Jurassic World Evolution

... ma ci sono i dinosauri!

Pubblicato il 22/06/18 da Ipah
recensione
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Jurassic World Evolution

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Sto cominciando ad avere seriamente dei problemi a scrivere. Davvero, nelle ultime settimane mi ritrovo a dover recensire dei titoli che mi pongono davanti uno strano muro fatto di difetti e mi fanno sembrare, come dire, cinico e troppo critico.
Sì, è successo anche con State of Decay 2, è drammatico, ma non posso scrivere dopo ogni sfilza di difetti: “No, ma vi giuro che il gioco è davvero bello!”.
Bene, ora tocca al gestionale di Jurassic Park. Sì, è Jurassic World in realtà. Sì, io ero al cinema quando uscì il primo Jurassic Park. Sì, sono vecchio, grazie, ma non stiamo parlando di questo.

Il titolo proposto da Frontier Developments, casa di sviluppo con alle spalle una certa esperienza in fatto di gestionali (Zoo Tycoon e Planet Coaster, così, per citarne giusto un paio), cerca di raccogliere consensi sia dai nostalgici che dai giovani neofiti della serie scritta dal compianto Michael Crichton… beh sì, scritta da Crichton almeno per quanto riguarda Jurassic Park e Il mondo perduto.
La domanda ovviamente è una sola: saranno riusciti a catturare, almeno in parte, l’atmosfera della saga cinematografica?
Oh beh, per quanto riguarda l’atmosfera assolutamente sì, ma tecnicamente abbiamo di che discutere, quindi allacciamo le cinture delle nostre Jeep automatiche (non presenti nel gioco *cough*) e cominciamo questo viaggio.

*Insert Jurassic Park theme song here.

 

Isla Matanceros è la prima delle cinque isole che dovremo popolare coi nostri parchi a tema, in questo particolare story mode obbligatorio che, tramite mini quest e missioni più ampie e complicate, ci farà raggiungere l’agognata Isla Nublar, nella quale potremo fare un po’ quello che vogliamo, anche attingendo a fondi illimitati.

Accompagnati dalle voci del cast completo delle opere cinematografiche verremo introdotti alle prime meccaniche di gioco, quali la costruzione dell’ expedition center, dal quale manderemo in missione gli elicotteri nei vari siti a scavare i fossili, il fossil center, nel quale estrarremo il DNA dei nostri “figlioli” dai fossili recuperati, per poi generarli una volta ottenutone abbastanza, e le centrali elettriche, con la gestione delle varie sub station attraverso le quali far funzionare tutto questo.
Fin qui tutto bene e tutto nella norma, il livello di dettaglio è stellare, “l’effetto wow” c’è fin da subito e, come ho premesso, l’atmosfera di Jurassic Park si respira bene addirittura prima della costruzione dei recinti elettrificati. Poi arriva, si entra nel vivo: “Costruisci l’Hammond Center e rilascia il tuo primo dinosauro”.
Panico, emozione, la barra si carica, 80%… 100%! “Release”.
Eccolo che esce, in tutta la sua gloria e maestosità.

Ma quant’è maestoso? Va che gloria. Pazzesco.

Sì ok è uno Struthiomimus. Dai però, cioè, è tipo il primo figlio, non è che potete pretendere un Tirannosauro da subito. Questo è un po’ quello che a Sparta avrebbero buttato giù dalla rupe, ma per gli dei, quanto vi salva le mutande quando siete poveri e dovete portar dentro gente.
Bene comunque, abbiamo il nostro struzzo e possiamo subito notare che, come ogni dinosauro che rilascerete, avrà delle esigenze precise come cibo, acqua, una certa quantità di pascolo nel recinto, una certa quantità di alberi, l’esigenza o no di avere altri della sua specie intorno a lui e quante altre razze diverse può sopportare all’interno della sua zona. Alberi, acqua e pascoli all’interno di tutta l’isola saranno facilmente modificabili tramite un semplice terraforming.
Beh oddio, mi riferisco più che altro alle specie che arriveranno dopo perché lui in particolare, povera bestia, sta bene ovunque e con chiunque lo metti… erbivori, intendiamoci.
Se queste condizioni non verranno soddisfatte il livello di comfort della bestia scenderà, fino a raggiungere un livello di stress tale da fargli cercare letteralmente di spaccare tutto e andarsene, con tutte le conseguenze che potete ben immaginare per i visitatori.

Proseguendo nelle varie isole, sbloccabili attraverso il raggiungimento di alcune milestone dell’isola precedente, verremo messi di fronte ad altri elementi e problemi da gestire, come i vari negozietti che andremo a sparpagliare nel parco, a seconda delle richieste dei visitatori, le tempeste o, nel peggiore dei casi, i tornado.
Purtroppo è proprio quando arriviamo nelle fasi avanzate e abbiamo accesso a tutti (?) i nostri dinosauri preferiti che cominciano a saltare fuori i problemi.

