Manticore Galaxy on Fire

Lo spazio è tutto uguale?

Pubblicato il 04/06/18 da Cathoderay
recensione
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Manticore Galaxy on Fire

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Non propriamente un simulatore di volo spaziale, Manticore Galaxy on Fire  ha un’anima più semplice, che sulle prime mi ha ricordato Colony Wars, trilogia spaziale dell’epoca PS1 gloriosa e fin troppo dimenticata; anche Manticore è il terzo capitolo di una trilogia della quale sinceramente non conoscevo l’esistenza, perlomeno finché non è atterrato sulla mia console, per cui lo tratterò come tale, senza nessun tipo di paragone rispetto alle sue origini mobile.

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All’attacco!

Sulla console Nintendo Manticore Galaxy on Fire mostra una certa fluidità nel modello di volo, tanto semplice quanto divertente. Le varie navicelle si muovono agili, rispondono bene ai comandi e consentono evoluzioni che rendono  il dogfight spaziale di una naturalezza impressionante. I controlli sono semplici e intuitivi, bastano un paio di partite per essere completamente padroni della vostra portatrice di morte al laser.

I campi di battaglia sono piuttosto vari e, nonostante non abbiano una particolare valenza nei combattimenti, si prestano benissimo al vedere sfrecciare la piccola navicella, allo schivare meteoriti e al piazzare un paio di missili sullo scafo delle astronavi nemiche.
La veste grafica dà vita a numerosi livelli, ricchi di dettagli ed elementi sulla lunga distanza, anche ricchissimi di colori, grazie a nebulose, luci e riflessi provenienti da reattori, stelle ed esplosioni che tempestano lo schermo. Tutti questi elementi riescono a creare un ambiente sci-fi molto interessante.
Il fatto che la console, in modalità portatile, inchiodi il gioco a 60 fps non può far altro che esser un punto a favore della velocità nei combattimenti, la quale purtroppo in dock perde un po’ di fluidità per strada; niente di tragico, sia ben chiaro, ma decisamente meglio in modalità portatile.

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I livelli sono piuttosto vari.

Se nell’introduzione ho dato l’idea di essere entusiasta di Manticore Galaxy on Fire, purtroppo qualcosa non torna, qualcosa mancanonostante un gameplay ben fatto. La campagna si snoda attraverso una cinquantina di missioni, in progressione lineare: si punta un criminale, lo si abbatte e via, si riparte con la giostra e… basta. Niente missioni secondarie né scelte da compiere, niente modifica del personaggio, che è quanto di più anonimo potesse essere, solo quelle quattro o cinque missioni che si ripetono, con uno sfondo diverso.
Per fortuna il gioco successivo realizzato dagli sviluppatori di Manticore Galaxy on Fire, nel frattempo passati da FISHLABS Entertainment a una software house tutta loro, ROCKFISH Games, è di tutt’altra pasta. Sto parlando di quell’EVERSPACE osannato dalla critica, del quale potete leggere la nostra recensione qui.

La vicenda almeno non è noiosa,  è doppiata in un discreto inglese e vi porterà per qualche ora a conoscere le varie fazioni che si scontrano e a capire il ruolo recitato dalla vostra durante questa guerra. Aggiungiamo che potrete sbloccare parecchie astronavi, di tre classi diverse, e che su queste potrete montarci molti armamenti, recuperandoli durante le missioni, sicuramente la varietà del gioco tornerà a farsi vedere, almeno a livello di gameplay.

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Posti ameni da visitare!

Il gunplay è piuttosto classico e prevede l’abbattimento dello scudo e la successiva distruzione dell’astronave nemica. Credetemi quando vi dico che l’intelligenza artificiale non è particolarmente sveglia, permettendovi con un minimo di abilità e l’armamentario giusto di uscire tranquillamente indenni da combattimenti particolarmente affollati.

Persino i boss offrono poca sfida, limitandosi a scappare in maniera confusionaria, nonostante barre della vita immani e qualche sporadico ma massiccio pattern di contrattacco. Nonostante la poca sostanza nei combattimenti quello che c’è basta a invogliare il giocatore nel continuare la sua cavalcata spaziale attraverso gli innumerevoli livelli, anche se l’aiuto dei proprio compagni, a cui non possiamo dare né comandi né indicazioni aiuta davvero poco, un po’ come il sistema di progressione a livelli, quando il salire di rango non serve ad acquisire quei punti esperienza necessari a ottenere un miglior armamento.

Il gioco intrattiene, meglio se a piccole dosi, ma niente di più. Ad ora il catalogo della console Nintendo ha bisogno di qualsiasi tipo di gioco che possa creare un po’ di varietà e  di scelta, ma Manticore Galaxy on Fire non va oltre l’essere un “giochino divertente”, che tende a essere dimenticato in poco tempo.
Quasi un’occasione sprecata, anche se con molti punti a suo favore.

Perché sì:
Perché no:
  • Molte armi
  • Molte Astronavi
  • Molti livelli

 

  • Trama piatta
  • Poca sfida

Tante Astronavi diverse

Lunghezza campagna

Cathoderay - Biografia

Cathoderay
Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale. Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.