scantinato succede l’irreparabile: una numerosa squadra di Rabbids, i conigli diventati mascotte Ubisoft ormai dai tempi del Wii, si materializza nel laboratorio grazie alla lavatrice temporale e inizia ad armeggiare con il visore, aprendo così un portale verso il Regno dei Funghi.

Cosa ci fa il nostro Jack in un gioco Nintendo?

Le cose non vanno male solo nel mondo reale, in quanto uno dei conigli si fonde al visore durante il passaggio tra i due mondi, iniziando così a sconvolgere il regno di Mario e soci. Starà quindi al baffuto idraulico, accompagnato da un ristretto gruppo di Rabbids “normali”, i quali vestiranno i panni degli eroi Nintendo, chiudere il portale e riportare tutto alla normalità.

Una volta concluso il primo mondo di gioco sarà anche possibile mettere mano alla nuova Donkey Kong Adventure, una storia secondaria che vede protagonisti BEEP-0, Rabbid-Peach, Donkey Kong e Rabbid-Cranky, alle prese con il recupero delle parti della lavatrice temporale, distrutta da Rabbid-Kong (col contributo di Rabbid-Peach), in modo da tornare al castello.

L’intera avventura principale e l’avventura extra richiederanno una trentina di ore per essere completate, senza raccogliere ogni extra, ore che andranno ad aumentare nel caso vogliate esplorare una seconda volta ogni zona precedentemente battuta. Il flusso del gioco, infatti, si divide in due fasi distinte: quelle d’esplorazione e quelle di combattimento.

Esplorando dovremo risolvere vari enigmi, per procedere od ottenere tesori.

L’esplorazione, appunto, può anche richiedere una certa dose di backtracking, nel caso vogliate ottenere tutte le armi di ogni personaggio, illustrazioni, temi musicali, modelli tridimensionali e altri collezionabili: procedendo nel gioco, BEEP-0, il robot assistente uscito dal visore e in un certo senso il leader del gruppo, imparerà nuove azioni contestuali che permetteranno al giocatore di esplorare nuove aree, prima inaccessibili. Queste aree possono portare a scrigni, a nuovi combattimenti, più ardui di quelli precedenti, o cannoni glitch, speciali cannoni che portano verso degli enigmi, da risolvere entro un determinato tempo.

L’altra colonna portante del gioco sono le fasi di combattimento, ispirate a giochi strategici a turni à la XCOM: potremo affrontare ogni sfida utilizzando tre degli otto personaggi sbloccabili (Mario, Peach, Yoshi, Luigi e le loro versioni Rabbids) e dovremo tendenzialmente sconfiggere tutti i nemici presenti, oppure raggiungere una zona franca. Il primo passo per portarsi a casa la vittoria è quello di costruire il terzetto adatto alla battaglia, considerando che ogni personaggio e la sua controparte conigliforme non condividono le stesse abilità, e che alcuni sinergizzano meglio con altri, oppure rendono meglio su determinati tipi di mappe (Luigi ad esempio, grazie alla sua elevata mobilità, può risultare utile nelle mappe raggiungi la zona).

Le bandiere nere segnalano un combattimento imminente.

Ogni turno, che sia nostro o della squadra nemica, permetterà a tutti i personaggi di effettuare un’azione di movimento, utilizzare un’arma ed attivare un’abilità, con l’aggiunta di azioni gratuite legate al movimento come la scivolata, un attacco in mischia eseguibile una volta per movimento, se passiamo su una casella occupata dal nemico, e un salto catapulta, il quale può essere sfruttato muovendo il personaggio verso un compagno, per aumentare il raggio di movimento, tenendo a mente che una volta atterrati ci fermeremo del tutto. Aggiungendo a tutto questo la possibilità di interagire con oggetti dello scenario quali tubi, coperture totali o parziali, blocchi status (particolari blocchi che, se distrutti, possono infliggere status alterati a chi si trova nelle vicinanze) eccetera, si può intuire quanto il combat system a prima vista sia facile da imparare, ma incredibilmente complesso da padroneggiare.

A venire incontro ai giocatori meno avvezzi a elaborare strategie c’è una conveniente easy mode, attivabile prima di ogni incontro, la quale cura la squadra e aumenta temporaneamente i punti vita totali.

Il nuovo party è pronto per l’avventura!

Ad aggiungere ulteriore pepe alla ricetta troviamo anche i boss di fine mondo, battaglie molto più complesse con regole speciali, le quali sapranno mettere all’angolo anche gli strateghi più attempati, senza contare le aggiunte che troviamo nella Donkey Kong Adventure: innanzitutto non potremo modificare il nostro party, potendo solo usare il terzetto già citato, ma non disperate, questo non va a limitare le nostre tattiche, in quanto ogni personaggio ha le sue particolarità, non presenti nella modalità base. Donkey Kong ad esempio non potrà sfruttare il salto catapulta, ma ha la particolarità di poter sollevare blocchi status o compagni, per poi lanciarli lontano al termine del movimento; nel caso dei blocchi avremo così a disposizione un attacco bonus, oltre a quello delle sue armi (una banana-boomerang che andrà a colpire più nemici o un pestone sul terreno), mentre lanciando un compagno otterremo lo stesso effetto che il compagno otterrebbe da un salto catapulta, senza però sprecare interamente la sua azione di movimento.