Gioia mia. <3

L’ottimo livello di dettaglio e gli strepitosi modelli dei dinosauri faranno senz’altro la gioia dei fan della saga: la problematica vera, dalla quale poi conseguono per forza di cose tutte le altre, è che questo titolo, creato con la stretta partecipazione di Universal, sembra dichiaratamente dedicato quasi esclusivamente a loro. E i fan dei gestionali?
Io stesso, che mi sono avvicinato al genere solo negli ultimi mesi, ho notato senza sforzo che a livello gestionale mancano davvero tanti, troppi elementi; ma la cosa che più mi fa storcere il naso è l’essere costretto a notare delle mancanze pesanti anche da fan dei film e dei dinosauri in generale!
Dove sono le voliere e i rettili volanti? Dov’è la possibilità di costruire le strutture per gli animali acquatici? Più banalmente, dove sono i Compsognatus, grandi protagonisti nella scena iniziale de Il mondo perduto?
In realtà sono dei dettagli che non mi infastidirebbero più di tanto se il contorno fosse di alto livello, ma purtroppo non è così.

Nonostante un’interfaccia davvero ben programmata e intuitiva, scorrendone le varie opzioni possiamo notare, con l’amaro in bocca, che non abbiamo poi molte alternative in fatto di costruzioni, addirittura non avremo proprio nessun’opzione per quanto riguarda l’estetica del parco, se non il tipo di asfalto che poseremo come sentiero per i visitatori. Le varie skin estetiche saranno infatti relegate solo alle Jeep dei ranger e alle bestie stesse.
Da qui in poi le problematiche arrivano a cascata, ma potete arrivarci benissimo anche voi se ci pensate un attimo.
Cosa vuol dire avere poche opzioni e mappe abbastanza piccole in un gestionale?
Vuol dire che fare soldi non è poi così difficile.
Se fare soldi non è così difficile e abbiamo, man mano che proseguiamo nel gioco, recinti sempre più grossi e sicuri, da cosa deriva allora la sfida?
Preparatevi a un breve viaggio nella follia del problem solving level Mesozoico. Siete pronti? Eh?

Eh.

Durante la nostra avventura amministrativa ci saranno tre fazioni (science, entertainment e security) che ci offriranno delle task per aumentare i fondi e l’affinità con loro. Ignorandole e mantenendo bassa questa affinità potremo spingerli addirittura ad atti di sabotaggio come, ad esempio, aprire tutti i gate del parco in faccia ai visitatori.
A questo bisogna aggiungere l’arrivo delle tempeste e dei tornado che potranno, senza mezzi termini, dilaniarci le strutture, obbligandoci così a una corsa contro il tempo per ripararle, tramite l’intervento dei nostri ranger. Ovviamente dalle tempeste e dalle evasioni dei dinosauri impazziti potremo salvaguardarci costruendo delle apposite protezioni anti-tempesta e dei bunker salva-visitatori, che qui i danni alle persone si pagano. Peccato che, a parco ben avviato, avrete così tanti soldi che aprire e chiudere i bunker sarà secondario e, se sarete vittima di un tornado (dal quale non potrete proteggervi in nessun modo), avrete così tanti altri problemi da supervisionare che vi lascerete andare a un freddo: “Oh, fatevi mangiare che adesso ho altro a cui pensare”.

I tornado manderanno in panico i vostri animali e, probabilmente, vi distruggeranno centrali elettriche e recinzioni. I dinosauri scapperanno e, se avete allevato determinate specie come cinque o sei Deinonychus, preparatevi a un vortice di frustrazione allucinante.
Vi faccio un esempio pratico: ultima isola, parco enorme pieno di bestie, tornado, scappano tutti. Se scappano tutti dovrete mandare gli elicotteri dell’ACU a tranquillizzarli e poi ordinare ai LENTISSIMI elicotteri da trasporto di riportarli all’interno dei recinti, mentre i ranger li riparano.
I Deinonychus vogliono stare in gruppo e hanno un livello di tolleranza abbastanza basso, quindi se quest’operazione non è eseguita in modo perfettamente coordinato, mentre state portando gli ultimi esemplari dentro, quelli già rinchiusi impazziscono, cercando nuovamente di scappare fuori. Tutto questo mentre avrete altre bestie in giro per l’isola a fare danni.

Guarda mamma! Come nel film!

Insomma, il titolo non è Planet Coaster con i dinosauri, mancano i mezzi a disposizione, manca l’estetica, sembra mancare tutta la parte davvero gestionale dell’economia del parco.
Persino nei negozi avremo pochissimo spazio di manovra, potendo scegliere solamente cosa vendere tra tre opzioni più o meno costose, modificarne il prezzo e visionarne in tempo reale il tasso di guadagno. Una semplicità che rende tutto estremamente troppo facile e vantaggioso… ma ci sono i dinosauri!

Jurassic World Evolution si presenta come un gestionale dal meraviglioso impatto visivo e dal gameplay semplice e droghereccio, che alla fin fine vi terrà incollati allo schermo per svariate ore, nonostante le cose da vedere non siano poi così tante. Non me la sento davvero di consigliarlo quindi a chi è abituato ai gestionali duri e puri.
Mi ci sono divertito e mi ci divertirò ancora per diverse ore probabilmente, ma nulla riesce a togliermi questo cattivo retrogusto di gioco ancora incompleto, che ha l’assoluta necessità di essere ampliato in quasi ogni aspetto…

No, ma vi giuro che è divertente!

Perché sì:
Perché no:
  • I modelli dei dinosauri sono spettacolari
  • Giusta atmosfera
  • Droghereccio

 

  • Tante mancanze dal lato gestionale
  • Va ampliato su più fronti
  • Gli elicotteri da recupero sono frustranti

Dinosauri!

Dinosauri con le skin!

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Ipah
Comunque se non si fa un remake di Red dead redemption e CTR la gente è pazza.