Kingdom Come: Deliverance

Bug medievali

Pubblicato il 27/02/18 da Py
recensione

Kingdom Come: Deliverance

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La prima impressione, giocando a Kingdom Come: Deliverance, è di trovarsi di fronte a una copia di Skyrim con grafica migliorata. Liquidarlo così, tuttavia, sarebbe assai riduttivo; se in effetti non si può negare che sia ispirato in modo massiccio al celeberrimo gioco di Bethesda, Kingdom Come riesce, nelle lunghissime ore di gioco in cui la storia si sviluppa, a ritagliarsi una sua identità forte e precisa .

Kingdome Come: Deliverance è un prodotto del tutto made in Czech Republic, finanziato da una campagna Kickstarter di successo e sviluppato e pubblicato da Warhorse, il cui intento dichiarato era creare un gioco in cui l’accuratezza storica, la verosimiglianza e il realismo fossero protagonisti: obiettivo pienamente centrato. Si tratta di un curioso esperimento, dal momento che, in ambito videoludico, l’ambientazione storica viene in genere riservata ai giochi strategici, e non trova molto spazio nel genere GDR.

Il gioco infatti è ambientato nel tardo Medioevo, nel cuore dell’Europa centrale, il Regno di Boemia. Alla morte del grande sovrano Carlo IV, sul trono di Boemia gli succede il figlio Venceslao, che si rivela però un sovrano incapace e disinteressato, atteggiamento che gli aliena il favore di una parte dell’aristocrazia e che spinge suo fratello Sigismondo, Re di Ungheria, ad avanzare pretese sulla corona. È in questo tumultuoso periodo di guerra che la Storia (con la “S” maiuscola) si intreccia alla storia (con la “s” minuscola) di Henry, figlio di un fabbro di un piccolo villaggio boemo. Il giocatore interpreterà proprio Henry, il quale, dopo che le truppe di Sigismondo hanno massacrato i suoi genitori e raso al suolo il suo villaggio, nella sua ricerca di vendetta si troverà invischiato nelle vicende storiche sopra accennate.

Il gioco inizia con una breve – ma sempre utile – lezione di storia.

Il gameplay di Kingdome Come deve moltissimo a Skyrim, visuale in prima persona e ambiente open world in primis. Anche le interazioni con l’ambiente sono sostanzialmente molto simili: esplorazione, combattimenti, commercio, gestione del personaggio (inventario con ogni sorta di oggetto, abilità e talenti da sbloccare, ecc.), meccaniche che riproducono un approccio realistico (ad esempio, stanchezza, fame, e limiti di peso degli oggetti trasportabili), meccaniche per derubare e scassinare; Kingdom Come, tuttavia, presenta una modalità di interazione con i numerosissimi NPC più ricca e variegata. I dialoghi con i personaggi che incontreremo, infatti, saranno determinati non solo dalle abilità oratorie del protagonista  che può comunque scegliere che approccio adottare con ogni personaggio: più votato alla persuasione o alla minaccia, ad esempio – ma anche dal suo abbigliamento, dallo stato dei suoi abiti e infine dal suo stato di igiene personale.

Trattandosi di un open world, oltre alla trama principale, saranno disponibili una miriade di quest e attività secondarie da iniziare parlando con i più svariati personaggi: l’esplorazione del mondo di gioco è affascinante, soprattutto grazie a una grafica di altissimo livello – di cui parlerò a breve – ma presenta alcuni lati negativi, legati principalmente al limite di peso trasportabile e alla stanchezza, non sempre facili da gestire (ma facilmente aggirabili con una serie di utilissime mod non ufficiali). La storia principale è relativamente breve (sotto le venti ore di gioco), ma, con una tale quantità di missioni secondarie, perdere il filo è fin troppo facile, così come superare abbondantemente le 70 ore di gioco. Al tempo stesso, tuttavia, potrà essere persino piacevole perdersi in questa pluralità di attività, che accontentano i gusti di tutti i giocatori.

Anche lo stile di gioco può essere variegato, e il giocatore potrà scegliere di affrontare alcune quest con l’approccio che preferisce: azione (combattimento), stealth, persuasione tramite dialogo.

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La grafica è semplicemente straordinaria: le cutscene danno spesso l’impressione di guardare un film più che di giocare a un videogioco, e anche durante il gameplay la grafica dei paesaggi e le animazioni dei movimenti sono di altissimo livello; meno curata, purtroppo, è la realizzazione dei volti dei personaggi, a partire dal protagonista: spesso sarà proprio la qualità non eccellente delle fattezze dei personaggi, in netto contrasto con lo sfondo impeccabile, a ricordarci che, dopotutto, stiamo giocando a un video game. Buona anche la colonna sonora, con musiche medievali ed epiche mai invasive ed effetti sonori realistici che, insieme alla grafica del paesaggio, contribuiscono all’immedesimazione.

Ma dopo tutte queste lodi, è il momento di passare alle note dolenti, che, ahimè, ci sono eccome. Lo dirò in maniera molto semplice e diretta: il gioco, al suo rilascio, è pieno di bug. Al termine di un lunghissimo sviluppo, che ha irritato non poco i backer, il gioco è stato infine rilasciato; prematuramente, a quanto pare. È evidente sin dalle prime battute che nemmeno gli aspetti principali del gioco sono stati testati con la dovuta attenzione: purtroppo non si tratta solo di difetti grafici, ma di veri e propri bug che condizionano il corretto svolgimento della storia e che precludono il completamento di alcune quest. Nelle prossime patch gli sviluppatori implementeranno di certo le necessarie migliorie, ma i bug sono così tanti che l’operazione richiederà sicuramente non poco tempo.

Credetemi, i bug grafici non sono i peggiori che incontrerete…

Un altro aspetto problematico riguarda i salvataggi. Il gioco infatti ha un sistema basato su salvataggi automatici, ma questi sono estremamente rari. Certo, è possibile salvare anche manualmente, ma farlo richiede di essere in possesso di uno Schnapp, una pozione particolarmente rara e costosa in gioco. Insomma, gli strumenti di salvataggio a disposizione nel gioco sono ampiamente insufficienti, e c’è il rischio concreto di dover ripetere lunghi e noiosi passaggi un’infinità di volte. Ancora una volta, potrete ricorrere alle mod non ufficiali per aggirare questo problema; tuttavia, costringere i giocatori a usare mod non autorizzate per potersi divertire non pare una grande idea.

Nel complesso il gioco è di ottima qualità, ma va migliorato. Per gli appassionati del genere è sicuramente interessante e divertente, tuttavia gli sviluppatori hanno ancora molto lavoro da fare al fine di correggere tutti i bug presenti, condizione indispensabile per permettere ai giocatori di godersi il gioco con la tranquillità che merita.

Perché sì:
Perché no:
  • Grafica dei paesaggi
  • Open world
  • Gameplay vario e interessante

 

  • Buggatissimo
  • Modalità di salvataggio

boemia

realismo medievale

Py - Biografia

Sara Porello
Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro. Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.