Il gioco scorre quasi sempre senza troppi problemi, trascinando il giocatore fino alla fine e offrendo sfide sempre divertenti e, entro certi limiti, diverse tra loro. Forse una maggiore varietà nella componente esplorativa avrebbe aiutato: è comunque possibile interagire con parti dello scenario limitate e, di tanto in tanto, osservare le strambe abitudini dei Rabbids in giro per il Regno dei Funghi, oltre a godersi tutti i commenti sagaci del nostro BEEP-0.

SWEET VICTORY!

Nel caso poi si arrivi al termine delle due avventure, Mario + Rabbids offre anche delle missioni cooperative e una modalità multiplayer uno contro uno, entrambe in locale e giocabili con un singolo Joy-Con per giocatore. Oltretutto la modalità competitiva pone nuovi limiti e aggiunge meccaniche inedite rispetto al gameplay della modalità single player, quindi consiglio di affrontare almeno una partita contro un amico. Non sarà sicuramente il party game perfetto e nemmeno lo strategico multiplayer definitivo, ma può facilmente divertire un gruppetto di amici per qualche ora e strappare qualche sorriso.

Sul lato tecnico non raggiungiamo i livelli di Mario Odyssey, ma c’era da aspettarselo: i modelli dei personaggi Nintendo, realizzati dal team Ubisoft Milano, sono fedeli a quelli già visti negli altri giochi dedicati all’idraulico italiano: sono ben curati e animati, ma si può notare la differenza di qualità rispetto alla “portata principale” baffuta su Nintendo Switch. In ogni caso l’attenzione al dettaglio, la cura degli scenari, il collage tra mondo Ubisoft e Nintendo trasmettono un certo grado di riverenza nei confronti della grande N da parte del team milanese.

Mario + Rabbids gioca le carte dello humour e del sarcasmo, prendendosi gioco di vari stereotipi sugli italiani.

Ad aumentare questo enorme rispetto del materiale originale troviamo anche la colonna sonora, composta da Grant Kirkhope il quale, essendo ex-dipendente Rare, non poteva che essere la persona migliore, dopo Koji Kondo, a dirigere l’orchestra. Tra temi noti della saga dell’idraulico e nuovi brani composti ad hoc, non si può non pensare alle colonne sonore dei giochi per Nintendo 64. Chiudete gli occhi per un attimo durante un giro per i mondi di gioco e ditemi se non vi tornano in mente piccoli capolavori musicali come la colonna sonora di Banjo-Kazooie o Donkey Kong 64.

Ovviamente il gioco presenta comunque dei problemi: quello più grande, a mio avviso, sta nella possibilità di riaffrontare missioni già concluse anche con equipaggiamento e abilità da end-game. Al termine di ogni serie di combattimenti, il gioco ci darà una valutazione in base al nostro rendimento in battaglia, la quale varierà in base a quanti personaggi in vita abbiamo, ai turni sfruttati per vincere la sfida e altre amenità, dandoci poi un trofeo e vari premi, come monete o skill points (rappresentati da delle sfere viola nel gioco base e da delle rune in Donkey Kong Adventure). Fin qui nulla di trascendentale, ma tornando indietro sfruttando le abilità da end-game ottenere una valutazione alta è decisamente troppo facile. Certo, il gioco offre anche altre sfide, ma poter andare a recuperare quelle cento monete che, col sudore sulla fronte, non ero riuscito a intascarmi ore prima con una tale facilità mi ha un po’ deluso, avrei preferito che si facesse leva su un approccio strategico differente, più che che sulla mera forza bruta.

Bowser best daddy!

Mario + Rabbids: Kingdom Battle, comunque, rimane un acquisto obbligato per chi possiede un Nintendo Switch. So che detto da un italiano questa frase perde un po’ di significato per il semplice orgoglio patriottico ma, se non vi fidate di me, fidatevi di tutti i premi che il team milanese espone con orgoglio in ufficio, e dategli una possibilità. Sono sicuro che non ve ne pentirete.

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay curato
  • Narrativa sarcastica e sagace
  • Colorato e strambo al punto giusto
  • Mi ha fatto rivalutare i Rabbids

 

  • Riaffrontare vecchi combattimenti per migliorare i risultati risulta troppo facile
  • Una maggiore interattività durante l'esplorazione poteva rendere le fasi di gioco più varie

Rabbid-Kong is Jack!

XCOM with colors

Humour

Aymeric - Biografia

Michael Maneia
Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.